Chi sono i nostri eroi?
Leggendo le notizie di cronaca, tra mostri e truffatori, politici e assassini è facile perdere la fiducia nel mondo. Ormai è tutto nero, un magna magna collettivo per portare avanti unicamente i propri interessi. Viene da chiedersi, ma esistono ancora gli eroi?
Chi sono i nostri eroi, oggi?
E mentre rimugino su chi siano questi individui dal retrogusto mitologico, nel buio dei miei pensieri ecco che intravedo delle piccole luci che si accedono come timide margherite che sbocciano in primavera.
Vedo professori universitari che insegnano senza percepire uno stipendio; un tizio che si getta sui binari della metro per salvare uno sconosciuto che vi è inciampato; un ragazzo che aiuta una vecchietta a raccogliere la spesa da terra dopo che le si è rotta la borsa. Nessun altro si era fermato.
Ancora, Aung San Suu Kyi: liberata dopo uno dei tanti periodi di arresti domiciliari. Lei che nell’88 rifiutò la “proposta” del regime che le concesse di andarsene dal paese.
E ancora, Roberto Saviano, un uomo che ha rinunciato alla sua vita per fare la cosa giusta. Dev’essere dura non potersi muovere senza 7 uomini di scorta intorno a te.
E gli occhi pian piano si abituano al buio, che in fondo non è così pesto come sembrava. Non si distinguono bene, ma ci sono tante piccole fiammelle più o meno anonime, che messe tutte insieme danno filo da torcere all’oscurità, e scaldano il cuore.
E allora credo di aver capito chi sono gli eroi.
“Heroes are ordinary people whose actions are extraordinary. Who act when others are passive, who give up ego-centrism for socio-centrism.”
Philip Zimbardo
Non si nasce eroi, lo si diventa. E il tutto si gioca in quelle situazioni in cui non si interviene o per imbarazzo o perché “non si fa”.
La prossima volta che sentirò questa sensazione penserò che facendo quel che è giusto sarò un eroe. E non per vantarmene, ma perché è la cosa giusta da fare.
E sapete una cosa?, mi piace davvero molto immaginarmi circondato da tanti piccoli grandi eroi. Che siete voi.




