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	<title>To Honolulu &#187; Recensioni</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Avatar</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[24 fotogrammi al secondo (Cinema)]]></category>
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		<description><![CDATA[Nota introduttiva: &#8220;il pensiero rovina la Bellezza&#8221;. Di seguito troverete riflessioni laterali e originali che potrebbero farvi storcere il naso perché &#8220;Il pensiero rovina la Bellezza&#8221;. Ciononostante non si tratta di biopsie asettiche: è un pensiero stupito &#8211; che trovo migliore della contraddizione in termini di una bellezza stupida. Non si hanno difese contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Nota introduttiva: &#8220;il pensiero rovina la Bellezza&#8221;. Di seguito troverete riflessioni laterali e originali che potrebbero farvi storcere il naso perché &#8220;Il pensiero rovina la Bellezza&#8221;. Ciononostante non si tratta di biopsie asettiche: è un pensiero stupito &#8211; che trovo migliore della contraddizione in termini di una bellezza stupida.</em></p></blockquote>
<p>Non si hanno difese contro il fascino. E&#8217; un assedio vinto. E chi scrive una storia fascinosa lo sa bene. Però esistono tanti, tantissimi modi di raccontare una storia fascinosa &#8211; anche se la storia è sempre la stessa. E così scegli un ambiente, dei personaggi, una trama, e&#8230; Avatar.</p>
<p><em><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/avatar_film_streaming_megavideo-400x250.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2338" title="Avatar" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/avatar_film_streaming_megavideo-400x250.jpg" alt="" width="400" height="250" /></a></em></p>
<p>Avatar è una parola di nobile ascendenza.</p>
<p>Nella mitologia indiana l&#8217;Avatar &#8211; <em>il disceso</em> &#8211; è l&#8217;incarnazione di Vishnu, che di era in era torna sulla terra per proteggere gli uomini retti, spazzar via i malvagi e riportare la Giustizia. Il più celebre fra gli Avatar senza dubbio è Krishna, l&#8217;alto principe dalla pelle azzura.<br />
E James Cameron, durante l&#8217;ultimo ventennio, nelle fucine della sua fantasia, in laboratori informatici e sui set di ripresa <strong>forgia un nuovo Avatar</strong>.</p>
<p>E&#8217; strano ritrovarsi in uno stanzone buio con degli occhialini stupidi sul naso e bere da una parete illuminata figure e sensazioni palesi che sono sempre vissute celate nella tua immaginazione più intima. E ti chiedi&#8230; quale strana spia, silenziosa come la notte, appostata nelle circonvoluzioni della mia mente ha preso appunti osservando i miei sogni mentre li sognavo? Passandoli poi ad un regista d&#8217;oltreoceano che ci avrebbe fatto su un film? Come è possibile?<br />
Così sbalordito mi sono sentito io vedendo balzar fuori dallo schermo le montagne fluttuanti su cui ho costruito i miei palazzi, vedendo le foreste che già avevo sognato e in cui da anni vado esplorando nuovi sentieri con passo leggero, e volando come troppe volte ho fatto su creature simili a draghi.<br />
E&#8217; il supremo inganno dei sensi. I decadenti francesi avrebbero stravisto per Avatar 3D. Magari non per i temi, ma per l&#8217;illusione sì.</p>
<p>Io credo che la maggior parte dei fruitori dell&#8217;arte cinematografica nel mondo sia inconsapevole della parzialità della propria esistenza. E&#8217; una questione di semplice statistica, visto che si tratta di un&#8217;arte di massa. E questo pone in capo al regista (magari che voglia dire qualcosa) un onere ancora maggiore. Perché fare arrivare un messaggio ad un distinto signore o a un ragazzo dagli occhi vivi che entra in un teatro è facile; fare arrivare lo stesso messaggio ad un tizio che biascica popcorn con la bocca aperta in settima fila, no.<br />
Se ad una persona che non ha sviluppato se stessa, vissuta senza mai imparare ad imparare, se ad una persona del genere dici che le stai insegnando qualcosa, non imparerà mai. Si chiuderà a riccio. Sfodererà un rivestimento refrattario antievolutivo.<br />
Quindi va fatta una piccola finta. Proporle di divertirsi e cercare nel mentre di dire qualcosa. E questo James Cameron lo sa bene &#8211; o mi piace pensare che lo sappia.</p>
<p><em>Ti ucciderò in centocinquanta modi</em> dice Shakespeare in <em>As you like it</em>.<br />
Così fa Cameron. Riferendosi al <em>cliché</em>. Perché non è necessaria una storia pazzesca per fare una grande opera.</p>
<p>Anzi nel caso la storia è veramente semplice.</p>
<p>Per farla breve, il protagonista è Jake Sully, un ex-Marine paraplegico. Suo fratello gemello, morto di morte violenta, era uno scienziato che avrebbe dovuto partecipare al programma Avatar sul lontano pianeta di Pandora. &#8220;Lei ha il suo stesso genoma, vuole sostituirlo?&#8221; E così Jake parte per sostituire il fratello. Il pianeta è boscoso e selvaggio, l&#8217;atmosfera è irrespirabile per gli umani, e ha un sottosuolo ricco di un preziosissimo minerale, che viene estratto con gran dispiegamento di mezzi. La missione su Pandora ha quindi una componente fondamentalmente imprenditoriale, ma è affiancata da una spedizione militare d&#8217;appoggio e una scientifica di ricerca che conduce il contatto coi nativi Na&#8217;vi, una popolazione di eleganti giganti azzurri completamente detecnologizzata che vive in simbiosi diretta con la natura del pianeta. Gli scienziati curano il programma Avatar: attraverso un&#8217;opera di ingegneria genetica i DNA Na&#8217;vi e umani vengono combinati per creare dei corpi Na&#8217;vi che possano essere controllati a distanza dagli scienziati e che permettono quindi di poter agire all&#8217;esterno senza l&#8217;ausilio di maschere. Il colonnello dei Marines che guida la missione militare conquista la fiducia di Jake: &#8220;Cerca di farteli amici e di convincerli a sloggiare; intanto forniscimi anche informazioni utili per un assalto armato. Nel caso in cui non si convincano&#8221;. Infatti un mega-giacimento del minerale da estrarre si trova sotto il mastodontico albero-città della tribù Na&#8217;vi: devono andarsene o morire. &#8220;In cambio, Jake, vedremo di ridarti un paio di gambe funzionanti&#8221;. Durante una spedizione però si perde e viene salvato da una Na&#8217;vi di quella stessa tribù, che per decisione del consiglio tribale si ritrova ad addestrarlo. Così Jake Sully inizia a vivere come un Na&#8217;vi, e scopre un tipo di realizzazione della propria vita diverso e superiore &#8211; pur continuando la sua missione. Allo scadere del tempo invano concessogli per attuare la mediazione e negoziare lo spostamento della tribù, l&#8217;impresa si risolve ad attuare un&#8217;azione militare per radere al suolo la capitale-albero della tribù Na&#8217;vi. A quel punto Jake, ormai innamorato della sua nuova vita e della bella Na&#8217;vi che lo ha addestrato, passa dalla parte opposta a difendere la sua nuova terra. Scoperto il tradimento, viene strappato all&#8217;Avatar e quindi al suo corpo Na&#8217;vi, e solo con una rocambolesca fuga insieme ad un piccolo gruppo riesce a rientrarvi. Ma ormai anche i Na&#8217;vi lo ritengono un traditore, visto che ha rivelato di essere una spia e che era a conoscenza dell&#8217;imminente assalto umano. Per riconquistare la fiducia della tribù Jake doma un <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-1')" title="click to expand/collapse slider leggendario animale">leggendario animale&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-1"></span> volante e si ripresenta come Toruk Mak To, una figura mitica che riappare di era in era nei momenti più bui della razza Na&#8217;vi per riunirla, proteggendo i retti, spazzando via i malvagi e riportando la Giustizia. Così avviene in un epico scontro; gli uomini sono ricacciati in esilio sul loro pianeta morente e Jake Sully diventa definitivamente un Na&#8217;vi.</p>
<p>La storia è veramente semplice. E Cameron marcia su questa semplicità. Danza un ballo arioso col <em>cliché</em> senza lasciarlo mai condurre. Ma <strong>conducendo assieme a lui anche l&#8217;immaginario e il pensiero di chi assiste</strong>.</p>
<p>Le astronavi futuribili sono chiaramente un <em>must</em>! Allora Cameron te ne fa una che assomiglia alla Torre Eiffel senza che nessuno si accorga della somiglianza, del peso storico di quel design. Ma c&#8217;è, e tutti sanno come è fatta la Torre Eiffel, e in qualche perlacea cellula del cervello di ognuno, scoccando fra i bianchi assoni neurali, il collegamento è stato fatto pur rimanendo celato. Palese che sia terrestre, quindi. E si crea la delicata magia che sottintende l&#8217;ironia del colonizzare mondi lontani sparapocchiando Torri Eiffel a destra e a manca nell&#8217;universo.<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/fine2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2342" title="Aerocotteri Avatar" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/fine2-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><br />
Così come nell&#8217;immaginario collettivo quegli aereocotteri che vengono usati per spostarsi sul pianeta Pandora in Avatar sono sovrapponibili a quelli di Apocalypse Now. Il che ci ricorda il Vietnam. E quindi si sa che cosa aspettarsi dai Marines. Già si vede il fuoco nella foresta. Ma coscientemente non ne hai ancora idea.<br />
Ecco gli scienziati, poi. Un branco eterogeneo di nerd, zitelle e sfigati. Di un realismo impressionante. Che però fa passare costantemente per imbecille qualsiasi militare passi nei paraggi.<br />
Cameron  prende per mano lo spettatore da una situazione nota e familiare accompagnandolo verso un cambio radicale di prospettiva.<br />
Infatti poco dopo gli Avatar vengono utilizzati: il cambiamento di corpo di Jake Sully <strong>permette a chi osserva di trovare naturale il successivo cambiamento di spirito</strong>. E l&#8217;attaccamento sempre maggiore alla propria nuova vita che rende la forma umana quasi insopportabile, il tempo sempre maggiore passato nel proprio nuovo corpo che rende la vecchia vita un&#8217;aberrazione è un indice tangibile, evidente, quasi fisico dell&#8217;evoluzione radicale dell&#8217;esistenza di Jake.</p>
<p><strong>Quando vogliamo cambiare la nostra vita iniziamo andando dal parrucchiere per un nuovo taglio di capelli, dopotutto.</strong></p>
<p>Avatar è una parola di nobile ascendenza, e temevo per la sua nobiltà.<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/Krishna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2339" title="Krishna" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/Krishna-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a><br />
Avevo ragione di temere, ma qui mantiene un portamento consono al proprio sangue blu: nel film, dopotutto, che cos&#8217;è un Avatar? Un&#8217;incarnazione bella e buona: l&#8217;Avatar è ancora un <em>disceso</em>. Disceso dal cielo, oltretutto, come tutti gli umani che siano su quel pianeta, Pandora. E non solo: i Na&#8217;vi sono una versione ripulita e ristrutturata di Krishna. Meno orpelli, sì, ma alti, azzurri e fisicamente prestanti come lui. E per di più i loro corpi sono una pesatissima commistione di elementi umani e felini rimodellati per dare una grazia ineuguagliabile alla loro figura e ai loro movimenti &#8211; avvicinandoli ancora una volta alle icone indiane metà uomo metà animale. Quindi, considerando anche quello che ho già detto del ruolo di Toruk Mak To, è facile dire che Jake Sully, col suo Avatar, sia effettivamente un Avatar in senso indiano.<br />
Non è un filmozzo provinciale, ignorante e tronfio. E&#8217; un film ponderato, sorretto da un iceberg di pensiero.</p>
<p>Il suo <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-2')" title="click to expand/collapse slider <em>epos</em>"><em>epos</em>&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-2"></span> è delicato. Sempre intuitivo. Accompagnato da una colonna sonora di prim&#8217;ordine: perfettamente integrata con l&#8217;ambiente, lascia stare il fuoco degli eserciti di violini e gli squilli di trombe potenti da carica di cavalleria francese. James Horner, il compositore che l&#8217;ha creata, ha preferito strumenti <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-3')" title="click to expand/collapse slider psicagogici">psicagogici&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-3"></span> primitivi, quelle sonorità che per qualche strano retaggio abbiamo tutti nel cuore e che incantano la mente, le sonorità di piccoli tamburi suonati con le mani e di grandi pelli percosse con mazze, di canti che si intrecciano e si rispondono, di flauti lunghi, di campane a grappolo, di arpe le cui note sono cristalli che cadono a terra, quasi gocce, quasi vento &#8211; infiniti strumenti sotto innumerevoli dita come quando fuori piove.</p>
<p>E queste musiche, tirandoti per il cuore, ti sollevano verso i veri messaggi che è urgente lanciare in un occidente come questo.<br />
Un amore complice per la Terra Madre alla cui sorte siamo legati a doppio filo. La Natura come parte del sé e il sé come parte della Natura. Il profondo e amorevole rispetto per ogni essere vivente, vegetale ed animale. Il vivere in punta di piedi senza viaggiare su macchine di grande cilindrata, trovando altrove la propria torreggiante grandezza. Lo stupore davanti alla meraviglia di questa vita. Una vita che può trovare la propria realizzazione aldilà dello svolgimento della missione militareconomica, una vita più alta che deve trovare il proprio incastro perfettamente lubrificato nel mondo, consacrata ad una vocazione inarginabile, ad un sogno, proprio e collettivo, a ritmo con il resto dell&#8217;umanità, di realizzazione, felicità, di sentimento, il sogno di Faust ormai vecchio per la seconda volta, il sogno che non posso non pensare ogni singolo ventenne stia rincorrendo come una preda sfuggente nel sottobosco &#8211; anche se non è così.</p>
<blockquote><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p></blockquote>
<p>E milioni di persone hanno sentito questo messaggio, nei cinema, con gli stupidi occhialini 3D sul naso.<br />
Milioni di persone hanno visto il protagonista di un film che ha lasciato tutti a bocca aperti uccidere un animale per cibarsene domandandogli perdono come facevano i nostri progenitori, triste per la sofferenza che gli ha dovuto infliggere; hanno visto la stupidità di chi continua a perseguire un interesse economico senza la capacità di stupirsi, di capire la bellezza profonda di quello che sta perdendo e distruggendo; hanno visto l&#8217;idiozia di chi non è relativista a confronto con gli uomini che sanno esserlo; hanno sentito parlare di una terra morente potendola soltanto immaginare, avendo davanti agli occhi un immaginario pianeta rigoglioso e fervido di vita che ne rendeva tanto più insopportabile il pensiero. Milioni di occidentali hanno sentito i Na&#8217;vi salutarsi dicendo &#8220;<em>Io ti vedo</em>&#8220;, così come gli indiani si salutano dicendo &#8220;<em>Namaste</em>&#8221; &#8211; &#8220;la divinità che è in me si inchina alla divinità che è in te&#8221;. E noi invece ci salutiamo dicendo &#8220;bonaaa!&#8221; &#8220;ci si becca&#8221;.<br />
<strong>Anche se aver visto e sentito non significa aver capito, è già un inizio.</strong></p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; vero. E&#8217; un film con tempi wagneriani, e non si confanno a tutti. Spesso il messaggio è un po&#8217; grossolano, le azioni degli umani irruvidiscono l&#8217;<em>epos</em> e soprattutto la divisione fra bene e male è assolutamente troppo netta per essere apprezzabile. Quindi&#8230; lo considero <strong>uno spettacolare primo tentativo</strong>. Spettacolare primo tentativo di creare un film davvero capace di  fare la differenza. Ma comunque era da molto che non andavo al cinema dicendo &#8220;Oh&#8230;&#8221; così spesso. Era tanto tempo che non mi dicevo &#8220;Diavolo, questo fim ha davvero un bel messaggio, sono contento che lo veda tanta gente&#8221;.<br />
Ma c&#8217;è anche stato qualcosa di più&#8230;<a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/pandora.jpg"><img class="size-full wp-image-2343 aligncenter" title="Pandora Avatar" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/pandora.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Perché  poi sono tornato a casa e ho sognato le mie montagne fluttuanti. Erano diverse. Ancora identiche a come le avevo sempre viste io, ma&#8230; Stavolta c&#8217;erano tante persone come me, sopra, che arrivavano sui loro draghi. Perché quelle montagne non sono solo le mie montagne. Perché tutti quei sogni non sono solo i miei sogni.<br />
E devo dire che è molto meglio così.</p>
<div id="hackadelic-sliderNote-1" class="concealed">Giusto per continuare con le corrispondenze, quel destriero alato è identico a Garuda, il mitico volatile cavalcato, secondo la leggenda, dallo stesso Vishnu.</div><div id="hackadelic-sliderNote-2" class="concealed">&#8220;Epos&#8221; è una bellissima parola greca che è alla radice di &#8220;Epica&#8221; e di tutte le parole connesse. Io lo uso genericamente in luogo di sostantivi orrendi come &#8220;Epicità&#8221;, indicando la vena che rende qualcosa epico.</div><div id="hackadelic-sliderNote-3" class="concealed">&#8220;Che guidano l&#8217;anima&#8221;</div><h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2010/02/cavallette-cowboy-e-sette-samurai-kurosawa-colpisce-ancora-2-2291.htm" title="Cavallette, Cowboy e sette Samurai: Kurosawa colpisce ancora!">Cavallette, Cowboy e sette Samurai: Kurosawa colpisce ancora!</a><br /><small>di Benjamin Sidney

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		<title>Cavallette, Cowboy e sette Samurai: Kurosawa colpisce ancora!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 19:44:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Benjamin Sidney Un calorosissimo saluto a tutti i lettori di To Honolulu! Eccoci qui, ancora a parlare di cinema, in particolare delle influenze cinematografiche del grande regista giapponese Akira Kurosawa. Probabilmente avrete sentito parlare del film &#8220;I sette Samurai&#8221;, ma è molto più probabile che abbiate visto &#8220;I magnifici sette&#8221;, film western del regista John [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Benjamin Sidney</em></p>
<p>Un calorosissimo saluto a tutti i lettori di To Honolulu!</p>
<p>Eccoci qui, ancora a parlare di cinema, in particolare delle influenze cinematografiche del grande regista giapponese Akira Kurosawa. Probabilmente avrete sentito parlare del film &#8220;I sette Samurai&#8221;, ma è molto più probabile che abbiate visto &#8220;I magnifici sette&#8221;, film western del regista John Sturges.<br />
Se questi due titoli non vi dicono nulla, cosa ne dite di &#8220;A bugs life&#8221; della Walt Disney-Pixar? Ovviamente parliamo di tre generi cinematografici molto diversi, ma è curioso notare che la storia è sempre la stessa (leggi in proposito <a href="http://2honolulu.it/2009/12/un-kurosawa-spaziale-la-nascita-del-jedi/">questo post</a> per le analogie tra &#8220;La fortezza nascosta&#8221; e &#8220;Star Wars&#8221;), il capolavoro di Kurosawa colpisce ancora una volta!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/sette-samurai-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2294" title="I sette samurai" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/sette-samurai-2.jpg" alt="" width="256" height="182" /></a></p>
<p><strong>I sette Samurai</strong> è il film giapponese più acclamato dal pubblico e dalla critica cinematografica mondiale, il capolavoro di Kurosawa parla delle vicende di un povero villaggio del periodo feudale. I contadini del villaggio, giunti alla disperazione a causa selle frequenti razzie perpetrate da un gruppo di briganti senza scrupoli, decide di assoldare dei guerrieri Samurai per risolvere la situazione una volta per tutte.<br />
Arrivati in città i contadini cercano di assoldare dei guerrieri, ma si rendono presto conto che il solo vitto e alloggio non bastano come pagamento per un&#8217;impresa così rischiosa. I contadini, disperati si aggirano per il villaggio e assistono attoniti ad una scena che riporta speranza nei loro cuori: un Samurai che rischia la vita per salvare un bambino tenuto in ostaggio da un ladro, travestendosi da monaco. La genialità e l&#8217;abilità del Samurai ispira i contadini, che lo supplicano di aiutarli convincendolo infine ad accettare. Così inizia l&#8217;avventura. La ricerca di altri Samurai per portare a termine l&#8217;impresa porta alla creazione del gruppo composto di Sette Samurai molto speciali, ognuno con le sue peculiarità e abilità.</p>
<p>L&#8217;abilità strategica del Samurai anziano, forgiata <em>dall&#8217;esperienza di tante battaglie perse</em> &#8211; citando il personaggio -, porta alla vittoria in un&#8217;impresa che sembrava impossibile; una vittoria che però costa molto in termini di vite umane. I sette Samurai è un&#8217;opera carica di emozioni travolgenti, che riesce a coinvolgere lo spettatore come solo pochi film sanno fare.</p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/imagnificisette-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2295" title="I magnifici sette" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/imagnificisette-1.jpg" alt="" width="253" height="190" /></a></p>
<p><strong>I Magnifici Sette</strong> è un film Western girato nel 1960 dal regista John Sturges, liberamente tratto dal film di Akira Kurosawa.<br />
Parla della storia di Sette Cowboy di un paese di frontiera fra Stati Uniti e Messico che vengono assoldati dal capo di un villaggio messicano per risolvere una questione con una banda di banditi che uccidono e derubano gli abitanti del villaggio. La storia è pressoché la stessa del film di Kurosawa, il tema centrale rimane il forte sentimento di cameratismo e rispetto che si crea fra i &#8220;combattenti&#8221;; sia i Samurai, che i Cowboy non sono mossi dal denaro, decidono di rimanere a difendere il villaggio, perchè credono nella giustizia.</p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2296" title="Bug" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/images.jpeg" alt="" width="143" height="107" /></p>
<p>Passiamo adesso all&#8217;intrattenimento per bambini, il film &#8220;<strong>A Bug&#8217;s Life</strong>&#8221; diretto dal regista John Lasseter e prodotto dalla Walt Disney- Pixar, trae ispirazione da entrambi i film sopracitati. Questa è la storia di un <em>villaggio</em> di formiche, un formicaio che si trova costretto a pagare un ingente tributo ad un gruppo di cavallette-bandito in sombrero, che vivono in un posto molto simile al Messico di Sturges.<br />
Le formiche cercano aiuto in città, sono alla ricerca di insetti guerrieri per difendere il villaggio, ma quello che trovano è solo un gruppo di simpatici insetti da circo. Il messaggio di questo film di animazione è molto affine a quello degli altri, gli insetti da circo, pur essendo in minoranza rispetto alle cavallette, come i Samurai e i Cowboy rispetto ai banditi, decidono di rimanere e aiutare le formiche, perchè sanno di rappresentare la speranza, sanno che è giusto proteggere i più deboli, anche senza essere retribuiti, conoscono il significato delle parole giustizia e onore.</p>
<p>Buona visione e un caloroso saluto e ringraziamento; che siate pistoleri, valorosi Samurai o insetti da circo.</p>
<p><em>(NDR. Se i post sui samurai di Benjamin vi hanno messo la curiosità di conoscere meglio questi guerrieri, vi consiglio </em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UCNB7JPpKTU" target="_blank"><em>questo speciale di Super Quark</em></a><em> andato in onda a inizio gennaio, che trovate su YouTube!)</em></p>
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Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu!

Questo breve intervento nasce dalla mia passione personale per...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/rashomon-2070.htm" title="Rashomon">Rashomon</a><br /><small>di Benjamin Sidney
Oltre il confine della ragione si trova una dimora sicura, una rocca inespugnabile, circondata dal caos, fiume in piena....</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/02/avatar-2309.htm" title="Avatar">Avatar</a><br /><small>Nota introduttiva: "il pensiero rovina la Bellezza". Di seguito troverete riflessioni laterali e originali che potrebbero farvi storcere il ...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Dorian Gray va a puttane (e ammazza tutti)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 21:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La critica più alta prende l&#8217;opera d&#8217;arte semplicemente come punto di partenza per una nuova creazione, scriveva Wilde. Sottinteso che la nuova creazione deve avere un valore maggiore o uguale alla precedente: Oliver Parker Epic Fail. La mia passione per Wilde non è un segreto. Ed è arcinoto che il mio libro preferito sia Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><em>La critica più alta prende l&#8217;opera d&#8217;arte semplicemente come punto di partenza per una nuova creazione</em>, scriveva Wilde. Sottinteso che la nuova creazione deve avere un valore maggiore o uguale alla precedente: <strong>Oliver Parker Epic Fail.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1861" title="Dorian-Gray-Poster" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/12/Dorian-Gray-Poster.jpg" alt="Dorian-Gray-Poster" width="381" height="280" /></strong>La mia passione per Wilde non è un segreto. Ed è arcinoto che il mio libro preferito sia <em>Il Ritratto</em>. Potrete ben capire il mio sentimento quando ho visto per la prima volta il trailer del nuovo film su Dorian Gray, del regista albionico Oliver Parker.</p>
<p>Non sono uno sciocco purista che resta deluso dal film perché non è come il libro. Diversi i linguaggi, i tempi, i punti di forza e le debolezze: è stupido pretendere la stessa opera da cinema e carta stampata. Ma questo film è un aborto mancato.</p>
<p>Nulla della profondità, della vibrante bellezza, del genio del libro viene anche solo lontanamente ad avere una rappresentanza nel film. Dopotutto, secondo il regista, &#8220;<em>Dorian Gray è il più grande romazo gothic-horror mai scritto</em>&#8220;. Il che evidenzia come costui non abbia idea di ciò di cui sta parlando &#8211; ma parli comunque, e faccia film.<br />
Anyway, lasciamo che sia il film ad evidenziare le mie osservazioni.</p>
<p>Dorian Gray arriva in città, sciatto e stupido. Chiaramente, perché cercare un attore che esteticamente (e perciò, nel caso, psicologicamente) bene rappresenti il personaggio di Dorian Gray, con riccioli biondi e <em>frank blue eyes</em>, se si può sfruttare una bellezza più vampirica da gothic-horror? Il fascino del bel tenebroso è molto migliore. Che vuoi che importi se non ha nulla a che vedere con la <em>very sharpness</em> del contrasto fra esteriorità pura, efebica ed innocente e interiorità sepolta e corrotta? Il bel tenebroso è figo. E s&#8217;ha da giocare nel campo di Twilight. La concorrenza incalza.<br />
Comunque, dicevo, Dorian arriva in città sciatto e stupido. E schifosamente ricco. Suona il piano, il pittore Basil Hallward lo vede, se ne invaghisce e incomincia a farne ritratti a raffica. Ma Dorian si annoia&#8230; Quindi Basil lo porta ad una festa di <em>Gran Gala</em>. Lì Dorian incontra Lord Henry Wotton. E uno, a quel punto, si aspetterebbe la sentitissima, lacerante conversione di Dorian Gray all&#8217;edonismo estetizzante. Conversione indotta da uno dei discorsi più potenti mai pronunciati sulla Bellezza, che cavalca a pelo il Favonio alato della voce di Henry. Invece no.<br />
Henry, nella geniale intuizione di Oliver Parker, offre gin e sigarette a Dorian, e poi vanno a puttane insieme. <em>Et voilà! Le jeux sont fait</em>. Conversione diametrale in esteta decandente avvenuta con successo.<br />
Notevole anche l&#8217;impronta religiosa data alla magia del Ritratto. Oliver Parker ci fa il regalo apprezzatissimo di specificare che si tratta di un patto con Satana. Che eleganza di pensiero! Da lì in poi Dorian inizierà ad ubriacarsi in continuazione, fumando come un Turco e diventando assiduo frequentatore di bordelli. Perciò è un film vietato ai minori di 14 anni. Le infinite &#8211; ed ebbene sì &#8211; noiose scene di sesso avvicinano il film al porno soft; il timore censorio fa però sì che il tutto si riduca a carnai orgiastici disorientanti, urletti, sospiri e gemiti e accenni <em>en passant</em> di mosse pelviche. Insomma, non si vede una coscia. E le donne non sono così belle. C&#8217;è anche qualche ardito accenno omosessuale, ma mai oltre al bacetto a stampo. Ogni tanto Dorian spippacchia dell&#8217;oppio e&#8230; E&#8217; palese che questa sia l&#8217;altezza massima, per l&#8217;asticella dell&#8217;ingegno di Oliver Parker. L&#8217;undicesimo capitolo del libro, in cui Wilde dipinge a brevi tratti d&#8217;acquerello l&#8217;elefantiaca schiera dei piaceri più complessi e raffinati che Dorian cercava (la collezione di stumenti musicali, la predilezione per strani concerti esotici, la ricerca di pietre preziose, di abiti eleganti o antichi, di costumi, il crogiolarsi in coscientemente in convinzioni e religioni diverse) il regista evidentemente non deve averlo nemmeno lontanamente inteso. Quindi ha deciso che Dorian avrebbe passato decenni fra Bacco, Tabacco, Pusher e Venere. E basta.</p>
<p>Henry fa qualche battuta-citazione. Quelle originali sono chiaramente belle, anche se totalmente decontestualizzate e instupidite dall&#8217;uso che il personaggio cinematografico ne fa. Quelle inventate dallo sceneggiatore Toby Finlay ti fanno capire che al mondo un sacco di gente ha sbagliato lavoro. Dopotutto, pulire i cessi è molto più onorevole che sporcarli.<br />
Il cinico, brillante, disumano personaggio di Lord Henry Wotton diventa un bolso vittoriano che tenta di essere il più simpa della compa.</p>
<p>Come se non bastasse, Dorian ammazza gente a pacchi da dodici. Basil lo assassina con un pezzo di specchio accanendosi tanto che il cadavere non l&#8217;avrebbero riconosciuto nemmeno dal calco dei denti. Poi niente Alan Campbell &#8211; il mistero del chimico che gli scioglie il cadavere non è abbastanza fascinoso per Parker. Meglio fargli fare a pezzi il corpo, metterlo in un grosso baule, andare al fiume, scagliare in acqua arti e frattaglie che sembravano le stelle filanti della festa di San Calcagno e affondare il baule. E poi comunque ammazza o tenta di ammazzare tutti. Alla fine la sua amicizia con Henry si incrina perché Dorian lo accusa di aver sempre predicato l&#8217;edonismo senza mai aver avuto il cuore di viverlo davvero. E giusto per mettere le cose in chiaro, gli tromba la figlia. Sì, nel film il cinico esteta ha una figlia. Poi Henry &#8211; chissà come? &#8211; capisce tutto del Ritratto, va a casa di Dorian quando lui è altrove, scopre il dipinto, mammasanta che paura che spavento, arriva Dorian che cerca di strozzarlo col papillon, tutto prende fuoco, Dorian resta chiuso dentro e finalmente duella a fil di stocco col demone che abita il Ritratto, ormai corrotto all&#8217;inverosimile. Oibò.<br />
Chiaramente Dorian vince, invecchia <em>d&#8217;emblée</em>, decede fra le fiamme e il quadro torna normale. La figlia di Lord Henry non rivolge più la parola al padre (e quanto se la prende, dopotutto gli ha solo bruciato vivo il fidanzato), il quale tiene il Ritratto in cantina, ogni tanto scende a guardarlo e gli fa &#8220;Ha-ha!&#8221; come Nelson dei Simpson. <em>Fin</em>. E consumazione del gravissimo reato artistico di &#8220;<em>Racconto di ciò che per elganza non deve essere raccontato</em>&#8221; &#8211; nella fattispecie, la morte di Dorian.</p>
<p>Riassumendo, nulla di quello che il libro trasmette &#8211; nemmeno le tematiche più palesi, semplici ed evidenti &#8211; è anche solo pallidamente reso nel film. Che non trasmette nient&#8217;altro. Nulla. Nada. Solo che adesso milioni di persone in tutto il mondo, non avendo letto il libro, crederanno che <em>quello</em> sia il Dorian Gray. Un qualcosa che sta a metà strada fra <em>The Libertine</em> e <em>Twilight</em>. E senza che se ne accorgano, senza che lo sappiano, moriranno un po&#8217; dentro.</p>
<p>Chiaro, <em>anche l&#8217;opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale</em>, per usare le parole di Antoine Ego di <em>Ratatouille</em>, ma <span style="text-decoration: underline;">questo non toglie che &#8220;<em>Dorian Gray</em>&#8220;, film del 2009 di Oliver Parker, sia pura merda</span>. A parte un paio di scene che mi sono piaciute parecchio, anche se inventate di sana pianta. Ma il complesso resta comunque merda 23 carati. Non provate ad a spendere del denaro per vederlo. No. No. Ehi, ti ho visto, rimetti a posto il portafogli. Circolare, circolare, non c&#8217;è niente da vedere. Anche lei, signorina, circolare.</p>
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		<title>Dopo &#8220;Fuori dal Nulla&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 07:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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<p>Datti un obiettivo e cinque mesi per raggiungerlo. Un obiettivo, grande, complesso, inaspettato. Da solo non puoi raggiungerlo, per questo hai bisogno di un gruppo, forte delle sue capacità.</p>
<p>Cinque mesi, passati scrivendo, cancelland0 e riscrivendo, provando e provando ancora, organizzando, oppure in attesa del grande giorno &#8211; quando ormai tutto era a posto. Non era più l&#8217;obiettivo del singolo, ma il Nostro obiettivo, che per tutto il tempo è rimasto vivo nella mente e nei sogni, e una volta arrivato il giorno dello spettacolo, tutto è stato come doveva essere.</p>
<p>Gli autori &#8211; coraggiosi &#8211; che si sono sfidati, vincendo; gli attori &#8211; eccellenti &#8211; che hanno trasmesso alla perfezione il pensiero degli autori; gli artisti marziali &#8211; impeccabili -, che hanno realizzato qualcosa di veramente molto emozionante; i musicisti &#8211; straordinari. Non poteva andare altrimenti, davvero.</p>
<p>Ci abbiamo messo un po&#8217; prima di scrivere un commento sulla serata, in effetti c&#8217;è stato da pensarci su. Una volta usciti dal teatro, c&#8217;era chi festeggiava e c&#8217;è chi invece si è sentito svuotato: 5 mesi di lavoro che si concludono in una serata.</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Un po&#8217; come succede agli scalatori, una volta arrivati con fatica in cima a una montagna&#8230; Beh, bel panorama, bella soddisfazione; sì però ora si mangia un panino e si scende. I brividi, l&#8217;emozione, tutto il bello è stato nella salita.</em>&#8220;</p></blockquote>
<p>Poi però dormendoci sopra per diversi giorni e riparlandone, ci è sembrato tutto più normale: dopo che hai fatto qualcosa di bello puoi permetterti di dire &#8220;già finito? Tutto qui?&#8221;, in quanto il tempo impiegato per realizzarlo è niente in confronto a quanto è durato lo spettacolo. Ma va bene così.</p>
<p>Vedere da sopra un palco sei-settecento persone che ti applaudono per qualcosa che hai fatto e che hai loro offerto è qualcosa di impagabile, un attimo fugace, da godersi giusto prima che si chiuda il sipario.</p>
<p>Un grazie sentito a coloro che sono venuti allo spettacolo, con la speranza di avere trasformato quella che doveva essere una serataccia come le altre, in qualcosa di più.</p>
<p style="text-align: right;">Gli Artisti e non solo</p>
<p style="text-align: left;"><em>Dal sito del circolo </em><a href="http://artistidellinutile.org/"><em>http://artistidellinutile.org/</em></a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XoLTxBZ94pw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XoLTxBZ94pw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
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Questa se...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>La Pergola &#8211; &quot;Sei personaggi in cerca d&#8217;autore&quot; di Pirandello</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 11:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno».&#8221; Sei personaggi in cerca d&#8217;autore. Ho studiato questo testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color:#000080;"><em>&#8220;Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere «nessuno».&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000080;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-551" title="pirandello" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/02/pirandello.jpg" alt="pirandello" width="315" height="460" /><br />
</em></span></p></blockquote>
<p>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore. Ho studiato questo testo teatrale per anni, a scuola, in tutte le salse. Non lo avevo mai visto, però, in scena, dal vivo. Vado a prendere i biglietti: il teatro è strapieno, ci tocca un posto in piccionaia. Ha-ha, chissene. Mi sono portato dietro il binocolo.<br />
Premetto che io adoro Pirandello con tutto me stesso. Come si può continuare ad assegnare il Nobel per la letteratura, dopo che l&#8217;ha vinto lui?!<span id="more-537"></span></p>
<p>Regia di Giulio Bosetti, che recita anche, come capocomico. Devo dire, regia di rara eleganza.<br />
Sapete, non è facile mettere in scena la pièce che ha scardinato il teatro classicamente inteso, ambientata in un surreale ambiente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metateatro" target="_blank">metateatrale</a>: inizia e sembra la messinscena di una prova de &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giuoco_delle_parti" target="_blank">Il giuoco delle parti</a>&#8221; con tanto di regista, tecnici e attori che saltellano e si muovono fra palco e platea &#8211; finché non interviene una famiglia di sei personaggi che stanno cercando un autore. Proprio così, sei personaggi. Come se io per strada mi imbattessi in Dorian Gray. Cercano un autore perché sono stati abbandonati dal proprio, e hanno bisogno di qualcuno che permetta loro di raccontare la propria tragica vicenda, di esprimere i sentimenti che hanno dentro. Il padre di questa surreale famiglia, magistralmente interpretato da Antonio Solinas, ne è il portavoce. Il capocomico accetta di mettere in scena il loro dramma, ma&#8230; ben presto i personaggi si renderanno conto che nessuno, a parte loro stessi, è in grado di interpretare il loro ruolo. E tutti, attori e pubblico, sono gettati in un baratro di vertiginosa solitudine.</p>
<p>Ma basta spoiler. Il resto leggetelo da voi, o andatelo a vedere a teatro. Merita. Perché in questo testo Pirandello riesce a toccare, oltre ai suoi classici temi del relativismo, delle maschere, dell&#8217;Io, anche altri temi perfino più intimi, come il rapporto fra creatore e creatura, l&#8217;ineffabile autonomia dei personaggi che vedono la luce, la voglia di vivere e il rimorso che taglia il respiro. E li tocca con un&#8217;eleganza ed una profondità senza pari.</p>
<p>Più che in qualsiasi altra opera di Pirandello io abbia visto, poi, in questa è presente &#8211; e valorizzato con estrema abilità da questa regia di Bosetti &#8211; l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umorismo#.22L.27umorismo.22_di_Pirandello" target="_blank">umorismo</a>. La risata sincera che ti muore in gola appena ti rendi conto della situazione tragica in cui i personaggi si trovano. Una risata che ti scappa e che però dopo ti fa sentire sporco dentro come se avessi mangiato un Big Mac, ubriaco, alle 3 di notte.</p>
<p>In conclusione: era da un pezzo che non vedevo uno spettacolo così splendido. Bravò, Bosetti, bravò. Mi hai fatto piangere come una vite tagliata.<br />
E sapete, sono gli spettacoli come questo che mi fanno sognare i tempi di mio nonno, quando gli studenti, che andavano a teatro in massa, alla fine degli spettacoli che si erano rivelati più belli, staccavano i cavalli dalla carrozza dell&#8217;autore tirandola loro a braccia fino all&#8217;albergo in cui alloggiava, in segno di omaggio.<br />
Quegli spettacoli che una volta finiti ti senti migliore, davvero migliore, e in pace.<br />
Già&#8230; Questa è la catarsi.</p>
<p>Adesso però chiudo la porta di camera mia, spengo il telefono e il computer: anche io, per oggi, ho finito di recitare.</p>
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