feb 15 2009

Arrivano i barbari

Esistono molti tipi di invasioni barbariche. Di solito le immaginiamo stile invasione dell’Impero Romano: da una parte una civiltà raffinata, grande ed evoluta ma ormai esausta, e dall’altra un’orda di giovani zozzi adusi all’esercizio della forza che sfondando le frontiere si danno al saccheggio sfrenato.
Senza dubbio questo si è verificato spesso, ma… è facile trovare, nella storia, casi in cui lo scenario fosse totalmente invertito. Anzi, casi del genere sono ancora più comuni rispetto a quelli classici.

Perché ne sto parlando adesso, mi chiedi?
Be’, lo Stato neozelandese ha dovuto pagare un indennizzo multimilionario ad alcune tribù Maori per aver sfruttato una loro danza sacra (la Haka, la celeberrima danza di guerra Maori – quella degli AllBlacks, per intendersi); queste tribù ne hanno inoltre ottenuto i diritti d’autore. Una volta tanto, mi verrebbe da dire, la Giustizia funziona. Ma adesso sforziamoci di procedere col nostro ragionamento in maniera lineare, senza divagare.
I Maori vivono nelle foreste e conducono una vita da primitivi. Noi comunichiamo coi satelliti, viaggiamo in aereo e portiamo abiti raffinati.

Ma chi è davvero il barbaro?
E’ barbaro chi parla una lingua diversa dalla nostra e caccia nella foresta indossando solo un gonnellino o è barbaro chi parla la nostra stessa lingua, deruba il Maori dei suoi ori e ne scimmiotta la danza sacra per una pubblicità della FIAT?
E’ barbaro chi indossa cappelli piumati e fa sacrifici agli dèi o è barbaro chi sbarca su un Nuovo Mondo e ne stermina le millenarie civiltà col fucile in spalla, la Bibbia in mano e la sifilide nei pantaloni mandando in patria pesanti galeoni stracarichi d’oro per saziare un’ingordigia senza fondo?
E’ barbaro chi ci invade coi gommoni perché ha nuovi Unni alle calcagna o per la speranza di un domani migliore o è barbaro chi, negli intervalli del Grande Fratello, propone di affondarli» , quei gommoni? Leggi tutto…

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Vi consiglio, in proposito, di seguire questo link ad un pittoresco gruppo Facebook di gente di mondo con la testa sulle spalle, solidi principi, imponente cultura e ampi orizzonti.

feb 4 2009

Der Richter

Da qualche settimana sto guardando un anime fogantissimo: Death Note. Ok, l’avete già visto tutti lo so, sono sempre l’ultimo ad arrivare. Per chi non sapesse di che parla: c’è un quaderno, scrivendoci il nome di una persona, quella muore. Il succo è questo insomma. Ma non voglio parlare della trama, anche perchè è troppo bella per essere raccontata così.

La cosa interessante è che il protagonista, Yagami Light – un ragazzo molto in gamba -, dopo aver ottenuto questo quaderno decide di diventare un giustiziere e di ripulire il mondo dai malvagi, col l’aiuto del Death Note appunto.
Il suo scopo è quello di rendere il mondo un posto migliore, e diventare il Dio di questo nuovo mondo (dettaglio secondario). Ovviamente queste cose le fa di nascosto, e dal mondo è conosciuto come Kira» .

Il fattaccio è successo nell’episodio che ho visto ieri.
In pratica racconta la storia di un altro ragazzo, Mikami Teru, che fin da piccolo si è dedicato a difendere i più deboli, prima alle elementari, poi alle medie, poi diventando magistrato. Ciò che dice Mikami è che per lui ci sono due tipi di persone: quelle buone e quelle malvagie. Immaginate la sua felicità, quando Kira gli propone una… particolare collaborazione. Dopotutto ha in testa solo una parola: eliminazione.

Il mondo è diviso, c’è chi cerca Kira e il modo di farlo fuori e c’è chi invece lo sostiene, facendo notare che da quando ha iniziato ad uccidere i criminali nel mondo non ci sono più state guerre.

Il nocciolo della questione è proprio questo: da una parte il diritto alla vita, l’equiparazione di tutte le persone, la pena rieducativa, ma allo stesso tempo la non-certezza della pena, le scappatoie legali (vedi il caso delle attenuanti generiche in un post recente) e il rischio di rimettere in libertà un delinquente; dall’altra un’esecuzione sicura.

Mi sono fatto una domanda. Avendo questo potere, che farei? Lo userei o no?

La giro a voi, voi che fareste?

deathnote rules

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Ovvero killer in giapponese

gen 14 2009

Il foglio a protocollo di Kyoto

Nel 1997, durante una riunione della UNFCCC a Kyoto, i grandi paesi industrializzati del mondo – cioè, alcuni di loro – capirono che effettivamente si stava rilasciando un po’ troppa merda, nell’aria. In relazione all’Effetto Serra, non all’inquinamento generico, per carità.

Fu così che decisero di stendere nero su bianco un poderoso trattato che tagliasse la quantità di emissioni lecite di cinque gas-serra, una severa restrizione autoimposta per dimostrare il proprio amore per il pianeta.

Il puntino indica Kyoto, nella regione del Kansai.

Il puntino indica Kyoto, nella regione del Kansai.

Un taglio, cioè, in misura NON INFERIORE al 5% delle emissioni registrate nel’90, preso come anno-campione (del mondo se stiamo parlando di calcio e Germania Ovest, che vinse 1-0 sull’Argentina di Maradona). Mi raccomando: NON INFERIORE al 5%. E’ un po’ come dire: invece di tirare cento calci all’inerme persona che ti sostenta, tiragliene NON PIU’ di novantacinque. E poi solo di gas serra. Quindi i cazzotti sono illimitatamente ammessi.

Ovviamente una simile proposta non fu subito accolta con entusiasmo dai paesi industrializzati. Avete idea di quanto costi, inquinare meno? No? Be’, tanto, se si vuole continuare a mantenere uno stile di vita da Emiro Saudita. Avevano detto: il Protocollo entrerà in vigore quando lo avranno sottoscritto e ratificato non meno di 55 paesi che insieme producano non meno del 55% delle emissioni mondiali. WOW. Be’, scritto nel ’97, il Protocollo produce effetti solo dal 2005, dopo che anche la Russia, dopo un certo tira e molla, ha deciso di aderire (da sola produce quasi il 20% delle emissini su scala mondiale). A metà 2007 i paesi aderenti erano sui 170, ma c’erano ancora dei grandi assenti. Alla fine di quello stesso anno, la grande inquinAustralia decise di ratificare il Protocollo.

Belli i tempi in cui si scandalizzavano tutti se il Presidente degli States mentiva sui pompini...

Belli i tempi in cui si scandalizzavano tutti se il Presidente degli States mentiva sui pompini...

Ad oggi, i pochi paesi che ancora non hanno sottoscritto il Protocollo, producono circa il 40% delle emissioni totali. Sahara Occidentale, Afghanistan, Turchia, Iraq, Ciad, Tagikistan, Taiwan e Somalia sono fra questi. Ah, già, anche lo Zimbawe. E che sciocco, mi stavo scordando degli StatiUniti, che da soli producono quasi il 37% di tutta la cacca aerea del mondo, e che dopo la prima sottoscrizione a fine mandato di Clinton, la ritirarono per decisione del semprelodato George W. Bush. Sapevate che il New England inquina quanto la Germania?

Unica genialata del Protocollo di Kyoto (Coase rulz), è la costituzione dei CER, cioè dei crediti di emissione – un embrionale diritto di proprietà sull’inquinamento. Infatti, il paese che meno inquini, può vendere i propri crediti ai paesi che invece non riescano a ridurre le proprie emissioni, guadagnandoci. Così, chi voglia continuare ad inquinare tot, per poterlo fare senza violare il Protocollo dovrà sborsare fior fior di quattrini ad un paese che invece si sia fatto il culo e che adesso inquina di meno, comprandogli – o prendendogli in locazione – i suoi CER.

Oltretutto è anche possibile acquisire CER bonus se il proprio paese ne aiuta altri a portare avanti progetti di riduzione delle emissioni, secondo criteri diversi se un paese industrializzato ne aiuta uno in via di sviluppo oppure se un paese ne aiuta uno della sua stessa categoria, industrializzato o in via di sviluppo che sia.

Insomma, la vicenda del Protocollo di Kyoto ci mette davanti alla debolezza di qualsiasi iniziativa giusta che voglia gettare le basi di un miglioramento su un substrato culturale totalmente inadatto, capace di anteporre la ricerca del guadagno alla sua stessa sopravvivenza. Questo aldilà delle varie opinioni che possono esserci circa l’Effetto Serra, perché forse è un ciclo normale (in un certo periodo del medioevo sulle Alpi non c’era neve), forse è causato da noi, non lo so; ma di certo, l’inquinamento scatenato e lo sregolato sfruttamento di risorse preziose non ci rende migliori di chi non rispetti la propria vita, distruggendosi di alcol e droga, e cachi nel proprio soggiorno.

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gen 6 2009

Rivoluzione comparata

Oh, lo charme del leader rivoluzionario… E’ davvero ineuguagliabile. Questa sua volontà di cambiare alla radice una realtà malata, questo sottile romanticismo in odore di utopia lo rendono realmente una delle figure più affascinanti capaci di camminare su questa terra insieme a noi. Forte, capace di vedere un domani migliore ma senza illudere nessuno che questa rivoluzione sarà una passeggiata.

Eppure, anche all’interno di una categoria così al vertice, fra rivoluzionario e rivoluzionario, esistono differenze abissali – tali da creare fra loro delle colossali disparità di statura morale e umana. Infatti, per questo piccolo post senza pretese, ho deciso di prendere come esempi di questa differenza due leader rivoluzionari in particolare. Leggi tutto…

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dic 27 2008

Luca era gay?!

Io non sono molto informato sull’attualità. Non leggo giornali e non guardo telegiornali – igiene mentale personale. Ma su internet, fra le fonti attendibili, mi capita spesso di trovare qualcosa di estremamente interessante. Oggi, ad esempio, ho saputo che Povia suonerà a San Remo una sua canzone inedita. Il titolo? “Luca era gay“. Era. Infatti parla di un suo amico omosessuale “guarito” che adesso si è sposato e ha messo su famiglia. Oh… Sono commosso. Sai, sembra la classica storia di lui che vince il cancro e si fa una nuova vita scoprendo la passione per la numismatica.

Questa news mi è stata indirettamente indicata da un mio amico. Una persona di rara intelligenza, simpatia e sensibilità, un proto-scienziato d’assalto. Ora, questo mio amico, a livello sensuale, apprezza di più la bellezza maschile piuttosto che quella femminile. Nel linguaggio comune politically-correct si direbbe che appunto è gay, o omosessuale. Be’, questo mio amico non è più malato di chi ascolta con piacere la musica Rap. Cioè, a me la musica Rap fa veramente schifo, ma c’è chi si veste rappettaro, chi fa di questo genere una filosofia di vita, c’è perfino chi decide di farlo in prima persona. Ma qualcuno se la sentirebbe di dire mai seriamente che uno a cui piace il Rap è malato?

Meno male c’è Povia! Questo ragazzaccio che gioca a pallone la domenica dopo la messa sul sagrato della chiesa, con i preti che lo chiamano monello mentre gli fanno un benevolo occhiolino. Meno male c’è lui, che ci insegna con una canzone che attrazione sessuale ed estetica sono due cose totalmente diverse – la prima è una cosa molto meno epidermica, eh sì. Ci insegna che la non-eterosessualità è una semplice deviazione da correggere, un labbro leporino da sistemare con piglio paterno, un’eresia infantile da convertire con pazienza, un malazzo passeggero, un morbo stagionale. Che cuore d’oro, eh? Leggi tutto…

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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