Immaginatevi
Fra i padri della letteratura fantascientifica d’alto livello c’è un cenerentolo, che quasi nessuno conosce nonostante i suoi racconti brevi siano fra i capolavori più geniali che possa capitare di leggere.
Sto parlando di Fredric Brown, giornalista statunitense morto nel ’72.
Fra le sue opere più celebri – che affiorano qua e là nelle antologie, splendide e brevissime – ci sono Sentinella, La Risposta, Un Uomo esemplare e Inno di Congedo. Se ne avete le palle, andateveli a cercare: ne rimarrete esterrefatti. Comunque, qualsiasi cosa scritta da lui vi capiti di leggere, non vi deluderà.
Oggi vi propongo» un suo fulminante componimento sull’immaginazione – Imagine. Credo che possa essere rappresentativo di tutto il suo stile, di tutto il suo pensiero e in generale dell’intero potenziale del canale artistico della fantascienza. Quando lo lessi la prima volta, mi cadde il libro di mano.
Immagina.
Immagina fantasmi, dèi e diavoli.
Immagina inferni e paradisi, città galleggianti nel cielo o sprofondate nel mare.
Unicorni e centauri. Fattucchiere, stregoni, genii e banshee.
Angeli e arpie. Malìe e incantesimi. Spiriti Elementali, folletti, demoni.
Facili da immaginare, tutte queste cose: l’uomo le ha immaginate per migliaia di anni.Immagina astronavi, e il futuro.
Facili da immaginare: il futuro sta già arrivando, e con sé porterà le astronavi.Non c’è niente che sia difficile immaginare, allora?
Certo che c’è.
Immagina una quantità di materia e te stesso dentro di quella, te stesso cosciente, pensante e che perciò sai di esistere, capace di muovere quella materia dentro la quale sei, di farla dormire o stare sveglia, fare l’amore o camminare in collina.
Immagina un universo – infinito o no, figurartelo come preferisci – con miliardi di miliardi di miliardi di soli.
Immagina un grumo di fango che vortica pazzamente intorno a uno di questi soli.
Immagina te stesso in piedi su quel grumo di fango, mentre vortichi con lui, turbinando attraverso il tempo e lo spazio in una direzione ignota.Immagina!


