nov 25 2008

Contro la rabbia che ti nasce dentro (l’auto)

E’ risaputo, e non c’ nulla da fare.

Qualsiasi persona, una volta salita in macchina al posto del guidatore, diventa una bestia. Fosse anche Gandhi. Le placide famigliole che il sabato pomeriggio attraversano la strada davanti ai giardinetti diventano birilli protetti da una legge ingiusta; le rotonde si trasformano in arene in cui combattere con una ferocia senza precedenza; chi si attarda o va piano attira con naturalezza offese che non immaginavamo nemmeno di conoscere.

Ma perché?

Boh, francamente non me lo so spiegare. Anzi, se qualcuno ha qualche idea mi farebbe piacere la tirasse fuori.

Gatto Silvestro ha il naso rosso perché è ubriaco.

Gatto Silvestro ha il naso rosso perché è ubriaco.

Certo, io non sono immune a questo femomeno. Però ho sfruttato un piccolo escamotage – che vado a illustrarvi – per eliminare, o quantomeno ridurre, lo stress da arrabbiatura automobilistica, motivo principe del fatto che vi vengono le rughe, riposate male, vi cadono i capelli, non reggete l’alcol, ingrassate strafogandovi di gelato alla panna caramellata e votate Berlusconi.

Il metodo non è dei più semplici. Innanzitutto avrete bisogno di un’anatra. Poi la lascerete in ammollo nel mercurio, procurandovi nel frattempo gli ingredienti necessari per fare una caramella mou del peso e delle dimensioni di un uomo. Una volta fatta, la scolpirete con l’ausilio dell’anatra (consiglio di impugnarla dalla parte del becco, che è ergonomico), finché non sarà a vostra scelta una riproduzione perfetta di:

a) La Venere di Milo.

b) Zach Ephron (il protagonista di High school musical).

c) Anita, la vostra bagascia ungherese preferita.

d) Gatto Silvestro.

Una simile creazione vi lascerà addosso un tal senso di soddisfazione che sarete assolutamente in pace con il mondo, dovessero anche massacrarvi padre e madre a colpi di fratello e sorella.

Oddio.

A dire il vero ce n’è un altro, di metodi, ed elimina la rabbia da automobile in maniera più mirata e simpatica. E’ anche leggermente più semplice – e poi, in effetti, è quello che uso io (sono ohimè allergico alle anatre).

Quando guidate, mettetevi un naso rosso da pagliaccio.

Vi metterà allegria, e il leggero imbarazzo farà sì che vi sentiate più in sintonia con tutti. E’ un meccanismo antico, ma quando ci si sente attaccabili, si attacca meno. Pensateci: non prendereste mai in giro qualcuno per la sua spiccata erre moscia, se anche voi aveste un difetto di pronuncia. Quindi le manchevolezze altrui saranno meglio tollerate, con un grosso naso rosso in viso. Perdipiù uno, indossandolo, si sente screditato, e incazzarsi diventa più difficile. E se qualcuno, dopo una manovra magari azzardata, vi darà dello scemo, sarà impagabile rispondergli schiacciandovi il nasone fra indice e pollice con una faccia di bronzo. E soprattutto, chi caspita se la potrebbe prendere con una persona che indossa un naso rosso? Sarà sempre e comunque uno sketch divertente – ad esempio, è splendido arrivare alle feste eleganti portandolo con nonchalance. E con questo freddo becco, tiene anche caldo il naso vero.

Comprate un naso rosso da pagliaccio e provate. Non costano praticamente nulla, e il beneficio è grande.

Ah, spesso si trovano in vendita per beneficenza, con il ricavato che va a Patch Adams – l’inventore della terapia del sorriso. Se potete acquistarli così, è ancora meglio.

Quest'uomo ha provato il naso rosso in auto e ne è rimasto entusiasta.

Quest'uomo ha provato il naso rosso in auto e ne è rimasto entusiasta.

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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