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	<title>To Honolulu &#187; Pirandello</title>
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		<title>Rashomon</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 14:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Benjamin Sidney Oltre il confine della ragione si trova una dimora sicura, una rocca inespugnabile, circondata dal caos, fiume in piena. Nella nebbia, i bassi fondi dell&#8217;animo umano, anime violentate dall&#8217;oscuro terrore, angelo ubriaco. B.S. Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu, perdonate il mio inizio, sono appena emerso da un&#8217;esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Benjamin Sidney</em></p>
<blockquote><p><em>Oltre il confine della ragione si trova una dimora sicura, una rocca inespugnabile, circondata dal caos, fiume in piena. Nella nebbia, i bassi fondi dell&#8217;animo umano, anime violentate dall&#8217;oscuro terrore, angelo ubriaco.  B.S.</em></p></blockquote>
<p>Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu,<br />
perdonate il mio inizio,  sono appena emerso da un&#8217;esperienza sconvolgente, un film del genio Akira Kurosawa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Rashomon_1950.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2071" title="Rashomon_(1950)" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Rashomon_1950.jpg" alt="" width="280" height="373" /></a></p>
<p><span id="more-2070"></span>Nel 1915 uno scrittore che si chiamava Ryunosuke Akutagawa, scrisse una storia, &#8220;Rashomon&#8221;, ovvero la porta di Rasho, una città del Giappone, nota a quei tempi per i suoi trafficili illegali e per le anime tormentate che la abitavano. Poco tempo dopo, lo scrittore partorì un racconto chiamato &#8221; Nel bosco&#8221;, storia che parla di due coniugi alle prese con un terribile bandito nel mezzo della foresta.<br />
Nel 1950, proprio durante l&#8217;occupazione americana del Sol Levante, il genio del maestro Kurosawa concepisce il film Rashomon, una storia che fonde abilmente i due racconti di Akutagawa in un unico grande capolavoro.</p>
<p>La storia di Rashomon potrebbe essere vista come un racconto giallo del Giappone medievale, si tratta del racconto di una vicenda che si svolge nell&#8217;arco di tre giorni, raccontata da tre narratori: un omicidio, tre indiziati.<br />
Il film inizia in una giornata di pioggia, tre uomini si riparano vicino alla porta di Rasho, un monaco e un taglialegna osservano il vuoto con aria sconvolta, &#8221; non capisco&#8221; dicono, &#8220;non capisco&#8221; ripetono, un curioso che ascolta in disparte, si avvicina e si fà raccontare la storia.</p>
<p>Nella foresta vicino a Rashomon si è consumato un delitto, alla stazione di polizia un bandito confessa il delitto e lo stupro dei quali viene imputato, ma qualcosa non quadra nella mente del monaco e del taglialegna, entrambi presenti al processo. Il taglialegna racconta di aver trovato il cadavere di un Samurai e un cappello da donna, il monaco racconta di aver visto un Samurai e una donna procedere lentamente nel bosco, non ci è dato sapere verso dove.</p>
<p>La storia sembra sempre più interessante alle orecchie del curioso e così i due raccontano ancora: la donna sopravvissuta all&#8217;agressione racconta una versione diversa da quella del brigante e accusa se stessa per l&#8217;omicidio&#8230;  il morto accusa se stesso di suicidio, attraverso le parole di una veggente convocata al processo.</p>
<p>Non sembra esserci risoluzione a questo terribile enigma, perchè ogniuno racconta una versione diversa? Perchè sembrano tutti così sicuri della propria colpevolezza?<br />
Mi spiace, ma non sarò io a rivelarvi la soluzione, perchè privarvi delle magnifiche emozioni che questo film può regalarvi?</p>
<p>Rashomon è il punto di incontro fra le tematiche pirandelliane, autore italiano del quale Kurosawa conosceva le opere e il forte simbolismo della cultura giapponese: tre personaggi che parlano, tre indiziati, tre ideogrammi del titolo Rashomon ( Rasho e mon che significa cancello o porta) tre i giorni nei quali le vicende si svolgono. Quale verità è la &#8220;vera verità&#8221;?<br />
A chi credere? Possiamo fidarci di noi stessi? Forse non esiste una verità, ma solo delle interpretazioni create per sopperire alle necessità umane?</p>
<p>Il Paradosso è ancor di più evidenziato dalla scelta del regista di raccontare ogni versione dei fatti con riprese oggettive, ovvero riprendendo i personaggi in modo chiaro e distinto nella scena, per intenderci, la telecamera non è usata per far vedere allo spettatore quello che vedono i personaggi, è usata quasi unicamente come &#8220;occhio oggettivo&#8221; che osserva la situazione.</p>
<p>Queste ed altre sono le tematiche che solleva questa opera, è importante ricordare che il film è girato in un periodo di grande sconvolgimento in Giappone e nel mondo, la guerra è finita, ma i mostri che ha creato angosciano ancora il sonno degli abitanti delle terre giapponesi e non solo. Un periodo nel quale sono vietati film in costume tradizionale, un periodo di caos e mancanza di una vera identità, un paese che ha assassinato ma è stato a sua volta violentato dalla brutalità e dalla paura.</p>
<p>Lo stesso titolo del film mi ha incuriosito, cela forse un significato nascosto? Rasho&#8211;Mon&#8230; Ratio-nalility Mon (cancello).<br />
Forse la mia fantasia corre troppo, il titolo esisteva già nel 1915, la parola Rationality che significa razionalità in inglese si associa bene alla parola cancello, &#8221; porta sulla razionalità&#8221;, ma probabilmente la mia è una supposizione un po&#8217; troppo avventata, vi prego di ricordare che sono un&#8217;aspirante scrittore di fanta-storia e forse, anche io come i personaggi del nostro racconto, vedo quello che voglio vedere.</p>
<p>Questa opera di Kurosawa vi porterà oltre il confine del cinema, saprà condurvi oltre le porte dell&#8217; oggettività, lasciatevi prendere per mano, buona visione.</p>
<p>Benjamin Sidney</p>
<p>(<em>fonti: intervista al Prof. Ugo Volli e Maria Roberta Novielli per la raccolta &#8220;La spada e l&#8217;onore, i Samurai nel cinema&#8221;</em>)</p>
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Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu!

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		<title>La Pergola &#8211; &quot;Sei personaggi in cerca d&#8217;autore&quot; di Pirandello</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 11:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sipario (Teatro)]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno».&#8221; Sei personaggi in cerca d&#8217;autore. Ho studiato questo testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color:#000080;"><em>&#8220;Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno».&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000080;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-551" title="pirandello" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/02/pirandello.jpg" alt="pirandello" width="315" height="460" /><br />
</em></span></p></blockquote>
<p>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore. Ho studiato questo testo teatrale per anni, a scuola, in tutte le salse. Non lo avevo mai visto, però, in scena, dal vivo. Vado a prendere i biglietti: il teatro è strapieno, ci tocca un posto in piccionaia. Ha-ha, chissene. Mi sono portato dietro il binocolo.<br />
Premetto che io adoro Pirandello con tutto me stesso. Come si può continuare ad assegnare il Nobel per la letteratura, dopo che l&#8217;ha vinto lui?!<span id="more-537"></span></p>
<p>Regia di Giulio Bosetti, che recita anche, come capocomico. Devo dire, regia di rara eleganza.<br />
Sapete, non è facile mettere in scena la pièce che ha scardinato il teatro classicamente inteso, ambientata in un surreale ambiente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metateatro" target="_blank">metateatrale</a>: inizia e sembra la messinscena di una prova de &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giuoco_delle_parti" target="_blank">Il giuoco delle parti</a>&#8221; con tanto di regista, tecnici e attori che saltellano e si muovono fra palco e platea &#8211; finché non interviene una famiglia di sei personaggi che stanno cercando un autore. Proprio così, sei personaggi. Come se io per strada mi imbattessi in Dorian Gray. Cercano un autore perché sono stati abbandonati dal proprio, e hanno bisogno di qualcuno che permetta loro di raccontare la propria tragica vicenda, di esprimere i sentimenti che hanno dentro. Il padre di questa surreale famiglia, magistralmente interpretato da Antonio Solinas, ne è il portavoce. Il capocomico accetta di mettere in scena il loro dramma, ma&#8230; ben presto i personaggi si renderanno conto che nessuno, a parte loro stessi, è in grado di interpretare il loro ruolo. E tutti, attori e pubblico, sono gettati in un baratro di vertiginosa solitudine.</p>
<p>Ma basta spoiler. Il resto leggetelo da voi, o andatelo a vedere a teatro. Merita. Perché in questo testo Pirandello riesce a toccare, oltre ai suoi classici temi del relativismo, delle maschere, dell&#8217;Io, anche altri temi perfino più intimi, come il rapporto fra creatore e creatura, l&#8217;ineffabile autonomia dei personaggi che vedono la luce, la voglia di vivere e il rimorso che taglia il respiro. E li tocca con un&#8217;eleganza ed una profondità senza pari.</p>
<p>Più che in qualsiasi altra opera di Pirandello io abbia visto, poi, in questa è presente &#8211; e valorizzato con estrema abilità da questa regia di Bosetti &#8211; l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umorismo#.22L.27umorismo.22_di_Pirandello" target="_blank">umorismo</a>. La risata sincera che ti muore in gola appena ti rendi conto della situazione tragica in cui i personaggi si trovano. Una risata che ti scappa e che però dopo ti fa sentire sporco dentro come se avessi mangiato un Big Mac, ubriaco, alle 3 di notte.</p>
<p>In conclusione: era da un pezzo che non vedevo uno spettacolo così splendido. Bravò, Bosetti, bravò. Mi hai fatto piangere come una vite tagliata.<br />
E sapete, sono gli spettacoli come questo che mi fanno sognare i tempi di mio nonno, quando gli studenti, che andavano a teatro in massa, alla fine degli spettacoli che si erano rivelati più belli, staccavano i cavalli dalla carrozza dell&#8217;autore tirandola loro a braccia fino all&#8217;albergo in cui alloggiava, in segno di omaggio.<br />
Quegli spettacoli che una volta finiti ti senti migliore, davvero migliore, e in pace.<br />
Già&#8230; Questa è la catarsi.</p>
<p>Adesso però chiudo la porta di camera mia, spengo il telefono e il computer: anche io, per oggi, ho finito di recitare.</p>
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Questa se...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/12/dorian-gray-va-a-puttane-e-ammazza-tutti-1835.htm" title="Dorian Gray va a puttane (e ammazza tutti)">Dorian Gray va a puttane (e ammazza tutti)</a><br /><small>
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