L’orgasmo di Santa Teresa
Siete mai stati nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Roma? Sì? Bravi. Avrete di certo visto la cappella Cornaro, dove fa bella mostra di sé uno dei capolavori più audaci del nostro teatralissimo, barocchissimo, ironicissimo Bernini Jr. Gian Lorenzo, tanto per intenderci. La scena si svolge quasi su un palco; la santa, illuminata, è preda dell’estasi. Effetti speciali: il blocco di marmo scolpito su sui è Santa Teresa è sospeso a mezz’aria come fosse una nuvola e raggi di luce divina dardeggiano dall’alto.

Ai lati, perfino i palchetti da teatro a cui sono affacciati i Cornaro. Scolpiti, ovviamente.

Ma… A ben guardare, non c’è qualcosa di un po’ ambiguo? Ad esempio, guardate il volto della santa estatica.

“Quando l’estasi religiosa si manifesta in una persona, sembra che questa venga meno – o venga” diceva il mio professore di Filosofia del Diritto, il semprelodato Luigi Lombardi Vallauri. E in effetti… Perfino la veste è scossa da brividi. Be’, e che mi dite dell’espressione dell’angelo del Signore?

Un po’ voluttuosa per essere di un cherubino, nevvero? E con che piacere sembra che stia per penetrare la santa! Col dardo che impugna, si capisce. Mmm. Questo Bernini è proprio uno screanzato.
Ma ne siamo proprio sicuri? Perché non cerchiamo le fonti, leggendoci come è che Santa Teresa racconta la propria estasi?
« Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga freccia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l’angelo estrasse la sua freccia, rimasi con un grande amore per Dio. »
Ah. Ok, è ufficiale. Allora Santa Teresa si è fatta fare l’amore da un angelo. Complimenti al Bernini per la fedele rappresentazione.



