mar 12 2009

Vivere con lentezza

Tre giorni fa era la giornata mondiale della lentezza. Quanti di voi lo sapevano? Non molti immagino; io l’ho scoperto per caso quella mattina trovando uno di quei giornaletti metropolitani abbandonato in autobus, che dedicava una pagina con un’intervista al fondatore del movimento “vivere con lentezza”.

Fare le cose con calma equivale a perdere tempo? Non necessariamente. Forse è meglio fare poche cose a modino, piuttosto che molte ma tirate via. Che vita farà un uomo d’affari che è sempre di corsa, costantemente al cellulare a chiamare quello o quell’altro? Potrà concludere molti affari, però arrivato a serata, dopo 10 ore di corsa, cosa gli rimane? Se invece facesse le cose con più calma, oltre magari ad avere rapporti migliori con le persone, avrebbe anche un rapporto migliore con se stesso. Un po’ di tempo dobbiamo dedicarlo anche a noi stessi!

L’organizzazione “vivere con lentezza” propone a tal proposito alcuni comandalenti, per trovare la giusta velocità nella vita. Cito quelli che ritengo più interessanti.

  • Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
  • Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni.
  • Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer, se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
  • La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
  • Non precipitiamoci; il cinema, la lavastoviglie, l’ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano.
  • E’ scientificamente provato che l’acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?

Smettiamo di continuare a ripetere:”non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

Ci ho messo qualche giorno per pensare come scrivere questo post, alla fine mi sono accorto che non c’era da dire molto. Però l’ho fatto con calma.

Sid

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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