Perché è importante pensare positivo
“Sia che tu creda di farcela che tu creda di non farcela, avrai ragione”
Mi è sempre sembrata un’idiozia, una pericolosa giustificazione per chi non pensa di riuscire in qualcosa. Una giustificazione che permette di dirsi “Ecco. Sapevo che non ce l’avrei fatta. Avevo ragione!”. E vedevo persone intorno a me fallire, e consolarsi in questo modo, invece di riprovare con più forza e convinzione.
Poi ho capito che cosa significa davvero questa frase, e tutto è cambiato. Almeno per me.
Tutti abbiamo dei problemi, delle sfide da affrontare, dei demoni da sconfiggere, e ognuno ha il suo modo personalissimo di affrontare tutto questo. Però alcuni ci riescono, e altri no. Esiste un modo per essere vincenti? Secondo me sì.
La motivazione (a gettone)
Vi è mai successo di partecipare ad una riunione, una conferenza, o ascoltare un discorso, e alla fine sentirsi un’enorme carica dentro, un’energia tale da credere di essere in grado di cambiare mondo, di risolvere tutti i problemi? Quella è la motivazione – che come uno stupefacente – per un po’ di tempo ti fa sentire invincibile, ma il cui effetto è destinato ad affievolirsi e scomparire nel tempo. Guardandosi intorno si trovano ovunque lezioni e seminari motivanti, i one day, dai quali esci e ti senti l’incredibile Hulk. E fanno bene certo, se si riesce a cavalcare l’onda si possono fare grandi cose, però non possiamo contare solo sulla motivazione, proprio perché l’effetto della pozione è limitato. Inoltre la motivazione etimologicamente è il motivo che ci spinge ad una determinata azione. Non si potrebbero avere gli effetti positivi della motivazione, in qualunque momento, e senza il problema della durata limitata? Yes, we can.
Come ottenere risultati – Pensare positivo
1. Volontà e impegno
Per prima cosa bisogna voler ottenere un qualche risultato. La volontà è pensare in modo attivo, avere un obiettivo e un sogno, ed essere disposti ad impegnarsi, a far qualunque cosa per raggiungerlo e realizzarlo. Ma fino a qui niente di nuovo, questo lo sanno e lo fanno più meno tutti. Però non tutti ottengono i risultati sperati.
2. Crederci
Credere in se stessi è quello che fa la differenza. Volerlo fare ed essere certi di riuscire a farlo, non sono sinonimi, sono due cose molto differenti.
Le credenze e le convinzioni personali hanno un peso enorme sulla nostra mente inconscia, anche se non ce ne rendiamo conto. Potete impegnarvi e volere ottenere qualcosa quanto volete, ma se non credete nelle vostre capacità e non siete ben convinti di potervi riuscire, non otterrete mai niente. Le persone che hanno un’alta stima di se stesse riescono più facilmente in questo, spesso in maniera del tutto automatica; le altre dovranno necessariamente impegnarsi molto di più. Ma questo è l’unico modo.
Mentre la volontà e l’impegno possono essere ricondotti ad un singolo obiettivo o sogno, credere in se stessi è il jolly che funziona e che aiuta in qualunque situazione: non importa che cosa dovete fare, se siete convinti di riuscirci molto probabilmente ci riuscirete.
Perché si fallisce
Quando cerchiamo di ottenere qualcosa, spesso ci scontriamo contro dei “muri di mattoni”, che come diceva Randy Pausch, sono li soltanto per metterci alla prova, per testare quanto crediamo in quello che stiamo facendo e se davvero vogliamo ottenerlo. Chi non crede in se stesso sbatte contro il muro e non riprova neanche a superarlo, a coloro che ci credono il muro a volte neppure si presenta.
Inoltre come ho già anticipato, anche le convinzioni negative hanno il loro ruolo, se dedicate tutte le vostre energie a pensare che qualcosa andrà storto, sarete stati voi stessi a determinare il vostro fallimento.
Non esiste il caso
Fortunatamente si può pensare positivo, ci si può convincere che si riuscirà in quello che si vuole fare, che niente e nessuno sarà in grado di fermarci, e anche se non è scritto da nessuna parte che funziona, per esperienza personale posso assicurarvi che per me è stato così. Avevo affrontato quest’argomento in un post di un annetto fa (Ero in macchina e pensavo ad alta voce), e credevo che esistesse il caso. Ma adesso, ripensando a tutto quello è successo nel frattempo e a quello che sta succedendo, mi rendo conto che sono tutti avvenimenti conseguenti a scelte che ho fatto e nelle quali ho creduto, da solo o insieme ad altri.
Ad esempio, tre giorni fa insieme a Giorgio abbiamo messo nero su bianco, in maniera non semplice, quello che per noi è questo blog. E ieri, guarda un po’, ci siamo ritrovati in una trasmissione radiofonica a parlarne. Dai, non ci credo più al caso. Si raccoglie quel che si semina, e se si semina bene si raccolgono dei bei frutti.
A questo punto diventa anche più facile capire il messaggio de “L’Alchimista”:
“Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni.”


