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	<title>To Honolulu &#187; Energia</title>
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		<title>The Big Match: Energia Nucleare VS Energie Alternative</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 18:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è un argomento semplice. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di essere il meno cretino possibile pur chiarendo nella maniera più trasparente una posizione decisamente articolata. Il paziente è in condizioni critiche, il medico esce dalla stanza e si rivolge a voi: si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/shawn-michaels-vs-the-undertaker.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3314" title="The Big Match" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/shawn-michaels-vs-the-undertaker.jpg" alt="" width="474" height="353" /></a></p>
<p><strong>Non è un argomento semplice</strong>. Chi sostiene posizioni nette e facili, in questo caso si rivela un cretino. Per parte mia, cercherò di essere il meno cretino possibile pur chiarendo nella maniera più trasparente una posizione decisamente articolata.</p>
<blockquote><p><em>Il paziente è in condizioni critiche, il medico esce dalla stanza e si rivolge a voi: si può provare la terapia farmacologica coi nuovi farmaci sperimentali, anche se la loro efficacia non è ancora stata testata, oppure si può operare, ma è un&#8217;operazione difficile, le possibilità che ce la faccia non sono altissime. Che cosa scegliete? Voi non siete medico, non avete una cognizione piena delle scelte, eppure è un vostro caro e siete voi a dover scegliere.</em></p></blockquote>
<p>Riconducendo la metafora al nostro caso, vediamo che l&#8217;argomento è di <strong>elevatissima tecnicità</strong>, <strong>comprensibile a  fondo solo per pochissimi</strong>, eppure gli <strong>interessi correlati sono  importantissimi, generali</strong> e perciò <strong>la cittadinanza ha diritto ad  esprimersi</strong>. Questo però non significa che milioni di persone debbano scegliere alla cieca o con delle sensazioni a pelle.<br />
Andiamo allora insieme a delimitare il perimetro di queste scelte, osservandole bene.</p>
<h3>Di che &#8220;energia nucleare&#8221; si parla?</h3>
<p>Esistono <strong>molti modi</strong> per generare energia sfruttando le forze nucleari.<br />
L&#8217;energia in questione sarebbe energia ricavata da <strong>fissione nucleare</strong>. In una reazione a catena controllata, gli instabili atomi di elementi radioattivi vengono spezzati generando energia, che servirà per vaporizzare acqua che farà girare le turbine, generando, finalmente energia elettrica.<br />
In particolare, per generare questa fissione, nel reattore verrebbero usati <strong>isotopi dell&#8217;uranio e del plutonio</strong> &#8211; tanto potenti quanto pericolosi per eventuali incidenti e per le scorie che producono.</p>
<p>Si tratta del <strong>modo più in voga</strong> per sfruttare queste forze nucleari, e praticamente <strong>tutti i reattori nucleari del mondo</strong> &#8211; che siano di seconda o terza generazione &#8211; funzionano così.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/3575263476_359863776f.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3310" title="La luce azzurra nei reattori nucleari è dovuta al cosiddetto &quot;Effetto Čerenkov&quot;" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/3575263476_359863776f.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<h3>Le alternative</h3>
<p>Come dicevo, non è l&#8217;unico modo possibile per impiegare l&#8217;energia nascosta nell&#8217;infinitamente piccolo: <strong>ne esistono altri</strong>, già possibili o allo studio, enormemente più vantaggiosi. Ad esempio, abbiamo <a href="http://2honolulu.it/2010/11/uranium-is-sooo-%E2%80%98last-century%E2%80%99-3132.htm">avuto modo di parlare</a> dell&#8217;incredibile superiorità dei <strong>reattori a fissione che sfruttino il Torio</strong>, e vi invito a documentarvi sui <strong>reattori a fusione nucleare</strong> dei progetti <strong>ITER</strong> ma soprattutto <strong>IGNITOR</strong>, progetto italiano che necessita di fondi per costruire il primo reattore.</p>
<p>Ma già a questo punto sorgono degli ulteriori quesiti: alle superiori, <strong>quando il professore spiegava fisica, ero solito dormire?</strong> Alle superiori ho avuto un professore che spiegava fisica? Il programma di fisica copriva le forze nucleari? Sono stato alle superiori? Ma soprattutto, <strong>ho avuto la curiosità di informarmi?</strong> Perché già qui la problematica si impone: <strong>per capire è necessario sapere</strong>.<br />
Non posso gridare un generalizzato &#8220;No al Nucleare&#8221; se non so che differenza c&#8217;è fra fissione e fusione: questo perché la seconda è del tutto priva dei rischi della prima ed è capace di generare un&#8217;energia ancora superiore, ma se il no è generalizzato, io tarpo le ali anche a lei; e non solo. Perfino se le tecnologie di fissione, come nel caso del Torio, fanno diventare accettabile il costo in scorie e rischi, io devo scendere a patti e approvare questa produzione di energia.</p>
<h3>Le non alternative</h3>
<p>Anche se Beppe Grillo potrà latrare diversamente, l&#8217;energia solare &#8211; con la tecnologia attuale, s&#8217;intende &#8211; <strong>non è un&#8217;alternativa</strong>. O meglio, è ottima e sacrosanta per riscaldare l&#8217;acqua e la casa, ma per certo non può far scoccare cinquecento tonnellate di treno a trecento chilometri orari o alimentare lunghe file di altiforni o fare andare delle automobili.<br />
Il problema è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potenza_%28fisica%29" target="_blank"><strong>Potenza</strong></a>. In altre parole, per questi fini una <strong>grande quantità di energia deve essere fornita in un lasso di tempo breve</strong> &#8211; e il solare non è in grado di fornirla.</p>
<blockquote><p><em>Se la mia tabella di allenamento prevede che io faccia una serie di cinquanta flessioni, non va bene lo stesso se faccio una flessione ogni venti minuti.</em></p></blockquote>
<p>Non è in grado di fornirla a meno di <strong>immagazzinare chimicamente questa energia</strong>, accumulandola e rilasciandola tutta insieme: questo con una pila o strappando l&#8217;idrogeno dall&#8217;acqua. Ma tutto ciò è altamente inefficiente, le pile sono molto inquinanti e le bombole di idrogeno sono delle bombe che non si possono far gestire ai privati cittadini.<br />
Stesso dicasi per l&#8217;energia eolica, con alcune <strong>felici eccezioni come il progetto <a href="http://kitegen.com/">KiteGen</a></strong>, ancora da valutare circa la fragilità e l&#8217;aleatorietà della produzione di energia, ma che parrebbe capace di generare potenze notevoli.</p>
<p>Non alternativa è anche proseguire come stiamo facendo, a <strong>generare energia bruciando combustibili fossili</strong>. Sarebbe bello un (impossibile) referendum anche per questo.</p>
<h3>Chi si adegua è già in ritardo<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/picture.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3311" title="Mr. Burns" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/picture.gif" alt="" width="219" height="271" /></a></h3>
<p>Comprendo ma <strong>non voglio accettare la sfiducia nei confronti degli Italiani.</strong> Non voglio accettare l&#8217;idea del &#8220;<em>non sappiamo gestire i rifiuti normali, figuriamoci quelli radioattivi</em>&#8221; e del &#8220;<em>finirà tutto in mano alla mafia</em>&#8221; &#8211; forse per ottimismo, forse per ingenuità, forse perché trovo intellettualmente disonesto malgiudicare a scatola chiusa, forse perché se così deve essere Scampia sarà già piena di cantine stipate di fusti radioattivi anche senza avere delle centrali italiane. <strong>Né voglio farmi prendere dal terrore per gli incidenti nucleari</strong>: le centrali di terza generazione hanno apparati di sicurezza davvero imponenti, e sinceramente sarei contento se ce ne fosse una vicino a casa mia. La facoltà di Fisica garantirebbe un futuro.</p>
<p>Il mio è un <strong>discorso radicalmente diverso</strong>.<br />
<strong>Inseguiamo in ultima posizione</strong> una tecnologia che certi Stati usano per produrre energia <strong>da sessant&#8217;anni</strong>. Raffinata, per carità, ma sempre quella. Dire che sulla corsa al nucleare civile siamo in ritardo è un eufemismo. E da decenni patiamo una costante fame di energia. Forse il <strong>referendum dell&#8217; &#8217;87</strong> ha deliberato bene e con coraggio; forse è stato una craniata clamorosa. Ma se c&#8217;è qualcosa di cui sono persuaso è che la scelta più saggia, per noi, oggi, sarebbe <strong>un colpo di coda</strong> capace di farci arrivare per primi alle <strong>nuove tecnologie della fusione nucleare</strong>, che sono lì, reali, a portata di mano; o quantomeno avere il cuore e la saggezza di uscire dal seminato <strong>abbracciando le tecnologie alternative del nucleare</strong> che per futili motivi sono state trascurate.<br />
E non valga a troppo l&#8217;argomentazione &#8220;se sono state trascurate un motivo c&#8217;è&#8221;: vi basti abbassare lo sguardo per osservare <strong>una tastiera <em>qwerty</em></strong> il cui ordine delle lettere è stato brevettato nel 1873 per evitare che i martelletti delle prime macchine da scrivere si inceppassero battendo spesso caratteri adiacenti, non certo perché è il più razionale &#8211; eppure mantenuto nonostante tutte le rivoluzioni da centoquarant&#8217;anni a questa parte.</p>
<p>Il quesito referendario è strutturalmente zoppo, mal posto.<br />
Il mio timore è che l&#8217;esito abrogativo <strong>cristallizzi anche altri fronti del nucleare in Italia</strong>, e sedimenti una coscienza collettiva tanto orba quanto salda <strong>riassumibile in un generico &#8220;No al nucleare&#8221;</strong>, fermo restando che costruire le centrali in programma sarebbe <strong>un piano ritardatario ed antieconomico, che va bloccato</strong>.<br />
Il quesito referendario è strutturalmente zoppo, mal posto, perché oggi, oltre a negare, è assolutamente necessario affermare, e quindi <strong>pronunciare il proprio sì al nucleare &#8211; a quello giusto, a quello migliore. </strong>Ma questo è possibile <strong>solo propositivamente</strong>, e oltre a promuovere a proposito una cultura del discernimento, per il privato cittadino è difficile appoggiare grandi progetti innovativi di ricerca &#8211; se non con <strong>donazioni personali, cinque per mille, lettere ai giornali e ai politici</strong> e via dicendo.<br />
Badate bene, strade che <strong>paiono modeste ma categoricamente da percorrere</strong>.</p>
<p><strong>Nota personale</strong>: visto come lavora, a questo governo non affiderei nemmeno la costruzione di un castello di sabbia da fare col secchio &#8211; figuriamoci una centrale a fissione.</p>
<p><strong>Nota filosofica</strong>: ho domandato al professor Luigi Lombardi Vallauri che cosa ne pensasse di questo referendum sul nucleare. Sospeso il giudizio non sentendosi tecnicamente pronto per esprimersi (pur dicendosi, &#8220;a pelle&#8221;, contrario a queste centrali), ha aggiunto: &#8220;<strong><em>Siamo veramente sicuri di voler dare all&#8217;umanità energia infinita?</em></strong>&#8220;</p>
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E’ innegabile che abbia un suo fascino vintage da guerra fredda, con quelle centrali fumanti e misteriose culla di t...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2011/06/il-vero-cuore-del-referendum-3357.htm" title="Il vero cuore del referendum">Il vero cuore del referendum</a><br /><small>

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A venticinque anni da che la salma del celeberrimo conduttore televisivo Mike Bongiorno è stata trafugata - inizio della misteriosa seri...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Uranium is sooo ‘last century’!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 13:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Tiziano Vignolini E’ innegabile che abbia un suo fascino vintage da guerra fredda, con quelle centrali fumanti e misteriose culla di tante leggende metropolitane, con quelle alte torri di raffreddamento che ci ricordano un po’ i supereroi degli anni ’50 &#8211; tutti legati da un trascorso più o meno felice con le radiazioni nucleari; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Tiziano Vignolini</em></p>
<p>E’ innegabile che abbia un suo fascino vintage da guerra fredda, con quelle centrali fumanti e misteriose culla di tante leggende metropolitane, con quelle alte torri di raffreddamento che ci ricordano un po’ i supereroi degli anni ’50 &#8211; tutti legati da un trascorso più o meno felice con le radiazioni nucleari; lo abbiniamo sorridendo ai pesci triopi del lago di Springfield, e &#8211; sorridendo magari un po’ meno &#8211; ai bambini deformi della zona irradiata di Cernobyl. Ma ormai è inutile girarci intorno: l’uranio è decisamente retrò, e la fissione nucleare classica è obsoleta. E poi &#8211; converrete &#8211; le miniere di sale piene di fusti radioattivi sono decisamente <em>out</em>.<br />
<strong>Urge trovare un’alternativa all’uranio, che ci rifornisca comunque di energia elettrica a livelli relativistici.</strong> Quindi, mi dispiace fonti rinnovabili, ma con le attuali tecnologie da sole non ci bastate. La fissione resta; ovviamente con le opportune abissali modifiche del caso.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/thor.gif"><img class="size-medium wp-image-3134 alignright" title="thor" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/thor-175x300.gif" alt="" width="175" height="300" /></a>La soluzione arriva direttamente da Asgard, dove il buon dio Thor tralascia per un attimo le sue battaglie coi giganti per dare il nome ad un particolare metallo pesante, il <strong>torio </strong>(Th, n° atomico 90). Questo simpatico attinide è in grado di sostenere la fissione nucleare se disciolto in soluzioni a base di fluoro (da cui il nome in codice dei reattori sperimentali LFTR &#8211; detti “lifter” – che sta per Liquid Fluorure Thorium Reactor) ed è estremamente preferibile all’uranio, in quanto lo batte in una lunga serie di campi:</p>
<h3>La resa</h3>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Secondo i dati raccolti nelle centrali finora testate, nella fissione viene prodotta circa 250 volte più energia per unità di torio che per unità di uranio.</span></p>
<h3>I rischi</h3>
<p>La centrale al torio è virtualmente <strong>esente da qualsiasi rischio di meltdown</strong> del nocciolo. La reazione dell’uranio è pericolosamente esplosiva e necessita di enormi impianti di raffreddamento e di sofisticati sistemi di controllo. Quella a base torio è estremamente più sicura grazie a due fattori:</p>
<ul>
<li>Si auto-regola. Il combustibile 	liquido della centrale LFTR è incanalato in un sistema di tubi: se 	la reazione aumenta di intensità, il reagente si espande per 	effetto del calore, fuoriesce dai tubi e viene raccolto in apposite 	cisterne, rallentando di conseguenza la fissione.</li>
<li>Il torio è un metallo cosiddetto 	‘fertile’. Ciò significa che di per sé non è fissile, ma lo 	diventa se lo bombardiamo di neutroni. Di conseguenza, è 	sufficiente interrompere il flusso di neutroni per bloccare la 	reazione.</li>
</ul>
<h3>La reperibilità</h3>
<p>Le riserve di uranio, continuando di questo passo, alimenteranno l’industria nucleare e bellica per i prossimi vent’anni. Dopodiché, si affaccerà una poco piacevole crisi energetica. I giacimenti di torio attualmente conosciuti sarebbero sufficienti a sfamare le nostre reti elettriche virtualmente in eterno, essendo questo comune più o meno quanto il piombo.</p>
<h3>Le applicazioni belliche</h3>
<p>Il plutonio, sottoprodotto delle centrali a fissione convenzionali, è tristemente noto per aver alimentato la bomba che distrusse Hiroshima, e trova il suo naturale habitat all’interno di testate missilistiche intercontinentali. Il combustibile esausto delle centrali al torio, di cui tratterò tra poco, è totalmente inutile e non può essere utilizzato per la costruzione di ordigni di alcun tipo.</p>
<h3>L’impatto urbanistico</h3>
<p>Una centrale nucleare tradizionale necessita di un’ampia zona-cuscinetto a bassa densità di popolazione, per limitare i danni di un eventuale incidente. Una centrale LFTR, per via delle ragioni di sicurezza sopra esposte, potrebbe tranquillamente far parte del tuo vicinato. Oltretutto, dato che non necessita di strutture di raffreddamento di sorta, può giungere ad occupare un’area di soli <strong>250 metri quadri.</strong></p>
<h3><strong>E, soprattutto, le scorie</strong></h3>
<p><strong></strong><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Un reattore all’uranio di 3ª generazione produce scorie che, per ridurre la propria radiotossicità a livelli pari a quelli del proprio combustibile di partenza, impiegano circa <strong>un milione di anni.</strong> Le scorie prodotte da un reattore a fluoruro di torio liquido, oltre ad essere quantitativamente molto minori, presentano <strong>già da subito</strong> una radiotossicità <strong>minore di quella dell’uranio allo stato naturale</strong>.</span></p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/Lucas_Heights_reactor_wideweb__470x3120.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3135" title="Lucas_Heights_reactor_wideweb__470x312,0" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/Lucas_Heights_reactor_wideweb__470x3120.jpg" alt="" width="470" height="312" /></a></p>
<p>Una meraviglia della tecnologia moderna? Assolutamente no. I primi esperimenti sulla fissione del torio, condotti con successo principalmente dal fisico Alvin Weinberg, risalgono alla seconda metà degli anni ’50.<br />
<strong>Come mai allora</strong> &#8211; vi chiederete giustamente &#8211; <strong>ci ritroviamo immersi in questo vecchiume radioattivo, mentre potremmo alimentare le nostre lampadine con i fulmini di Thor?</strong></p>
<p>Paradossalmente, ciò che ha permesso all’uranio di prevalere sul torio è proprio uno di quei difetti di cui quest’ultimo è privo. La guerra fredda ha reso i governi del mondo <strong>ghiotti di plutonio</strong>, e la corsa agli armamenti nucleari ha fatto sì che si glissasse poco elegantemente su tutti i pro e i contro che non avessero qualcosa a che fare con le bombe. Di conseguenza, le centrali all’uranio hanno prosperato indisturbate, e al giorno d’oggi ci ritroviamo con delle potentissime lobby dell’energia nucleare che non vedono molto di buon grado l’ipotesi di smantellare e ricostruire tutti i propri costosi impianti.</p>
<p>L’energia nucleare pulita può quindi sembrare ancora un miraggio, ma c’è ancora qualcuno che lotta per la causa del torio ed eventualmente riesce ad ottenere qualche discreto successo: fondata da Alvin Radkowsky, l’azienda americana Lightbridge opera attualmente in Russia, dove tenta di commercializzare una tecnologia (tecnologia del reattore seme-mantello) che può convertire gli attuali reattori ad uranio in<strong> ibridi torio-uranio</strong> che, nonostante non siano la stessa cosa di un LFTR, presentano rischi di incidente molto ridotti, così come una ridotta quantità di scorie. Lo stesso Obama ha espresso la necessità di trovare una sostituzione alle centrali termoelettriche a combustibili fossili, vero cancro ambientale del nostro pianeta, e si è dichiarato disponibile verso forme di energia nucleare alternativa.<br />
<strong>La vecchia Europa sembra sempre la più restia ad accettare innovazioni tecnologiche</strong> particolarmente interessanti (vedi il caso degli OGM, di cui probabilmente tratterò più avanti), mentre già India ed Emirati Arabi si stanno applicando per sfruttare il nucleare in modo sostenibile.<br />
Sperando che i farraginosi meccanismi del potere ruotino prima o poi nella direzione giusta, non posso che consigliarvi il <a href="http://energyfromthorium.com/" target="_blank">sito del movimento</a> Energy From Thorium.</p>
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		<title>Non tutta la privatizzazione vien per nuocere</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ero sempre tenuto fuori dall&#8217;argomento. Più per fatica che per altro. Però visto che continua ad essere sulla cresta dell&#8217;onda, forse è il caso di parlare della paventata minaccia della privatizzazione nazionale dell&#8217;acqua. Bollette da duemila euro, necessità di acquistare acqua in bottiglia, acqua oro blu, speculazione, acquedotti lasciati a secco, inizio di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ero sempre tenuto fuori dall&#8217;argomento. Più per fatica che per altro. Però visto che continua ad essere sulla cresta dell&#8217;onda, forse è il caso di parlare della paventata <strong>minaccia della privatizzazione nazionale dell&#8217;acqua</strong>.</p>
<p>Bollette da duemila euro, necessità di acquistare acqua in bottiglia, acqua oro blu, speculazione, acquedotti lasciati a secco, inizio di un mondo in cui l&#8217;acqua sarà come il petrolio. Sarà guerra, per l&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/05/strade7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2794" title="Acquedotto romano - Pont du Gard, Francia" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/05/strade7.jpg" alt="" width="571" height="340" /></a></p>
<p>Come direbbe quel mio amico che viene da tanto lontano, <strong>queste sono cazzate</strong>. Infatti, come al solito, prima di parlare o di reagire contro qualcosa in maniera così simile ad uno strizzone di diarrea, bisognerebbe informarsi, pensare e dialogare. <a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=47518" target="_blank">Qui, il testo del decreto Ronchi 135/2009</a> (l&#8217;articolo sull&#8217;argomento è il n°15). Andiamo quindi con maggior consapevolezza a fare alcune considerazioni.</p>
<p><strong>L&#8217;acqua non verrà privatizzata. L&#8217;acqua non può essere privatizzata.</strong> Sarà solo la gestione della distribuzione ad essere affidata ad imprese e società private &#8211; nella maggior parte dei casi, a partecipazione pubblica.<br />
L&#8217;indirizzo e il controllo amministrativo, la proprietà degli acquedotti, degli  impianti di depurazione, delle fognature, degli altri impianti restano pubblici. La grossa discussione adesso sta sulla creazione o meno di un&#8217;Autorità Indipendente di settore apposita che stabilisca tariffe eque e impedisca la speculazione così come esiste per l&#8217;Energia. Dopotutto, ad oggi, con la rete statale, a Milano l&#8217;acqua si paga un quarto di quanto si paga a Terni.</p>
<p><strong>L&#8217;acqua non si tocca. E l&#8217;elettricità sì?</strong> La distribuzione d&#8217;acqua non sta che muovendosi verso il tipo di regime di distribuzione che attualmente ha l&#8217;energia elettrica. Lasciando stare la penosa situazione energetica Italiana (di cui torneremo a parlare a breve), come avrete tutti potuto apprezzare il servizio elettrico in Italia sta acquisendo tutte le caratteristiche di flessibilità e adattabilità alle esigenze del singolo proprie dei servizi privati, e sta diventando <strong>decisamente concorrenziale</strong>.</p>
<p><strong>La rete di distribuzione idrica è un colabrodo. Il 30% dell&#8217;acqua viene persa per strada.</strong> Gli enti pubblici per caso hanno qualche centinaio di milioni di euro d&#8217;avanzo (per ogni regione) per risistemarla? Purtroppo c&#8217;è grossa grisi, e non ce li hanno. Ma le imprese private ce li hanno (magie delle Società per Azioni), e nel momento in cui viene loro affidata la gestione, ce li investono più che volentieri. Anche perché, stando alle stime del Corriere della Sera, <strong>i soldi buttati dalla finestra</strong> per via del pietoso stato di manutenzione degli acquedotti e delle gestioni negligenti arrivano a <strong>due miliardi e quattrocentosessantaquattro milioni di euro l&#8217;anno</strong>. E&#8217; un gruzzolo che &#8211; come dire? &#8211; torna buono, che poi ti ci compri il gelato il sabato pomeriggio.</p>
<p>Sarà poco riguardoso dirlo, ma <strong>il dispendio di denaro, tempo ed energia che si genera affidando un lavoro a dipendenti statali, parastatali e affini è leggendario</strong>. E si sa che ogni leggenda ha un fondo di verità. Una moderata liberalizzazione nel campo sarà di enorme giovamento all&#8217;efficienza del servizio e della sua gestione.</p>
<p><strong>L&#8217;acqua non sarà mai un bene esclusivo come il petrolio</strong>. Sciocco chi lo dice, sciocco chi si rende fico e misterioso prevedendo guerre per l&#8217;oro blu.<br />
Il petrolio è una risorsa limitatissima e irriproducibile (per fortuna). L&#8217;acqua dolce, oltre ad avere un chiaro (ed imbarazzante) margine di miglioramento per quanto riguarda il modo in cui è amministrata, è un bene la cui disponibilità è incredibilmente ampliabile (per fortuna).</p>
<p>Gridare a scandali, attacchi a diritti fondamentali e proporre onerosissimi referendum non rende nessuno più interessante, non fa sembrare nessuno fascinosamente informato e coinvolto nel sociale, non ricopre di un&#8217;aura di preveggenza mistica e non rende piacevoli. E&#8217; un compito ingrato che ci tocca già troppo spesso. Evitiamo quindi almeno gli <em>al lupo al lupo</em> quando il lupo non c&#8217;è.</p>
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