feb 23 2009

Futurismo centenario

Siete mai usciti di casa prima di un temporale?

L’aria è pesante ed immobile. Poi, all’improvviso, una folata. Una folata dapprima lieve, che smuove le foglie, e che poi a mano a mano monta, e monta, finché il cielo non si rovescia, e tenti di aprire l’ombrello, ma il vento è così forte che ti investe e te lo strappa via di mano e pensi: “Ma dovevo davvero uscire di casa?”

Esistono movimenti di uomini che sono simili a venti impetuosi. Venti nuovi dell’ovest, che spazzano via il vecchio e palingenerano, movimenti entusiasti nel senso primo del termine – enthousiasmòs, il soffio di dio dentro – movimenti che trovano il futuro in una concezione più pura dell’uomo stesso, forte come la giovinezza.

Sì, probabilmente c’è un errore di fondo, in questi movimenti, è vero. Nascono in opposizione, e l’opposizione è facile che sia portata avanti con violenza, brutalità.
Sapete, io credo che se un movimento è davvero in grado di fare del bene al mondo non abbia bisogno di scontrarsi contro le forze del vecchio e del male. Prevarrà semplicemente.
Ma nonostante questo fondamentale appunto, i movimenti che in passato si ersero con il fuoco negli occhi per cambiare davvero l’Arte, il mondo, la Vita, quei movimenti continuano ad esercitare un fascino mastodontico. Vuoi perché sembra che fossero composti davvero da titani di quelli che lanciarono la scalata all’Olimpo, vuoi perché quegli uomini erano pistoni,vita cristallina in continuo movimento, vuoi perché lo sfidare il marcio ordine costituito è da sempre motivo di ammirazione, vuoi perché ormai sono Storia. Vuoi perché avevano un sogno, per quanto discutibile potesse essere.

La prima pagina del Le Figaro del 20 febbraio 1909. Evidenziato, l'articolo con il Manifesto futurista.

La prima pagina del Le Figaro del 20 febbraio 1909. Evidenziato, l'articolo con il Manifesto futurista.

Principe, fra questi venti, fu il Futurismo.
Estremo, estremo fino all’inverosimile, che arrivò a tagliare la politica dal nero al rosso, con energia esplosiva e bellicosa, attestato saldamente su indifendibili bastioni di dinamismo e cieca furia rinnovatrice – e per questo, tanto più meraviglioso.
E’ buffo, sapete? La prima volta che lessi il Manifesto futurista – chi si ricorda quando… – m’indignai.
Oggi, be’, continuo a non condividerne il contenuto, ma ne percepisco la vertiginosa bellezza, tanto da averlo preso a modello per scrivere il manifesto del nostro circolo artistico. Perché nulla è perfetto, ma tutto ha in sé una bellezza clamorosa, ed è su quella bellezza che dobbiamo appuntare la nostra attenzione. Così, di un movimento ormai morto è bello tener presente le meraviglie, piuttosto che le volgarità. Dopotutto, perfino mio nonno è nato anni dopo la pubblicazione del Manifesto futurista, non ha senso continuare a disprezzare questo movimento dopo un secolo. Anche perché ci ha regalato stelle fulgenti come Marinetti, Palazzeschi, Majakovskij…

Cento anni.
Cento inverni fa, da Parigi, un nuovo vento iniziava ufficialmente a soffiare, dalla prima pagina del Le Figaro. Un vento che avrebbe preso vigore per sferzare poi tutta Europa, scuotendola dalle fondamenta.
In un giorno di febbraio non molto diverso da quello che potete vedere guardando fuori dalla finestra.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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