Primo giorno di primavera
Quando esci di casa la mattina è diverso. Il cielo è più azzurro pastello del solito, non si gela, l’aria è fresca. Inizi a muoverti e a guardare fuori dal finestrino le cose che già conosci. Le macchine, la strada, queste sono uguali a ieri e a ieri l’altro. Ma c’è qualcosa che ti colpisce. Da quello che una volta era un bosco e che adesso è solo un ammasso di legna carbonizzata, svetta rigoglioso un albero, verde, è vivo! Dalle anonime macchie sui bordi della strada, forse secche per le gelate invernali, forse da sempre appassite, con estrema eleganza spunta un alberello ricoperto di piccoli fiori bianchi. E’ esile, ma è grande come un re. Allora fantastichi su quello che saranno i prossimi mesi, quando la primavera arriverà al suo apice e l’estate premerà per arrivare, e sogni pomeriggi passati a correre sotto la pioggia mentre il sole ti acceca.
Poi arrivi in città ed è come uscire da un sogno: tutto è come al solito, nessuno sembra essersi accorto di cosa sta succedendo, sono tutti troppo impegnati a correre a lavoro, infamare il prossimo al semaforo, per rendersi conto della vita che sboccia.
E allora, una volta entrato in ufficio, mi sento tanto una pianticella in un vaso, che guarda tristemente le meraviglie della natura dalla finestra. Fortuna che oggi è sabato. E non lavoro.

[PS: Ho scoperto soltanto oggi che l'equinozio quest'anno cadeva il 20 marzo, come farà per almeno i prossimi 10 anni. E io che ero convinto che cadesse sempre il 21...]

