Pesci piccoli e pesci grandi
Negli ultimi tempi a Firenze si è molto parlato dei cinema. In particolare la questione riguarda l’apertura di un grosso multisala, il “Multiplex”, amato e odiato, e la chiusura di un cinema storico, il Variety. Ma non è di questo che voglio parlare.
Un paio di settimane fa – dopo aver rimandato per moltissimo tempo – siamo infine andati al cinema a vedere “Qualunquemente” di Albanese. Avendo appena riscosso il pagamento per un lavoro mi propongo di pagare il biglietto, e dico a Eleonora e Giorgio di lasciare il portafogli a casa. Che figo, eh? Quasi come entrare in un bar ed esclamare a piena voce “Pago da bere a tutti!”.
Arriviamo al cinema, uno tranquillo, abbastanza centrale, medie dimensioni, probabilmente a gestione familiare. Manca un quarto d’ora all’inizio del film, ci mettiamo in coda per il biglietto. Quando arriva il nostro turno, chiedo 3 biglietti e do la carta di credito alla cassiera, in quanto non avevo contanti. “Carta va bene?”. Rispondo di sì, anche se di solito propongono anche l’alternativa Bancomat. “No, il bancomat non va”. Fatto sta che dopo 5 minuti di tentativi, non funziona neanche la carta di credito. “No, e un va” mi dice scortesemente la cassiera, lanciando un’occhiata ai clienti in coda. Ora, in un cinema, il sabato pomeriggio, non si può pagare con carta di credito? “Sono cose che succedono” e mi guarda come per dire “Insomma che vuoi fare? Paghi o no?”. Mancano 5 minuti all’inizio del film, e usciamo dal cinema per andare a cercare un bancomat. Poi Giorgio propone di tornare dentro a chiedere dove ne possiamo trovare uno. E non è distante fortunatamente. Certo che – pensiamo – avrebbero potuto anche essere più cortesi e indicarcelo loro. Stiamo facendo tutto questo casino per cercare di dar loro dei soldi, in fondo. La tentazione di andare in un altro cinema è forte, ma essendo troppo distanti, alla fine torniamo li. Paghiamo, la cassiera non dice una parola, ed entriamo a film già iniziato.
Film molto bello, ma alla gente di quel cinema – mi dispiace dirlo – non darò più un euro.
E’ brutto da dire, ma se è così che devono funzionare le cose, ben vengano i multisala. Se il piccolo cinema, o il fruttivendolo non possono darti qualcosa in più rispetto al multisala o al centro commerciale, ben vengano! Ci si lamenta tanto dei piccoli pesci che vengono mangiati dai grandi, ma cosa stanno facendo questi piccoli per offrire un servizio in più? Di certo non possono competere dal punto di vista tecnologico, dei servizi, della scelta. Ma di certo possono competere da un punto di vista umano. Mi aspettavo questo dal piccolo cinema: quello che il ragazzo impaziente di finire il proprio turno probabilmente non può darti, un qualche tipo di relazione umana, insomma quel qualcosa in più che può caratterizzare la piccola impresa e che non può esistere nella grande azienda.
E credo che sia il grosso potenziale su cui le piccole attività dovrebbero puntare tantissimo. Altrimenti, se non possono dare niente di più, verranno giustamente schiacciate.





