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	<title>To Honolulu &#187; Relazioni interpersonali</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Cari Massimo e Giorgio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 22:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Massimo e Giorgio, quest&#8217;anno siete stati delle merde. Lo capite che i regali vanno fatti a Natale, non quando si sentono in cuore? Altrimenti io qui fallisco. Già c&#8217;è la crisi. Per favore, venitemi incontro e inoltratemi qualche ordine. E&#8217; un ordine. E&#8217; vero, come  organizzazione fa un po&#8217; acqua. La gente si stressa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/12/babbo-natale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3169" title="babbo natale" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/12/babbo-natale.jpg" alt="" width="491" height="369" /></a></p>
<p>Cari Massimo e Giorgio,</p>
<p>quest&#8217;anno siete stati delle merde. Lo capite che i regali vanno fatti a Natale, non quando si sentono in cuore? Altrimenti io qui fallisco. Già c&#8217;è la crisi. Per favore, venitemi incontro e inoltratemi qualche ordine. E&#8217; un ordine.</p>
<p>E&#8217; vero, come  organizzazione fa un po&#8217; acqua. La gente si stressa a inventarsi i regali più adatti e allora si ritrova ad arrangiarsi con cazzate costose o di moda con sopra un marchio che ne dovrebbe essere il valore. Si spendono un sacco di soldi, le paranoie sull&#8217;opportunità di fare un regalo sì ma di che tipo e quanto ci voglio spendere si appiccano da persona a persona come fiamma da foglia a foglia, la gente sta ore in automobile per andare ai centri commerciali, ingrassa di brutto perché non muove mai il culo (io sono grasso perché non dico mai di no, ma sport ne faccio) e come se non bastasse per un mese all&#8217;anno ho la posta totalmente intasata, quindi se mi arriva una bolletta o una lettera dalla casa di massaggi di Bangkok (ho piccole quote di alcune società, affari miei) è probabile mi sfugga. Ma che ci volete fare? Gli affari sono affari. E se non guadagno come li pago gli elfi? Hanno anche messo su un sindacato&#8230;</p>
<p>Sapete, voi sareste piaciuti a mio fratello. Ma è molto tempo che non c&#8217;è più. Lui si faceva spedire le lettere tutto l&#8217;anno. E le persone gli dicevano che cosa volevano regalare, non che cosa volevano ricevere. Babbo Donato. Gestivamo l&#8217;azienda insieme, ma le cose così non andavano, eravamo a crescita zero. Poi una volta ci fu una discussione&#8230; Lui voleva che ritagliassimo la nostra quota di utili per iniziare a fare anche noi dei regali, ma&#8230; era tanto tempo fa, ancora avevamo pochi soldi, che potevo fare? Tirar fuori altri soldi dal cappello? E glielo dissi: &#8220;Io ho quel che ho, Donato&#8221;. Lui mi guardò con uno sguardo strano e mi rispose &#8220;Io ho quel che ho donato&#8221;.</p>
<p>Forse non erano idee sbagliate, ma come si fa a conciliarle con questa vita qua? Mi hanno detto che l&#8217;hanno visto regalare sementi ai contadini rovinati del Bengala, lavorare con loro. Sempre col suo ridicolo vestito verde.</p>
<p>Vabbè, alla fine non siete poi così male. Il vostro quest&#8217;anno l&#8217;avete fatto, e per quanto giustamente vi chiediate di più, alla fine siete sempre nella lista dei buoni. Vedrò che cosa mi è rimasto e vi potrò mandare &#8211; ma Massimo non aspettarti obbiettivi per la macchina fotografica grossi come tronchi, e Giorgio non ti aspettare stilografiche col pennino in palladio.</p>
<p>Intanto vi auguro un Natale splendido, denso (come il miele) di quel sentimento di calore e festa che sa portare, in compagnia, a riparo dal freddo, con un grande pasto e vino buono, un Natale di regali sentiti, coronamento di questo anno di Nostro Signore 2010, capace di rasserenare la mente per tirare le giuste conclusioni sulla propria vita quando sarà il momento. Ma in fondo, aldilà di ogni augurio, il segreto del Natale è forse quello del creare una scusa buona per passare del tempo &#8211; fosse anche solo un giorno &#8211; esattamente come tu desideri.</p>
<p>Avanti e in alto,</p>
<p>Babbo Natale</p>
<p>P.S. Fortunelli, mi sono rimasti i preservativi al mango.</p>
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		<title>Leggere leggere leggere (i nostri due)</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 09:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Guarda guarda chi si incontra sul treno!» «Ciao carissimo, che coincidenza! Anche tu in viaggio, stasera?» «Così pare! Allora, che si dice di bello? E a chi lo porti quel girasole enorme?» «Sai, le solite cose… Ero a Firenze per lavoro, ed è stata una giornatina stancante. Il girasole, strano eh? Sai, non vedo mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Guarda guarda chi si incontra sul treno!»</p>
<p>«Ciao carissimo, che coincidenza! Anche tu in viaggio, stasera?»</p>
<p>«Così pare! Allora, che si dice di bello? E a chi lo porti quel girasole enorme?»</p>
<p>«Sai, le solite cose… Ero a Firenze per lavoro, ed è stata una giornatina stancante. Il girasole, strano eh? Sai, non vedo mia sorella da diversi mesi, e oggi viene a prendermi alla stazione. E’ il suo fiore preferito…»</p>
<p>«Benone, benone&#8230; e io che mi immaginavo chissà quale tresca!»</p>
<p>«E tu invece che combini? E’ da un bel po’ che non ho tue notizie!»</p>
<p>«Mah, si studia, si gira in bici, si fa l&#8217;amore&#8230; poi ora si legge!»</p>
<p>«Esaustivo e chiaro come al solito… E insomma, che leggi di bello?»</p>
<p>«Guarda, mi ero portato dietro la settimana enigmistica, però prima di arrivare in stazione mi è successo una cosa strana.»</p>
<p>«Ah sì? Che cosa?»</p>
<p>«Ero in bici, avevo appena salutato la mia bella e stavo ripartendo, quando un tizio in cappotto mi si è praticamente gettato sotto le ruote tendendomi questo libro qua, e dicendomi che era un regalo.»</p>
<p>«“Sessanta racconti”, di Buzzati.»</p>
<p>«Io lì per lì non ho saputo che dire&#8230; Ho balbettato un &#8220;Guarda che lo leggo, eh!&#8221; e oh, sembrava che ci tenesse tanto a darmelo! E in effetti è stata una sorpresa piacevolissima.»</p>
<p>«Che strano… Non è che per caso questo tipo era un ragazzo sulla ventina, alto, occhi azzurri, e con addosso una giacca grigia?»</p>
<p>«Mah, guarda, alto e giovane sì, però al colore degli occhi non c&#8217;ho fatto caso. Comunque portava un cappotto nero lungo, non una giacca grigia. E aveva un orecchino ad anello parecchio grosso. Perché?»</p>
<p>«No, allora è un’altra persona. Che strano… Sai, mi è successa una cosa identica, mentre facevo la coda per il biglietto. Mi si avvicina questo ragazzo, e mi dice che vuole regalarmi un libro. “Addirittura?” gli rispondo io. Lui semplicemente si raccomanda che lo legga, e se ne va. Questo è il libro che mi ha dato, mi ha detto che ci teneva molto.»</p>
<p>«Oh-ho-ho! &#8220;La città della gioia&#8221;, di Dominique Lapierre!»</p>
<p>«Ah, lo conosci?»</p>
<p>«No. Ma diavolo, il titolo esalta!»</p>
<p>«A quanto pare parla dell’India, non ho mai letto niente a riguardo… Non conoscendo la situazione, mi sento un po’ ignorante. Il tuo invece che roba è?»</p>
<p>«Ho iniziato a sfogliarlo&#8230; sono racconti brevi. Non avevo mai letto nulla del genere. Ti lasciano una sensazione strana. Ma non vedo l&#8217;ora di finirli tutti.»</p>
<p>«Sai che adesso mi hai messo la curiosità… Anche io voglio iniziare a leggerlo. Se per lui era così importante sicuramente sarà una bella lettura. Tra l’altro che cosa strana che due ragazzi ci abbiano regalato dei libri, a noi, perfetti sconosciuti. Non capita certo tutti i giorni un’esperienza del genere. Chissà come gli è venuto in mente&#8230;»</p>
<p>«Eh, già! Ma per fortuna che di cose strane ne succedono. La notte è lunga, il treno va lontano. Leggiamo?»</p>
<p>«Leggiamo.»</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/2409598529_c9673564fe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2599" title="Leggere in treno" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/2409598529_c9673564fe.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p>Ieri 26 marzo 2010 si è svolta un&#8217;iniziativa personale collettiva: dona un libro a uno sconosciuto, o a qualcuno che vedi sempre ma con cui non parli mai.<br />
<strong>A voi come è andata? Che libro avete regalato?<br />
</strong></p>
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Be', sciocchini, ve lo spiego subito.

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Non è un festival dei più prestigiosi, dei meglio organizzati o dei più...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Tutti i cadaveri sono uguali. Gli uomini, non so.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno si mise a recitare il Kaddìsh, la preghiera dei morti. Non so se è già successo nella lunga storia del popolo ebraico che uomini recitino la preghiera dei morti per sé stessi&#8230; (Elie Wiesel, La Notte) Anche quest&#8217;anno ecco che rimbomba nella commozione di massa la magica formula &#8220;Per non dimenticare&#8221;. Formula capace di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote style="text-align: left;"><p><em>Qualcuno si mise a recitare il Kaddìsh, la preghiera dei morti. Non so se è già successo nella lunga storia del popolo ebraico che uomini recitino la preghiera dei morti per sé stessi&#8230; (Elie Wiesel,</em> La Notte<em>)</em></p></blockquote>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_2182" class="wp-caption aligncenter" style="width: 332px"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Dachau-ingresso-al-lager.jpg"><img class="size-full wp-image-2182   " title="Dachau - ingresso al lager" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Dachau-ingresso-al-lager.jpg" alt="" width="322" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">Suonare al campanello.</p></div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Anche quest&#8217;anno ecco che rimbomba nella commozione di massa la magica formula &#8220;Per non dimenticare&#8221;. Formula capace di assolvere chiunque dai propri peccati quotidiani &#8211; perché diamine, io quello che è accaduto nei campi nazisti non me lo dimentico mica, eh. Il che fa di me una persona migliore.</p>
<p style="text-align: left;">Be&#8217;, io non-ho-dimenticato la seconda declinazione dei sostantivi latini, embè? Che effetto ha sulla mia vita? Il punto non è non dimenticare. Il punto è ricordare, osservare, imparare e agire di conseguenza. Per &#8220;non dimenticare&#8221; basta avere in casa un libro che ne parli. In verità, è molto comodo. Ma per ricordare, osservare, imparare e agire di conseguenza è necessario voler cambiare la propria vita, essere coerenti e insomma, fare uno sforzo alzando il culo del nostro pigro cervello. E fa fatica.</p>
<p style="text-align: left;">Ci si sgola ostentatamente per evidenziare quanto siamo sensibili a non voler più che dieci milioni di persone vengano uccise sistematicamente nell&#8217;anima e nel corpo dal frutto infernale di un&#8217;ideologia sbagliata, velenosa e immeritevole di ogni appello.<br />
Ci si stringe accoratamente attorno agli ebrei &#8211; nonostante il resto dell&#8217;anno si trattino come una malvagia lobby complottista mangiapalestinesi.<br />
Si ricordano con voce sommessa i milioni di zingari uccisi &#8211; nonostante il resto dell&#8217;anno si trattino come malviventi che vogliono rubarti l&#8217;auto e stuprarti la figlia.<br />
Si guarda il cielo pensando alle centinaia di migliaia di uomini ammazzati perché omosessuali &#8211; nonostante il resto dell&#8217;anno non si faccia altro che sottolineare quanto siano contronatura e insopportabili a vedersi.<br />
Si stringono i pugni con in mente i dissidenti politici fatti fuori &#8211; nonostante il resto dell&#8217;anno ci si azzuffi ciecamente in risse al coltello con chiunque in politica la pensi in modo diverso da noi.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;incoerenza da questo punto di vista è l&#8217;unico peccato che esista. E non basta pubblicare un link su FaceBook con scritto &#8220;Per non dimenticare&#8221;, per essere assolti.<br />
Perché? Ma perché la coerenza con le proprie idee è il più potente scudo contro la nascita di nuove ideologie genocidiali. Se si riesce ad arpionare le belle idee di uguaglianza che stanno appese in cielo e farle diventare materia, terra, cosa, se si ha il coraggio di rendere concrete quelle idee, di far loro mettere radici profonde nella quotidianità, allora e solo allora si sarà protetti da un domani in cui le pagine buie della storia si potrebbero ripetere. Proprio perché questo non è avvenuto, in Cina e chissà in quanti altri posti esistono ancora campi di concentramento. E nessuno lo grida. Nessuno lo denuncia. Non gli esponenti religiosi, buoni solo a pontificare e che valgono tanto quanto i vestiti che indossano. Non i politici, impegnati a mantenere salde le partnership economiche. Nessuno che abbia qualche potere mediatico. Ma tutti, contriti, fingono di piangere su dieci milioni di persone uccise e che continuano a morire per mano loro sempre di più perché fanno del ricordo una declinazione latina, non un&#8217;educazione alla vita.</p>
<p style="text-align: left;">La vita vale sempre la pena di essere vissuta. Ciò non toglie che sia una puttana. C&#8217;è la malaria, l&#8217;AIDS, il colera, la cecità, la povertà, la pazzia, l&#8217;autismo, la fame e la sete, l&#8217;emarginazione, l&#8217;incertezza del domani, la depressione, la morte termica dell&#8217;Universo. Ci sono le ingiustizie della fortuna, i desideri irrealizzabili, i sogni infranti. Ci sono i sogni mai nati.  Ci sono le alluvioni e le siccità. Il deserto avanza, i ghiacciai si sciolgono. C&#8217;è l&#8217;ignoranza, l&#8217;analfabetismo, l&#8217;incapacità di comunicare, di esplorarsi, di conoscersi, di avere sentimenti ampi, di amare. C&#8217;è il buio dentro. C&#8217;è la morte, ad ogni angolo, che anche se pare debba passarci sempre lontana invece prima o poi arriva sempre così vicina che ne possiamo sentire agghiacciati l&#8217;alito freddo. E nonostante questo, nonostante  tutto questo noi, uomini, abbiamo il coraggio imbecille di buttare nel cesso tempo ed energie a farci la guerra fra di noi, ad odiare le nostre differenze fisiche e ideali, a crederci superiori invece di considerarci tutti, tutti e dico tutti fratelli, figli della stessa splendida puttana di Madre Natura, invece di concentrare le nostre energie nell&#8217;affrontare questi veri problemi, questi problemi che sono il nostro destino comune! Diamo spazio a vescovi negazionisti e ci indignamo ma lasciamo morire a terra uomini uguali a noi nella strada in cui abitiamo.</p>
<p style="text-align: left;">Io sono insopportabilmente stanco dei &#8220;Per non dimenticare&#8221;. Non dimenticare non serve a niente. Lo chiamano &#8220;Olocausto&#8221;. &#8220;Sacrificio&#8221;. Ma sacrificio di che cosa? Sacrificio di dieci milioni di vite sull&#8217;altare dell&#8217;umana follia? Altare che è ancora oggi coperto di allori, a cui ancora oggi si avviano coi polsi abbelliti da catene di ferro e i capelli intrecciati di sangue rappreso i dissidenti cinesi, venezuelani, nigeriani? Un sacrificio assai inutile, perché nessuno di noi ha dimenticato eppure continua ad accadere. Ancora e ancora. Preferisco chiamarlo <em>Shoah</em>, desolazione, anche se per i puristi indica solo lo sterminio degli ebrei. Ma dopotutto sei milioni di quei dieci milioni di morti furono ebrei, e il 60% è pur sempre il pacchetto di maggioranza.</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_2175" class="wp-caption aligncenter" style="width: 399px"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/esecuzione-capitale-allinterno-di-un-campo-di-lavoro.jpg"><img class="size-full wp-image-2175 " title="esecuzione-capitale-allinterno-di-un-campo-di-lavoro" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/esecuzione-capitale-allinterno-di-un-campo-di-lavoro.jpg" alt="" width="389" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">La Repubblica Popolare Cinese non dimentica lo sterminio nazista. Ha preso appunti.</p></div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>E&#8217; curioso come tutti i cadaveri siano commoventemente uguali, a settant&#8217;anni di distanza.<br />
Ed è altrettanto curioso come invece questo non valga per gli uomini vivi che vivono con noi il presente.</strong></p>
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"Prima vennero per i comunisti, ed io non dissi niente perché non ero comunista. Poi vennero a prendere i socialdemocratici, ed io non dis...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/01/come-diventare-vampiro-perche-diventare-vampiro-435.htm" title="&quot;Come diventare vampiro&quot;. Perchè diventare vampiro?">&quot;Come diventare vampiro&quot;. Perchè diventare vampiro?</a><br /><small>

Storie, film e libri sui vampiri ci sono sempre stati. Io non ho visto l'ultimo Twilight, ma sono cresciuto con Buffy, e devo dire che n...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Una vita da promoter</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 08:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ lunedì e sono le 10 di mattina. Entro nel centro commerciale, la cattedrale del consumismo. Non so come mai sia così affollato, davvero la gente non sa che fare? Saremo anche in crisi, non ci sono i soldi per mangiare, però guarda quanti escono col cellulare nuovo! Sono passati 6 secondi da quando sono [...]]]></description>
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<p>E’ lunedì e sono le 10 di mattina. Entro nel centro commerciale, la cattedrale del consumismo. Non so come mai sia così affollato, davvero la gente non sa che fare? Saremo anche in crisi, non ci sono i soldi per mangiare, però guarda quanti escono col cellulare nuovo! Sono passati 6 secondi da quando sono entrato e un tizio in giacca e cravatta da dietro un banchino mi propone un “convenientissimo” conto bancario. “No grazie, ce l’ho già” “Ma il nostro ha il tasso di interesse più&#8230;” Me lo lascio alle spalle, ti ho detto che ce l’ho già, e poi me lo chiedi tutti giorni!<br />
Proseguo, e dopo un po’ vengo avvicinato da una ragazza “Ti va di assaggiare il nostro caffè?” “No, grazie, ho fatto colazione adesso, magari più tardi”. Non ti lasciano tregua questi promoter!<br />
Entro nel negozio di elettronica e mi avvicino al reparto informatico, intanto mi metto il cartellino e mi tolgo la felpa per sfoggiare la mia maglietta sponsorizzata. “Buongiorno collega!”. Eh sì, sono un promoter anch’io.</p>
<p>Il periodo natalizio è quello con la maggior concentrazione di promoter sulla superficie terrestre. Ogni azienda deve promuovere, e allora spuntano ovunque giovani e meno giovani che promuovono auto, macchine da caffè, depuratori per l’acqua, rasoi.. E c’è chi promuove un noto marchio di computer e stampanti, ovvero io.</p>
<p>Quest’anno ho scelto di fare il promoter per due mesi non solo per lavoro, ma soprattutto per motivi di studio. E’ infatti interessante vedere come si comportano le persone, come puoi manipolarle e portarle verso un prodotto migliore. Ah, a proposito, tengo a precisare che &#8211; per fortuna &#8211; promuovevo un marchio veramente buono, e quindi sono in pace anche con la coscienza. In questo periodo ho venduto una stampante più o meno a tutti: amici che venivano a trovarmi a lavoro, altri promoter. Giorgio stesso è un cliente soddisfatto.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/promoter.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2089" title="promoter" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/promoter.jpg" alt="" width="500" height="448" /></a></p>
<p><span id="more-2079"></span>Se dall’esterno i promoter sembrerebbero capaci di venderci anche la loro mamma, in realtà sono dei ragazzi normalissimi, che nella maggior parte dei casi sono totalmente disinteressati dal venderti qualcosa. Non per niente si chiamano promoter. Sono figure che non necessariamente devono vendere (per quello ci sono i venditori), ma son li per dimostrare al cliente che il marchio è presente sul punto di vendita anche tramite una persona fisica in grado di consigliarti. Certo, se vendi è meglio.</p>
<h3>Come si diventa promoter?</h3>
<p>Io non ricordo bene come ho iniziato, ma è stato 3 anni fa, probabilmente registrandomi al sito dell’agenzia online e inviando il curriculum. In pratica ti registri, e loro quando hanno bisogno di qualcuno per una giornata promozionale mandano una mail. Il primo che risponde dando disponibilità è il fortunato vincitore. A seconda del tipo di prodotto da promuovere vieni addestrato, ovvero devi subire delle pallosissime sessioni di training, se sei fortunato online, altrimenti in posti lontani, come Roma e Milano. Se siete di Roma vedrete che il training si svolgerà senza dubbio a Milano, e viceversa. Come avrete notato, non ho parlato né di colloqui, né di prove. Non ne ho parlato perché non ci sono. Solo semplici training, quando va bene. Questo è il motivo per cui certe volte ci imbattiamo in alcuni promoter che hanno mezzo neurone in capo, senza neanche il minimo sindacale di predisposizione per il lavoro col pubblico, e a volte in altri che sanno poco e niente del prodotto che promuovono.</p>
<p>La vita del promoter può non essere semplice. La paga varia da agenzia ad agenzia, ma solitamente si aggira tra i 40 e i 60 euro al dì. E’ un lavoro occasionale, che non dà sicurezze economiche, a meno che tu non sia un promoter fisso. Quasi sempre c’è da lavorare nel weekend, nei festivi, e a volte mi è capitato di ricevere mail la sera che chiedevano di lavorare la mattina dopo. Se sei donna può essere richiesto di mettere la coscia in vista, o di vestirsi da mamma natale. Nella maggior parte dei casi, sei costretto a stare in piedi per 8 ore, nel mio caso con gran goduria dei talloni.</p>
<p>Passare una giornata in un supermercato, sotto i neon, in mezzo alla folla, è molto stressante. Anche nei momenti di pausa e quando c&#8217;è poca gente, non è facile riuscire a tirar fuori qualche pensiero razionale, ed è impensabile portarsi un foglietto di carta per scrivere, o che so, ripassare per l&#8217;esame che si ha tra qualche giorno. C&#8217;è qualcosa nell&#8217;aria che lo impedisce. Inoltre vi auguro di non essere gli unici promoter sul posto, e di poter scambiare due chiacchiere con qualcuno.</p>
<h3>Come si diventa dei buoni promoter?</h3>
<p>Nella mia breve esperienza ho trovato un paio di  best pratices che ogni promoter dovrebbe applicare per risultare quantomeno non sgradevole.</p>
<p>Prima cosa importantissima, e non solo nel lavoro: <strong>salutiamo</strong>! Buongiorno, buonasera, buon cosa volete, ma salutiamo! E questo non solo per i promoter, ma anche per i clienti, perché la situazione attuale è che siamo in un paese di cafoni, ecco. E poi se si saluta si appare molto più cortesi e accomodanti. Fine del pistolotto.</p>
<p>Una cosa fondamentale è non aggredire il cliente, perché a meno di non avere il nostro stand e dovercelo necessariamente portare, dovremmo lasciargli un po’ di tempo per valutare i prodotti e farsi un minimo di idee proprie. Così dopo che ha visto quali sono le alternative possiamo parlargli di quanto è buono il nostro prodotto. Se lo aggrediamo subito, facciamo un brutta impressione e mentre parleremo lui con lo sguardo cercherà di vedere le alternative, senza ascoltarci.</p>
<p>Inoltre, è importante dare consigli veritieri, uscendo dalla figura del promoter. Se crediamo davvero che il prodotto sia buono, diciamo che lo pensiamo anche in veste ufficiosa, e non solo perché siamo pagati per farlo. Se usciamo dalla nostra veste, il nostro consiglio diventa molto più efficace.  Vale anche per il contrario, se promuoviamo un prodotto che non ci piace, facciamo il minimo indispensabile e cerchiamo di limitare il danno. Oppure non accettiamo il lavoro quando ci viene offerto. Ho sperimentato sulla mia pelle che non c’è cosa peggiore nel dover essere pagato per promuovere quello che reputi il peggiore antivirus sul mercato! Nessuno deve poter comprare le nostre idee e la nostra opinione, ricordatelo sempre!</p>
<p>Infine non lasciatevi abbindolare dagli incentivi sulle vendite, che vengono proposti a volte per spingere determinati prodotti rispetto ad altri. Può succedere che con la promessa di pochi euro ci facciano perdere la nostra oggettività. L’ho visto in pratica negli ultimi giorni di lavoro, quando per ricevere un incentivo di 3 euro un ragazzo cercava di vendere un computer da 399 euro ad un cliente che voleva un modello da 250 di pari caratteristiche.</p>
<p>Messaggio per i promoter: non fatevi comprare, e sfruttate la vostra posizione e influenza in modo positivo.<br />
Messaggio per i clienti: son ragazzi, che probabilmente hanno ripiegato su questo lavoro come ultima possibilità. Non prendeteli a manate nel viso di default, fatelo solo se lo meritano davvero. Certo, capita di trovare l&#8217;incompetente, ma si trovano anche molte persone in gamba capaci di consigliarvi. Comunicate.</p>
<p>La mia esperienza nel complesso è stata molto positiva, ho conosciuto diverse persone simpatiche, ho avuto modo di relazionarmi con molti clienti e osservare le loro reazioni, e mi son pagato i regali di Natale! Sicuramente un lavoro simpatico da fare una volta ogni tanto, però non lo terrei in considerazione come impiego fisso!<br />
Detto questo, mi tolgo maglietta e cartellino, e torno in borghese, anche per oggi la giornata è finita.</p>
</div>
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		<title>Il compromesso mancante (che poi un compromesso non è)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Davanti allo specchio (Riflessioni)]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni interpersonali]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[In un post di qualche tempo fa, Giorgio aveva parlato di Mediazione dei conflitti. Oggi vorrei provare a trattare un argomento a monte, ovvero la prevenzione dei conflitti. Per prevenire un conflitto &#8211; quando è possibile &#8211; bastano veramente pochi accorgimenti. Per cominciare, dividerei i conflitti in due categorie, orizzontali e verticali. I conflitti orizzontali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">In un post di qualche tempo fa, Giorgio aveva parlato di <a href="http://2honolulu.it/2008/12/gestione-dei-conflitti-formula-magica-diplomatica/" target="_blank">Mediazione dei conflitti</a>. Oggi vorrei provare a trattare un argomento a monte, ovvero la <strong>prevenzione dei conflitti</strong>.</div>
<div id="_mcePaste">Per prevenire un conflitto &#8211; quando è possibile &#8211; bastano veramente pochi accorgimenti.</div>
<div id="_mcePaste">Per cominciare, dividerei i conflitti in due categorie, orizzontali e verticali.</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>I <strong>conflitti orizzontali</strong> sono i tipici &#8220;muro contro muro&#8221;, nel quale una parte cerca di prevalere sull&#8217;altra, ed entrambe hanno lo stesso potere.</li>
<li>I <strong>conflitti vertical</strong>i sono invece quelli in cui una parte è subordinata all&#8217;altra, ad esempio famiglia-figlio, stato-cittadini, eccetera.</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Per dare un&#8217;anticipazione in due parole, penso che ogni conflitto si possa prevenire con dei <strong>compromessi</strong> e con un po&#8217; di <strong>tatto</strong>.<span id="more-1993"></span> Trovo che un esempio funzioni meglio di mille spiegazioni, quindi proverò a raccontare alcune situazioni di conflitti con storie vere, opportunamente adattate e modificate.</p>
</div>
<h3><strong>Storia 1</strong></h3>
<blockquote>
<div><span style="color: #000080;">Un cliente entra nel negozio di un orologiaio, e dopo essersi fatto consigliare diversi modelli, sceglie finalmente quello da comprare.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">C: &#8220;Quanto costa quest&#8217;oggetto?&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">N: &#8220;Sono 640 euro.&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">C: &#8220;E&#8217; un po&#8217; troppo, al massimo sono disposto a spendere 550 euro!&#8221;</span></div>
<div><em><span style="color: #000080;">A questo punto il negoziante può scegliere se rifiutarsi di vendere l&#8217;orologio al cliente, sperando di riproporlo al prossimo a prezzo pieno, oppure &#8211; conoscendo il margine di guadagno sull&#8217;oggetto &#8211; andare incontro al cliente, abbassando un poco il prezzo.</span></em></div>
<div><span style="color: #000080;">N: &#8220;Guardi, faccio un sacrificio e glielo lascio a 600 euro. Però di più non posso scendere.&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">C: &#8220;Affare fatto!&#8221;</span></div>
</blockquote>
<div>Facendo questa scelta l&#8217;orologiaio vince due volte, perché guadagna comunque sull&#8217;orologio, e inoltre si assicura un possibile futuro acquisto da parte del cliente. Il cliente da parte sua è soddisfatto, ha risparmiato e trovato un posto nel quale potrà tornare a fare affari. Sono soddisfatti entrambi perché hanno trovato un <strong>compromesso </strong>che li fa uscire entrambi contenti dalla trattativa.</div>
<div>Viene da se che il compromesso non sarebbe stato possibile se uno dei due fosse rimasto fermo sulla propria posizione, ad esempio il negoziante (o il compratore) non avesse accettato di trattare il prezzo. Risultato: nessuna vendita immediata e nessun cliente soddisfatto.</div>
<div>In questo caso <span style="text-decoration: underline;">i poteri si controllano a vicenda</span>, e perché avvenga la trattativa è necessario scendere a patti.</p>
</div>
<h3>Storia 2</h3>
<blockquote>
<div><span style="color: #000080;">Anna e Mirko stanno ormai insieme da 1 anno, si vogliono un gran bene, e sono entrambi due gran testardi. Le cose tra loro vanno benissimo, fino al momento in cui c&#8217;è da decidere qualcosa insieme. Recentemente hanno deciso di fare un viaggio, ma al momento della scelta della destinazione hanno iniziato ad avere i primi problemi. Lei voleva andare a Berlino, città che sogna di visitare da sempre, e dove vivono alcuni amici che ha conosciuto al mare anni prima; a lui invece Berlino non piace, preferisce una città spagnola. A nulla valgono le discussioni, le ragioni di lei, e le opposizioni di lui. Nessuno dei due è disposto a mettere in discussione la propria posizione, e anzi, più l&#8217;altro cerca di minarla, più strettamente vi si appiglia. A questo punto quasi non conta più il viaggio: l&#8217;importante è avere ragione.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">Ovviamente il viaggio salta, e probabilmente a breve, i due si lasceranno.</span></div>
<div><span style="color: #000080;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Bum-bum.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2064" title="Bum bum" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/Bum-bum.jpg" alt="" width="378" height="255" /></a></span></div>
</blockquote>
<div>In questo caso non è stato possibile ottenere il compromesso, per via dei caratteri cocciuti dei due.<br />
<span style="text-decoration: underline;">I poteri si scontrano</span>, è un muro contro muro, una prova di forza, dalla quale solo uno, o nessuno, uscirà vincitore. Questa situazione, apparentemente irrisolvibile, diventa banale se si considera quello che dovrebbe essere ovvio. Stiamo parlando di una coppia, e se davvero ci si vuol bene, allora l&#8217;interesse primo dev&#8217;essere quello di riuscire a prendere decisioni insieme, anche avvicinandoci all&#8217;altro. E questo avvicinamento non è assolutamente un atto di sconfitta, ma tutto il contrario, è un atto d&#8217;amore!</div>
<div>Se l&#8217;interesse principale è tutelare il rapporto con l&#8217;altro, allora la propria testardaggine passa completamente in secondo piano, e se entrambi facessero questo ragionamento sicuramente si ritroverebbero nella situazione &#8220;dai decidi tu! No, dai voglio che sia tu a scegliere!&#8221;. Opposta!</div>
<div><strong>Chiediamocelo, è più importante avere ragione, o mantenere la serenità nel rapporto?</strong> Quest&#8217;esempio riguarda una coppia, ma è la stessa cosa tra amici, colleghi, parenti e tutte le persone alle quali siamo molto legati.</p>
</div>
<h3>Storia 3</h3>
<blockquote>
<div><span style="color: #000080;">I protagonisti sono madre e figlia e la situazione è quella in cui nessun figlio vorrebbe mai trovarsi: essere messo in punizione.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">M: &#8220;Basta, da oggi niente più amici, niente più macchina, niente feste, aperitivi e cene; non uscirai di casa fino a che non sarai in pari con gli esami, e guai se ti vedo prendere una matita o un colore per disegnare. Tu devi solo studiare, gli artisti non sono nessuno a questo mondo! Studia e rendici felici per tutto quello che abbiamo fatto per te!&#8221;</span></div>
<div><span style="color: #000080;">La giovane studentessa sarebbe tranquillamente in grado di poter fare tutte le cose che le sono state negate, e insieme portare avanti lo studio. Negli ultimi tempi non c&#8217;è riuscita perché non si sentiva bene con se stessa, e proprio adesso che le cose stavano ricominciando ad ingranare, ecco, è tutto perso.</span></div>
<div><span style="color: #000080;">F: &#8220;Ma se non posso fare quello che voglio, allora butto via anche lo studio, d&#8217;altra parte non sono io che voglio diventare dentista, siete voi che volete vedermi laureata ad ogni costo! Io sarò una pittrice, capito? Pittrice!&#8221;</span></div>
</blockquote>
<div>Questo è un conflitto verticale, la figlia è subordinata alla madre perché questa <span style="text-decoration: underline;">ha potere economico su di lei</span>. E non può permettersi di andarsene di casa, di continuare la sua vita da sola. Allo stesso modo non può fare proposte a chi non vuole saperne: non può trovare un compromesso. Per risolvere il conflitto, qualcuno dovrebbe parlare con la madre, e cercare di farla ragionare, in modo che capisca che quello che lei vuole non necessariamente è quello che vuole la figlia, e nemmeno la cosa migliore.</div>
<div>Ma qui vorrei parlare di prevenzione, e non di risoluzione, di prevenzione nel caso fossimo al posto della madre. Purtroppo quando si ha potere è facile prendere decisioni che per noi vanno bene, senza considerare minimamente le conseguenze che possono avere sugli altri. Per evitare questo, bisogna sviluppare un po&#8217; di tatto e di sensibilità; provare a capire l&#8217;altro, ed è proprio da questa posizione che l&#8217;atto d&#8217;amore di cui ho parlato prima diventa più difficile: quando si è il carnefice. Siamo buoni tutti ad essere bravi e comprensivi quando siamo vittime.</div>
<div><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/equilibrio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2067" title="equilibrio" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/01/equilibrio.jpg" alt="" width="453" height="230" /></a></div>
<div>Penso che queste tre storie, sintetizzino la maggior parte dei conflitti con i quali abbiamo a che fare, e che soprattutto possiamo evitare di creare.</div>
<div>Non sono dati scientifici, non sono uno psicologo, e non ho studiato scienze sociali. Tuttavia mi sembrano atteggiamenti così semplici da mettere in pratica una volta che ne siamo coscienti, che non vorrei sentire nessuna delle persone che ha letto questo post lamentarsi di un conflitto che ha creato. Perlomeno, non con le persone a cui tiene.</div>
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E' estate. La cicala se ne sta sul lato della via con la sua chitarra. Canta vecchie canzoni dell'Equipe 84 e di Battisti. Passa una for...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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