apr 28 2010

Seminario Vallauri 2010 – Partenza!

Ogni 25 dicembre è Natale; ogni 1 gennaio è Capodanno; ogni 1 maggio è la festa dei lavoratori, e proprio nei giorni a cavallo di questa ricorrenza, si svolge annualmente il seminario in Cadore del prof. Lombardi Vallauri. Anche quest’anno, come quello passato, stiamo preparando le valigie, pronti per partire domani mattina.

Questo seminario è organizzato per le matricole che frequentano il corso di filosofia del Diritto, e se è vero che vale come 1/3 di voto d’esame, è altrettanto vero che è una splendida esperienza di vita, per questo attendiamo a gloria questi 5 giorni per tutto l’anno (anche perché del voto non ce ne facciamo granché).

Coloro che non sapessero di cosa si tratta possono leggere i post sul seminario dell’anno scorso, Glauco e Un’ora di silenzio.

Prima di partire vogliamo condividere con voi lettori un particolare molto bello di questo seminario, ovvero la lettura del motto. L’ultima sera, disposti in cerchio, ognuno dice a tutti gli altri il proprio motto, che ha preparato durante i 4 giorni precedenti, inventandolo, citandolo, o copiandolo da un sito di aforismi di Jim Morrison. Tutti i motti dell’anno scorso sono stati trascritti e noi ve ne proponiamo alcuni scelti tra i più interessanti e divertenti, così non sentirete la nostra mancanza.
Buona lettura, e a risentirsi il 3 maggio!

“Nulla accade se non l’hai sognato prima”

“Affrettati lentamente”

“Caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmarsi”

“Saremo l’incubo degli annoiati”

Panta rei» , ma intanto rompe i coglioni!”

“Se non t’importa dove sei non ti sei perso”

“E fu subito pera”

“Sembrava che non ce la fava”

“Sono meglio queste montagne di Sky HD”

“D’altronde io non muoio: arrocco”

“Quando si è nella merda fino al collo non rimane che cantare”

“Chiunque, da solo in una stanza chiusa, può scorreggiare e proclamarsi dio dei venti”

“Parla soltanto se sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio”

“Non è importante l’apparire ma l’essere” (menzionata solo per l’appunto del Vallauri: “…Tranne che per la Madonna: per lei è molto più importante l’apparire dell’essere”)

“La vita è dura e poi si muore”

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Tutto scorre

mag 15 2009

Glauco

Ansiei

Questo è il mio racconto del Seminario del Vallauri.

Scendendo lungo il sentiero innevato, a sinistra, con la coda dell’occhio, vedo il fiume. Cerco di non soffermarmici sopra, gli lancio giusto un’occhiata solo quando affondo di più nella neve e mi blocco. Ancora non lo voglio guardare, lo voglio vedere dopo, nel pieno del suo splendore – anche se sentirne il suono ed intravederlo a strapiombo coperto dalle fronde degli abeti mi fa crescere in cuore un desiderio impaziente, quasi un’ansia da amante. Ironia della sorte, mi hanno detto si chiami Ansiei.
Per arrivare dove sono ho già avuto occasione di vederlo da vicino, con l’indefinibile colore di un’acqua cristallina tinta di riflessi vari e brillanti, come fosse una tela scrosciante. Adesso però non voglio solo limitarmi ad ammirarlo. Voglio parlarci, entrarci in contatto. E così, camminando, occhieggiamo, sapendo che ci conosceremo più a valle.
Gli unici rumori sono i nostri: il suo scorrere scrosciante e la neve che scrocchia sotto i miei scarponi. Lo perdo di vista, e allora allungo il passo. Vedo che la neve, intorno a me, si sta sciogliendo. Dopotutto fa già caldo. Lungo il sentiero, innumerevoli pozze e rivoletti; le chiazze di prato sgombro che affiorano sono nuove paludi molli di fango e vita. Camminarci sopra mi dà la percezione di stare in piedi sulla vita stessa, me ne sento figlio, e a maggior ragione fremo per arrivare al fiume. Acqua che incessante scorre da prima che io nascessi, da prima che fosse inventata la lampadina, da prima che l’uomo riuscisse a domare il fuoco, da prima che lo stesso tempo fosse soltanto pensato – vita pura e fredda che sgorga da sottoterra che si mesce alla vita pura e calda che irradia dal cielo.
Ecco, il sentiero è sceso di molto, e mi ritrovo quasi in piano. La via piega a sinistra: ci sono quasi. Leggi tutto…

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mag 7 2009

Un’ora di silenzio – Seminario Vallauri 2009

Scavavo nella neve da qualche minuto, con la foga e la violenza di un animale che sbrana la sua preda. Ero madido di sudore e nelle brevi pause mi passavo i guanti mézzi d’acqua sulla fronte per rinfrescarmi, mentre mi guardavo intorno col fiatone, convinto di aver sentito qualcuno che si avvicinava. Ormai avevo liberato quasi tutti i rami dalla neve, mi mancava soltanto il più grosso, attorno al quale avevo scavato per un buon metro di profondità, misura oltre la quale non riuscivo più ad infilare le braccia. Allora mi fermai a guardare sgomento quel giovane albero; il fusto piegato dal peso della neve caduta sui rami era diventato un arco che iniziava e rifiniva a terra. Altri alberi si erano spezzati, ma questo era abbastanza flessibile da poter resistere a quell’oppressione. Lui aveva ancora una possibilità, per questo avevo deciso di tirarlo fuori dalla neve – o almeno – di provarci. Non ci sono riuscito appieno, ma perlomeno non tutte le sue gemme saranno bruciate dal ghiaccio, e non appena la neve si scioglierà, tornerà dritto e rigoglioso in mezzo alla foresta, pronto a fiorire.

Nel terzo giorno del seminario in Cadore, ognuno era solo nel bosco ed io ero in netto ritardo rispetto all’orario concordato per il ritorno. Leggi tutto…

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apr 30 2009

Seminario dolomitico

Gli autori di questo blog sono in viaggio. Stop.
Parteciperanno ad un seminario filosofico tenuto dal Prof. Luigi Lombardi Vallauri sulle dolomiti. Stop.
Lì mediteranno sulla propria ontologia, faranno lunghe camminate in mezzo alla neve e bagni gelati in polle antiche, berranno Vov e grappa alla mela, affronteranno a testa alta le intemperie, etcetera, etcetera. Stop.
Torneranno il dì 4 maggio. Stop.
Siate forti e non piangete. Stop.
Stop.
dscn2021

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I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

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