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	<title>To Honolulu &#187; Relativismo</title>
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		<title>Scontro oggi, Diritto Civile domani</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:57:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di David Caratelli Quando pensiamo ai diritti civili pensiamo agli anni &#8217;60 e le marce di Martin Luther King Jr., o le battaglie non-violente di Gandhi. Il voto alle donne o la legalizzazione dell&#8217;aborto. Diritti civili sono spesso sinonimo del passato: di quei movimenti che ci hanno portato allo stato attuale delle cose; un mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di David Caratelli</em></p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/gay_marriage_cake_300.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2230" title="gay_marriage_cake_300" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/gay_marriage_cake_300.jpg" alt="" width="300" height="446" /></a></p>
<p>Quando pensiamo ai diritti civili pensiamo agli anni &#8217;60 e le marce di Martin Luther King Jr., o le battaglie non-violente di Gandhi. Il voto alle donne o la legalizzazione dell&#8217;aborto. Diritti civili sono spesso sinonimo del passato: di quei movimenti che ci hanno portato allo stato attuale delle cose; un mondo piu&#8217; libero e piu&#8217; tollerante.</p>
<p>E&#8217; difficile pensare ai diritti civili come cose che ancora non sono, beh, diritti. Sarebbe un po&#8217; come pensare all&#8217;oggi visto dal domani. A tutti sembra ovvio che le donne abbiano lo stesso diritto degli uomini di votare, ma quando la discussione non era pura retorica ma anzi materia di dibattito aperto certo le persone non vedevano la conquista del voto per le donne come una battaglia per i diritti civili (tranne i pochi, quelli che poi la storia la fanno). La questione era semplicemente un altro punto in un programma politico, cui uno poteva appoggiare con motivazioni <em>a</em>, <em>bi</em> e <em>ci</em>, o respingere con ragionamenti altrettanto logici <em>di</em>, <em>e</em> ed <em>effe</em>. I diritti civili sono visti come qualcosa di intrinsecamente giusto, ed e&#8217; quindi difficile pensare ad una materia che suscita polemica oggi come semplicemente giusta o sbagliata.<br />
Un esempio: e&#8217; piu&#8217; o meno scontata l&#8217;importanza dell&#8217;abolizione della pena di morte in Italia; questa conquista viene vista come un diritto civile: giusta “senza se e senza ma” (ovviamente esistono eccezioni). Negli stati uniti pero&#8217; no, e quindi l&#8217;abolizione della pena di morte, invece di essere una questione di diritti civili, e&#8217; quasi sempre discussa con argomenti tipo: “la pena di morte e&#8217; sbagliata perche&#8217; costa troppo al governo: e&#8217; inutile spendere tutti questi soldi quando costerebbe meno usare l&#8217;ergastolo”, oppure: “studi dimostrano che la pena di morte non e&#8217; un deterrente che diminuisce il numero di omicidi”. Tutte argomentazioni “pratiche” se volete, che non si basano sul motivo che sarebbe argomentato immediatamente da molti italiani: “la pena di morte e&#8217; ingiusta e basta, e&#8217; crudele eccetera eccetera”.<br />
Sperando di aver trasmesso questo concetto di “relativita&#8217;” dei diritti civili, come conquiste che ci sembrano scontate non lo erano affatto quando stavano emergendo, spero di fare un esempio alla rovescia.</p>
<p>Probabilmente non considerereste omofoba una persona che e&#8217; contraria ai matrimoni gay, al contraro di qualcuno che i gay li pesta. Eppure, nel resto dell&#8217;occidente, i matrimoni gay diventano sempre piu&#8217; una realta&#8217;. In Portogallo, paese a maggioranza cattolica, e&#8217; stata votata una legge che consente ai gay di sposarsi (e parlo di matrimonio con la m maiuscola non PACS, DICO e via dicendo). I matrimoni gay sono completamente equiparabili a quelli tra eterosessuali in Spagna, Canada, Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia e Sud Africa. I matrimoni gay, o simili forme, sono presenti in molti stati degli Stati Uniti, in Messico, in Australia. E Lussemburgo e Slovenia stanno pensando di “legalizzarli” a loro volta. Cosa c&#8217;e&#8217; di interessante? Beh, ad esempio qua negli Stati Uniti il tema dei matrimoni gay sta diventando, lentamente, una battaglia per i diritti civili. In Portogallo, chi ha appoggiato la nuova norma ha detto che un nuovo, fondamentale, diritto civile era finalmente stato riconosciuto anche la&#8217;. Pensate alla pena di morte e come noi la vediamo come un diritto civile, al contrario di altri Beh, spero riuscirete a vedere che anche l&#8217;inverso e&#8217; possibile.<br />
Cosa significa tutto questo? Che dovete appoggiare i matrimoni gay perche&#8217; senno&#8217; siete razzisti? Se tornate tra qualche anno magari ve lo direi anche, ma ora come ora e&#8217; giusto che ognuno abbia la propria opinione. E&#8217; una strana situazione, perche&#8217; se qualcuno pensa che questo sia davvero un diritto fondamentale da conqusitare, allora non pensare che gli altri siano nel torto piu&#8217; completo sarebbe un po&#8217; come dare il beneficio del dubbio a chi si opponeva all&#8217;eliminazine della schiavitu&#8217;. Eppure, proprio perche&#8217; e&#8217; una battaglia di adesso, e&#8217; naturale che vi sia un dibattito: il cambiamento non viene facilmente. In fondo, e lo dico egoisticamente, senza chi su questo argomento (come su molti altri) la pensa diversamente da me, il mondo sarebbe abbastanza noioso.</p>
<p>E tanto per mettere le cose in prospettiva un altro po&#8217;: perche&#8217; mai pensiamo che i diritti civili siano giusti? Non e&#8217; forse solo perche&#8217; hanno “vinto”? In fondo siamo il prodotto del nostro passato. Se La Roma papale fosse riuscita a sopravvivere all&#8217;unita&#8217; d&#8217;Italia, la Breccia di Porta Pia non sarebbe semplicemente la Marcia su Roma di questo ipotetico universo parallelo?</p>
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		<title>Rashomon</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 14:48:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Benjamin Sidney Oltre il confine della ragione si trova una dimora sicura, una rocca inespugnabile, circondata dal caos, fiume in piena. Nella nebbia, i bassi fondi dell&#8217;animo umano, anime violentate dall&#8217;oscuro terrore, angelo ubriaco. B.S. Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu, perdonate il mio inizio, sono appena emerso da un&#8217;esperienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Benjamin Sidney</em></p>
<blockquote><p><em>Oltre il confine della ragione si trova una dimora sicura, una rocca inespugnabile, circondata dal caos, fiume in piena. Nella nebbia, i bassi fondi dell&#8217;animo umano, anime violentate dall&#8217;oscuro terrore, angelo ubriaco.  B.S.</em></p></blockquote>
<p>Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu,<br />
perdonate il mio inizio,  sono appena emerso da un&#8217;esperienza sconvolgente, un film del genio Akira Kurosawa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Rashomon_1950.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2071" title="Rashomon_(1950)" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Rashomon_1950.jpg" alt="" width="280" height="373" /></a></p>
<p><span id="more-2070"></span>Nel 1915 uno scrittore che si chiamava Ryunosuke Akutagawa, scrisse una storia, &#8220;Rashomon&#8221;, ovvero la porta di Rasho, una città del Giappone, nota a quei tempi per i suoi trafficili illegali e per le anime tormentate che la abitavano. Poco tempo dopo, lo scrittore partorì un racconto chiamato &#8221; Nel bosco&#8221;, storia che parla di due coniugi alle prese con un terribile bandito nel mezzo della foresta.<br />
Nel 1950, proprio durante l&#8217;occupazione americana del Sol Levante, il genio del maestro Kurosawa concepisce il film Rashomon, una storia che fonde abilmente i due racconti di Akutagawa in un unico grande capolavoro.</p>
<p>La storia di Rashomon potrebbe essere vista come un racconto giallo del Giappone medievale, si tratta del racconto di una vicenda che si svolge nell&#8217;arco di tre giorni, raccontata da tre narratori: un omicidio, tre indiziati.<br />
Il film inizia in una giornata di pioggia, tre uomini si riparano vicino alla porta di Rasho, un monaco e un taglialegna osservano il vuoto con aria sconvolta, &#8221; non capisco&#8221; dicono, &#8220;non capisco&#8221; ripetono, un curioso che ascolta in disparte, si avvicina e si fà raccontare la storia.</p>
<p>Nella foresta vicino a Rashomon si è consumato un delitto, alla stazione di polizia un bandito confessa il delitto e lo stupro dei quali viene imputato, ma qualcosa non quadra nella mente del monaco e del taglialegna, entrambi presenti al processo. Il taglialegna racconta di aver trovato il cadavere di un Samurai e un cappello da donna, il monaco racconta di aver visto un Samurai e una donna procedere lentamente nel bosco, non ci è dato sapere verso dove.</p>
<p>La storia sembra sempre più interessante alle orecchie del curioso e così i due raccontano ancora: la donna sopravvissuta all&#8217;agressione racconta una versione diversa da quella del brigante e accusa se stessa per l&#8217;omicidio&#8230;  il morto accusa se stesso di suicidio, attraverso le parole di una veggente convocata al processo.</p>
<p>Non sembra esserci risoluzione a questo terribile enigma, perchè ogniuno racconta una versione diversa? Perchè sembrano tutti così sicuri della propria colpevolezza?<br />
Mi spiace, ma non sarò io a rivelarvi la soluzione, perchè privarvi delle magnifiche emozioni che questo film può regalarvi?</p>
<p>Rashomon è il punto di incontro fra le tematiche pirandelliane, autore italiano del quale Kurosawa conosceva le opere e il forte simbolismo della cultura giapponese: tre personaggi che parlano, tre indiziati, tre ideogrammi del titolo Rashomon ( Rasho e mon che significa cancello o porta) tre i giorni nei quali le vicende si svolgono. Quale verità è la &#8220;vera verità&#8221;?<br />
A chi credere? Possiamo fidarci di noi stessi? Forse non esiste una verità, ma solo delle interpretazioni create per sopperire alle necessità umane?</p>
<p>Il Paradosso è ancor di più evidenziato dalla scelta del regista di raccontare ogni versione dei fatti con riprese oggettive, ovvero riprendendo i personaggi in modo chiaro e distinto nella scena, per intenderci, la telecamera non è usata per far vedere allo spettatore quello che vedono i personaggi, è usata quasi unicamente come &#8220;occhio oggettivo&#8221; che osserva la situazione.</p>
<p>Queste ed altre sono le tematiche che solleva questa opera, è importante ricordare che il film è girato in un periodo di grande sconvolgimento in Giappone e nel mondo, la guerra è finita, ma i mostri che ha creato angosciano ancora il sonno degli abitanti delle terre giapponesi e non solo. Un periodo nel quale sono vietati film in costume tradizionale, un periodo di caos e mancanza di una vera identità, un paese che ha assassinato ma è stato a sua volta violentato dalla brutalità e dalla paura.</p>
<p>Lo stesso titolo del film mi ha incuriosito, cela forse un significato nascosto? Rasho&#8211;Mon&#8230; Ratio-nalility Mon (cancello).<br />
Forse la mia fantasia corre troppo, il titolo esisteva già nel 1915, la parola Rationality che significa razionalità in inglese si associa bene alla parola cancello, &#8221; porta sulla razionalità&#8221;, ma probabilmente la mia è una supposizione un po&#8217; troppo avventata, vi prego di ricordare che sono un&#8217;aspirante scrittore di fanta-storia e forse, anche io come i personaggi del nostro racconto, vedo quello che voglio vedere.</p>
<p>Questa opera di Kurosawa vi porterà oltre il confine del cinema, saprà condurvi oltre le porte dell&#8217; oggettività, lasciatevi prendere per mano, buona visione.</p>
<p>Benjamin Sidney</p>
<p>(<em>fonti: intervista al Prof. Ugo Volli e Maria Roberta Novielli per la raccolta &#8220;La spada e l&#8217;onore, i Samurai nel cinema&#8221;</em>)</p>
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Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu!

Questo breve intervento nasce dalla mia passione personale per...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/02/cavallette-cowboy-e-sette-samurai-kurosawa-colpisce-ancora-2-2291.htm" title="Cavallette, Cowboy e sette Samurai: Kurosawa colpisce ancora!">Cavallette, Cowboy e sette Samurai: Kurosawa colpisce ancora!</a><br /><small>di Benjamin Sidney

Un calorosissimo saluto a tutti i lettori di To Honolulu!

Eccoci qui, ancora a parlare di cinema, in particolare de...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/scontro-oggi-diritto-civile-domani-2229.htm" title="Scontro oggi, Diritto Civile domani">Scontro oggi, Diritto Civile domani</a><br /><small>di David Caratelli



Quando pensiamo ai diritti civili pensiamo agli anni '60 e le marce di Martin Luther King Jr., o le battaglie non-...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>La vera storia della cicala e la formica</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 17:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; estate. La cicala se ne sta sul lato della via con la sua chitarra. Canta vecchie canzoni dell&#8217;Equipe 84 e di Battisti. Passa una formica. Si sta spaccando la schiena per trasportare un chicco di grano al formicaio. - Ehilà formica, ma com&#8217;è che stai a spaccarti la schiena tutto il giorno? Prendila facile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/12/The_Ant_and_the_Grasshopper_-_Project_Gutenberg_etext_19994.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2015" title="cicala formica" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/12/The_Ant_and_the_Grasshopper_-_Project_Gutenberg_etext_19994.jpg" alt="" width="380" height="366" /></a></p>
<p>E&#8217; estate. La cicala se ne sta sul lato della via con la sua chitarra. Canta vecchie canzoni dell&#8217;Equipe 84 e di Battisti. Passa una formica. Si sta spaccando la schiena per trasportare un chicco di grano al formicaio.</p>
<p>- <em>Ehilà formica, ma com&#8217;è che stai a spaccarti la schiena tutto il giorno? Prendila facile, sorella!</em><br />
La formica si ferma un attimo posando il macigno di grano. -<em> Ridi, ridi, faccia di culo. Vedremo chi riderà quest&#8217;inverno.</em><br />
- <em>Madò, formica, ma come stai tirata. Vieni, fermati un po&#8217;, amica del sole, beviamoci il succo da una pesca e cantiamo un paio di canzoni di Branduardi, ti va?</em><br />
- <em>Ma vai a cagare, hippie di merda.</em></p>
<p>Così l&#8217;estate passa. La formica ha messo da parte tanto grano da resistere ad un inverno nucleare di seicento anni, la cicala si è strafogata di frutta e ha cantato le discografie complete di quattordici cantautori italiani.<br />
Non ci sono più le mezze stagioni e arriva l&#8217;inverno <em>d&#8217;emblée. </em><br />
La formica se ne sta rinchiusa nei suoi bastioni sotterranei sgranocchiando granaglie e guardando retrospettive sui quiz di Mike Bongiorno, mentre fuori la cicala rassega per il freddo e patisce la fame. Finché non decide di andare a bussare col cappello in mano alla porta della formica.</p>
<p>- <em>Ehilà formica, come stai?</em><br />
- <em>Benone, che cazzo vuoi?</em><br />
- <em>Ottimo, senti&#8230; Non è che avresti qualcosa da mangiare per me? Posso suonarti tutto Guccini, in cambio!</em><br />
- <em>Odio Guccini. E comunque io ho lavorato duro per farmi le provviste per l&#8217;inverno. Tu che hai fatto?</em><br />
- <em>Be&#8217;, son stata a cantare.</em><br />
- <em>Allora adesso balla!</em><br />
Soffia una folata di vento gelido.<br />
- <em>Quanti mesi sono che pensi a questa battuta del piffero? Dai, fammi entrare, che si gela qua fuori.</em><br />
- <em>No no no! Ascolta me! Io ho rinunciato ad un&#8217;estate di divertimenti per poter vivere l&#8217;inverno tranquilla! E tu non ti meriti proprio nulla! Mi sono spezzata la schiena anche di domenica per assicurarmi un tetto e tre pasti al giorno!</em><br />
- <em>Di pasti al giorno ne puoi fare anche settanta, visto il grano che hai.</em><br />
- <em>Io voglio vivere bene e avere la sicurezza che se un giorno succedesse qualcosa sopravviverei. Metti che l&#8217;anno prossimo venga la carestia!</em><br />
- <em>O la grandine.</em><br />
- <em>O la grandine, sì! Come sopravviverei? Oppure, buon dio, hai pensato se arrivassero le cavallette?</em><br />
- <em>Formichina, formichina mia. Io vivo l&#8217;oggi per oggi e per questo morirò. Tu vivi l&#8217;oggi per domani e per questo non vivrai mai. Può forse esistere una via di mezzo che potremmo seguire entrambe, gettando solide basi per il domani senza perderci l&#8217;estate dei nostri giorni; ma dopotutto sono solo un&#8217;omottera, e un&#8217;idea del genere mi verrebbe solo se avessi un sistema nervoso centrale. Addio!</em></p>
<p>E fu così che la cicala si voltò, si calcò il cappello sulla testa e se ne andò. Qualcuno dice di averla sentita cantare languidamente &#8220;<em>My way</em>&#8221; di Sinatra mentre nevicava, ma non se ne sa più nulla. La formica rientrò in casa serrandosi la porta alle spalle. Passò la vita a mettere da parte altro ed altro grano.</p>
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		<title>Quali sono i veri valori? Cosa conta nella vita?</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 18:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio, nel consueto giro di auguri natalizi ai parenti, sono andato a trovare mia zia. In realtà è la zia di mio babbo, ma per estensione parentale, la chiamo zia anch&#8217;io. La povera zia è una vecchietta nata due guerre mondiali fa, che vive sola, dolorante ad ogni movimento, con un occhio che vede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio, nel consueto giro di auguri natalizi ai parenti, sono andato a trovare mia zia. In realtà è la zia di mio babbo, ma per estensione parentale, la chiamo zia anch&#8217;io.<br />
La povera zia è una vecchietta nata due guerre mondiali fa, che vive sola, dolorante ad ogni movimento, con un occhio che vede tutto appannato da 15 anni e l&#8217;altro con la retina danneggiata. Tutto ciò che dista più di un metro, per lei è ombra.</p>
<p>Parliamo del più e del meno, di quello che faccio e di quello che vorrei fare e come ogni volta si va a finire nel solito ciclo di sospiri: &#8220;La vita è dura per i giovani, l&#8217;importante è che ci siano il lavoro e la salute&#8221;.<br />
Poi finiamo a parlare della mia situazione affettiva e allora lei mi parla <em>d&#8217;ì sù marito</em>, degli ultimi anni in cui stavano insieme, di quando se n&#8217;è andato. Poi la saluto, tanti auguri e me ne torno a casa.</p>
<p>Per strada sotto la pioggia scrosciante penso ad un&#8217;esperienza analoga che ho avuto un mesetto fa.</p>
<p>Ero d&#8217;accordo con un amico che sarei andato a trovarlo, ma una volta arrivato a casa sua e suonato il campanello mi apre la nonna, che con un&#8217;espressione delusa mi dice che lui è dovuto scappare per un imprevisto, senza avvertirmi. Mi metto allora a fare due chiacchiere con lei e le chiedo &#8211; con aria allegra e un gran sorrisone &#8211; &#8220;Allora come sta? Tutto bene?&#8221;.<br />
Lei mi guarda con quei due occhi vuoti che aveva dal momento in cui si era affacciata alla porta, e li mi rendo conto di aver fatto la peggiore gaffe del mondo. Diversi mesi prima aveva perso il marito, l&#8217;unica persona che le stesse vicina, no che non stava bene!<br />
Mi riprendo alla meglio, e parliamo un po&#8217;. Mi dice che è fortunata ad avere una famiglia e dei nipoti che le vogliono bene in casa con lei, ma che nonostante questo si sente un vuoto incolmabile dentro. Come diavolo la consoli una persona che sta così? Quando ti sembra che non valga più la pena di vivere per niente, cos&#8217;è che può darti la speranza?</p>
<p>Ogni volta che sente suonare il campanello, spera che sia lui, di ritorno a casa.</p>
<p>Lei cambia argomento, e anche con lei finiamo a parlare di crisi, disoccupazione, e dell&#8217;importanza del lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/12/db2de7aef9bcac751215f8f4e5d8e17e_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1985" title="Sola" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/12/db2de7aef9bcac751215f8f4e5d8e17e_1.jpg" alt="" width="284" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p>Due signore della stessa età, che hanno perso la persona più cara che avessero al mondo, e che non vedono l&#8217;ora di poterla raggiungere in un ipotetico aldilà. Quello che mi chiedo io è come tu possa dirmi che nella vita contano solo il lavoro e la salute!</p>
<p>Abbiamo bisogno di amore! E di un qualcosa da costruire durante la nostra vita, che ci accompagni fino alla vecchiaia e che non possa essere abbattuto facilmente. Test sperimentali hanno dimostrato che purtroppo non basta costruire una fortezza dorata intorno alla persona che si ama, perché nel momento in cui costei verrà a mancare, tutto crollerà e ci renderemo conto di non aver altro. Dobbiamo lavorare molto su noi stessi e sugli altri, mettersi sempre in discussione, fare esperienza, migliorare: questo dev&#8217;essere un valore fondamentale!</p>
<p>Senza lavoro e con meno salute si può anche continuare a vivere, ma se non si ama e non si cresce, si sopravvive soltanto, ed ogni giorno è uguale a quello passato. E quando finiremo la lunga corsa del lavoro, arrivati alla pensione ci accorgeremo forse di non avere veramente niente in mano, qualche soldo, ma niente di più.</p>
<p>Questo è quello che oggi pomeriggio penso che conti davvero nella vita. Ma sono pronto a cambiare idea in ogni momento. <strong>E secondo voi invece, cos&#8217;è che conta davvero nella vita?</strong></p>
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Quando pensiamo ai diritti civili pensiamo agli anni '60 e le marce di Martin Luther King Jr., o le battaglie non-...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 21:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai &#8220;Per non dimenticare&#8221;, ai tragici racconti di gulag, lager, campi di concentramento vari, greti di fiumi indocinesi cosparsi d&#8217;ossa per decine e centinaia di chilometri, ai grandi numeri di morti &#8220;50 milioni durante la seconda guerra mondiale&#8221; &#8211; insomma, siamo abituati a inorridire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai &#8220;Per non dimenticare&#8221;, ai tragici racconti di gulag, lager, campi di concentramento vari, greti di fiumi indocinesi cosparsi d&#8217;ossa per decine e centinaia di chilometri, ai grandi numeri di morti &#8220;<em>50 milioni durante la seconda guerra mondiale</em>&#8221; &#8211; insomma, siamo abituati a inorridire. C&#8217;è chi dice che inorridiamo solo per certe stragi dimenticandone altre, come ad esempio quelle delle foibe. C&#8217;è chi dice che non inorridiamo abbastanza per le stragi che ancora oggi avvengono e di cui poco sappiamo (vedi &#8220;Repubblica Popolare Cinese&#8221;). <strong>Eppure al mondo si festeggia ancora con felicità beota il Columbus Day.<img class="aligncenter size-full wp-image-1699" title="Colon" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/Colon.jpg" alt="Colon" width="326" height="384" /></strong></p>
<p>Il povero Colombo non capì una mazza della sua scoperta. Furono altri Europei a capire per lui. Così alcuni manipoli di reietti, violenti, teste calde e fanatici religiosi  certo non benvoluti nelle loro patrie si lanciarono correndo come forsennati verso la nuova frontiera. Costoro possono essere chiamati Padri Fondatori, essere salpati con la <em>May Flower</em> o portare nomi spagnoli come Hernàn e Francisco e aver viaggiato su caravelle portoghesi o galeoni spagnoli, ma tale resta la loro identità. Possono aver creato faticosamente il futuro di Stati potenti o possono aver passato la loro vita oziosamente come opulenti governatori autodichiarati di paradisi ai limiti del mondo. Tale resta la loro identità.<br />
Ma il vero problema è che le sconfinate terre d&#8217;America non erano disabitate. Si stima che ci vivessero oltre cento milioni di uomini.</p>
<p>Hernàn Cortès arrivò sulle coste messicane con un manipolo di cinquecento soldati. Venuti dal Grande Mare, coperti da brillanti armature di ferro e uniti centaurescamente ad animali mai visti prima, muniti poi di bastoni capaci di sparare fuoco e che parlavano uno strano idioma: agli indigeni parvero dèi.<br />
Hernàn Cortès arrivò sulle coste messicane con un manipolo di cinquecento soldati. Si trovò davanti un impero che si estendeva dal Rio Grande allo Yucatan e rigurgitava quantità d&#8217;oro oniriche, difeso da uomini in gonnella armati di lancia: agli Spagnoli parve il Paese della Cuccagna.<span id="more-1694"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-1700" title="A_006_El_conquistador" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/A_006_El_conquistador.jpg" alt="A_006_El_conquistador" width="350" height="304" /></p>
<p>In pochi anni, con l&#8217;archibugio in spalla, la spada nel fodero, la Bibbia in mano e la sifilide nei pantaloni quel manipolo di Spagnoli spazzò via il secolare Impero Azteco. E con esso, gettò per sempre nell&#8217;oblio una cultura antica e raffinata, che certo avrebbe potuto dare un enorme contributo alla costruzione moderna di una cultura universale.<br />
Certo, era il sedicesimo secolo e le civiltà precolombiane facevano sacrifici umani squarciando il petto del sacrificato, strappandone il cuore e gettandolo nel fuoco sacro ancora pulsante, e quindi erano dei barbari. Anche se&#8230; be&#8217;, se non ricordo male, chiamandoli in altro nome, al tempo c&#8217;era un&#8217;istituzione europea che faceva roba simile, e si ingegnava a torturare un sacco di persone in nome di Dio. Però era diverso, da noi la questione finiva con un gran falò di piazza. E non è rilevante che la religione mesoamericana stesse attraversando un periodo di sincretismo che l&#8217;avrebbe portata ad un maturo monoteismo.<br />
Anyway, la meraviglia di Tenochtitlàn, la capitale Azteca, costruita al centro di un maestoso lago, costellata di mastodontiche piramidi di pietra e collegata a terra da otto colossali ponti, fu abbattuta. Assediata, depredata, data alle fiamme. La popolazione, sterminata. E se qualche Spagnolo moriva, moriva affogato nel lago perché scivolava ma non voleva abbandonare il bottino d&#8217;oro che si portava appresso. Un poeta sconosciuto, azteco, compose questi versi durante le ultime fasi dell&#8217;assedio, prima che città fosse del tutto distrutta. Gli ultimi versi di una civiltà, versi di cui abbiamo la colpa.</p>
<blockquote><p><em>Per le strade solo giacciono dardi spezzati,<br />
I capelli sono sparsi.<br />
Senza tetto sono le case,<br />
arrossati i loro muri.</em></p>
<p><em> Vermi pullulano per strade e piazze<br />
E le pareti sono macchiate di cervelli.<br />
Rosse sono le acque, come se le avessero tinte,<br />
e se le beviamo,<br />
è come se bevessimo acqua al salnitro.</em></p>
<p><em> Percuotevamo i muri di fango nell&#8217;ansia<br />
e ci restava in eredità una rete piena di buchi.<br />
Negli scudi era la nostra difesa,<br />
ma gli scudi non fermano la desolazione.</em></p>
<p><em> Abbiamo mangiato eritrina,<br />
abbiamo masticato gramigna salnitrosa,<br />
pezzi di fango secco, lucertole,<br />
topi, terra fatta polvere, persino i vermi.<br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Piangete, amici miei,<br />
sappiate che con questi fatti<br />
abbiamo perso la nazione messicana.<br />
L’acqua si è inacidita, è diventato acido il cibo!<br />
Questo ha compiuto il Creatore della vita a Tlatelolco.<img class="aligncenter size-full wp-image-1701" title="Tenochtitlan1" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/Tenochtitlan1.jpg" alt="Tenochtitlan1" width="451" height="294" /></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">E gli Aztechi furono solo i primi. Poi fu la volta dei Maya, che avevano dischiuso i segreti dei cicli celesti mentre noi ci azzuffavamo ancora discutendo sul Calendario giuliano. Impero militarmente più debole, ma culturalmente superiore. Facile da buttare giù come un castello di sabbia. E poi, gli Incas. Cancellati dal furbo Pizarro, con soli duecento uomini al seguito ma pronto ad ogni vigliaccheria pur di ritrovarsi coperto d&#8217;oro. Successivamente, fu la volta dei Pellerossa del Nord.</p>
<p style="text-align: left;">Vi fermate mai a pensare a quante pitture, quante poesie, quante canzoni del passato sono andate perdute? Magari bellissime, e create da persone simili a te. Dispiace, nevvero? Certo, a sopravvivere nei secoli sono soltanto le opere davvero più meritevoli.<br />
Ma pensate che gli uomini europei, con la loro mai sopita <em>forma mentis</em> colonialista, hanno cancellato civiltà intere, hanno impedito a me e a voi di godere dei gioielli più alti di culture millenarie, di apprendere da loro allo stesso modo in cui possiamo apprendere da quella indiana, o giapponese: ci hanno impedito di crescere. E tutto per l&#8217;oro, che doveva essere tutto per loro.<img class="aligncenter size-full wp-image-1702" title="PACAL-HEAD-bg" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/10/PACAL-HEAD-bg.jpg" alt="PACAL-HEAD-bg" width="276" height="418" /></p>
<p>Quando avevo nove anni mia mamma mi portò a Venezia a visitare una mostra sui Maya a Palazzo Grassi. Rimasi affascinato da quelle statue verdi di giada, da quei mosaici di guerrieri vestiti di pelli di giaguaro, dai coltelli, dai paramenti sacri, da quegli utensili di ossidiana che non capivo nemmeno a che servissero, da quelle immagini che raffiguravano uomini come me, ma dalle espressioni indecifrabili e dalla testa allungata. Chiesi alla guida perché una civiltà così bella non esistesse più. Lei mi rispose &#8220;Hernàn Cortès sbarcò in Messico nel 1519. Quello fu l&#8217;inizio della colonizzazione delle Americhe, e a mano a mano, i vari imperi che esistevano&#8230;&#8221;.<br />
Non mi disse che eravamo stati noi a distruggerla per sempre. E &#8220;colonizzazione&#8221;, specie alle orecchie di un bambino, non è una parola che ha il suono del ferro e del fuoco. Non ha il rumore di cento milioni di uomini uccisi senza mitraglie, carri armati, gas velenosi, campi di concentramento, esplosivi, bombe atomiche, ma cento milioni di uomini ammazzati a fil di spada, sfondati da archibugi obsoleti, contagiati da malattie. Facile uccidere con le grandi bombe. Per uccidere cento milioni di persone una per una ci vuole una grande arte, che solo gli Europei, finora, hanno avuto.<br />
E non esiste ricorrenza o monumento al mondo che ricordi quest&#8217;ecatombe, questo immenso sacrificio immolato sull&#8217;altare dell&#8217;umana avidità. In compenso esiste l&#8217;idiota Columbus Day.</p>
<p>Si racconta che Huayana Capac, imperatore degli Incas e padre di Athaualpa, l&#8217;ultimo imperatore, ricevesse un indovino in lacrime che diceva di aver veduto un presagio.<br />
Tre aloni attorno alla luna: l&#8217;esterno di fumo, il medio verde scuro e il più interno scarlatto come il sangue. &#8220;<em>Mio signore, tua madre, la Luna, vuole farti sapere che il Creatore Viracocha minaccia la tua stirpe regale e il tuo popolo tutto. Il cerchio di sangue dice che non appena te ne sarai andato a riposare per sempre con tuo padre, il Sole, scoppierà una guerra cruenta, e molto sangue verrà versato. Il secondo cerchio, quello verde scuro, dice che la guerra distruggerà il tuo impero. Il terzo, di fumo, dice che tutto arderà&#8230;</em>&#8220;.<br />
E si racconta che proprio in quel momento, affannato, irrompesse nella sala un messaggero con notizie urgenti dai confini.</p>
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