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	<title>To Honolulu &#187; Società</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>La donna la donna la donna&#8230; ma il cinema?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 21:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un periodo di gran fermento, sul fronte femminile: le donne sono risolute. Esigono un cambiamento della propria immagine nella società, ripulendola dalla mercificazione, dall&#8217;indegna situazione di squallore morale in cui è costretta o attirata, da un&#8217;inferiorità di fatto che colpevolmente ne danneggia le virtù e ne frustra le aspirazioni. Come siamo lontani da &#8220;L&#8217;eterno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un periodo di gran fermento, sul fronte femminile: <strong>le donne sono risolute</strong>. Esigono un cambiamento della propria immagine nella società, ripulendola dalla mercificazione, dall&#8217;indegna situazione di squallore morale in cui è costretta o attirata, da un&#8217;inferiorità di fatto che colpevolmente ne danneggia le virtù e ne frustra le aspirazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/manifestazione_donne_13feb2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3291" title="Manifestazione 13 febbraio" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/manifestazione_donne_13feb2011.jpg" alt="" width="512" height="342" /></a></p>
<p>Come siamo lontani da &#8220;<em>L&#8217;eterno femminino che sempre ci eleva</em>&#8221; del Faust di Goethe!</p>
<p><strong>Ciononostante, al solito, voglio essere estremamente critico, e perdonerete le provocazioni &#8211; se vi sembreranno tali.</strong></p>
<p>Cambiare il purtroppo verissimo cliché dell&#8217;uomo che davanti alle poppe perde la testa e che tratta la donna come un insieme non omogeneo di seni, natiche, labbra e cosce <strong>è responsabilità dell&#8217;uomo</strong>. Come umano di sesso maschile, trovo assolutamente necessario risollevare il mio sesso dalla barbarie intellettuale e sessual-istintuale in cui cade in relazione alla donna. Insomma, il professore che all&#8217;esame di una ragazza discorre col suo <em>decoltée </em>mi imbarazza &#8211; e la trovo una problematica di genere, non un banale e singolare caso di favoritismo. Infatti allo stesso modo sono terribili le migliaia di casi analoghi in cui l&#8217;uomo cede all&#8217;abbrutimento.<br />
Questo per sottolineare come <strong>il problema sia bilaterale</strong>, per un animo sensibile.</p>
<p>Ad ogni modo temo che la donna, <strong>pur con le imponenti manifestazioni e il diffuso odore di mimosa non riuscirà ad ottenere risultati apprezzabili su questa via</strong> a meno di una presa di consapevolezza più ampia che ha come tappa fondamentale <strong>il modello</strong>.<br />
Mi spiego meglio.</p>
<p><strong><em>&#8220;Verba docent, exempla trahunt</em><em>&#8220;</em></strong> dicevano i latini. Le parole insegnano, gli esempi trascinano.<br />
Tutti sappiamo che la donna non ha da esser mercificata (orrendo aggettivo molto <em>à la page</em>), che le sue realizzazioni personali non possono essere umiliate, che sono tutte indignate e via dicendo. Ma <strong>che cosa vedo se mi guardo intorno? </strong>Niente polemica, si parte dall&#8217;osservazione.</p>
<p>Nella mia quotidianità, specie universitaria, vedo un gran numero di donne, di ragazze che invece <strong>cavalcano la realtà dei fatti </strong>- sordida onda &#8211; vivendo in maniera succube ogni aspetto della propria vita, dalla professione ai sentimenti, <strong>liete di un&#8217;esistenza deresponsabilizzata</strong>. Come fanno anche gli uomini, ma per motivi diversi. E ci parlo, e resto agghiacciato.<br />
Uomini e donne <strong>apprendono gli uni dalle altre come comportarsi reciprocamente</strong>, quindi come stupirsi, mi domando, se i miei coetanei trattano le donne come rumorose suppellettili necessarie a certi svaghi? Certo, mi stupisco perché questi miei coetanei dimostrano un intelletto profondo come un graffio, e sono costernato che le loro decisioni siano assunte collegialmente da gonadi e pene. Ma <strong>quale di queste donne che vedo vuole essere un modello?</strong> E come è possibile che l&#8217;immaginario di queste persone indugi con tanta intensa voluttà e innocenza su <em>Colazione da Tiffany</em>? Non scordiamoci che <strong>la Hepburn vi interpreta una puttana che fa la puttana per fare la bella vita. E&#8217; Ruby Rubacuori</strong>: e non scordiamo che le sex symbol sono, appunto, solo sex symbol. Ma proprio qui volevo arrivare.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/audrey_hepburn_gallery__563x4000-600x400.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3292" title="Audrey Hepburn fa il bunga bunga" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/audrey_hepburn_gallery__563x4000-600x400.jpg" alt="" width="563" height="400" /></a></p>
<p>I modelli che ci danno <strong>i media sappiamo che sono marci</strong> fino al midollo. Qualche giorno fa dondolavo l&#8217;amaca del mio pensiero sul perché <strong>le pubblicità per i reggiseni push-up siano fatte a misura d&#8217;uomo</strong> &#8211; e ciò a cui giungevo non mi piaceva. <strong>Ma l&#8217;arte?</strong></p>
<p>Nell&#8217;arte &#8211; che sia teatrale, figurativa, letteraria ma soprattutto cinematografica &#8211; perché non si selezionano i modelli adatti a portare avanti una nuova idea di donna, un ruolo femminile della vita concreta <strong>che non sia d&#8217;oggetto né di parodia dell&#8217;uomo?</strong> Un ruolo in cui veramente le masse femminili possano ritrovarsi, cui possano ispirarsi per una nuova libertà, per una nuova, piena realizzazione, e da cui gli uomini possano trarre delle conclusioni mature su come è che si debbano comportare?</p>
<p>Vedevo il celebratissimo &#8220;<em><strong>Il cigno nero</strong></em>&#8220;. Oscar alla migliore attrice, Natalie Portman. Un film in cui la donna &#8211; ogni donna del film &#8211; è presentata come un&#8217;entità assolutamente instabile, incapace di vivere i propri sentimenti in maniera matura, preda di un disagio strutturale che la porta invariabilmente a manie di controllo, psicosi gravi o promiscuità da meretricio gratuito, che gravita attorno a un personaggio maschile che abusa (non solo moralmente) di lei e di cui lei comunque deve ricercare l&#8217;approvazione.<br />
<strong>Se l&#8217;oscar di migliore attrice va a questo ruolo, butta male. </strong>A prescindere dall&#8217;attrice, che mi piace anche e che stimo.</p>
<p>Io credo che la rivoluzione non possa prescindere da una <strong>selezione artistica dei modelli</strong>. Modelli da cercare e promuovere per essere a propria volta modelli, per essere esempi trainanti. La donna sensibile che voglia sensibilizzare <strong>non credo possa prescindere dal leggere e prestare e regalare i libri di Amado, della Allende</strong>.</p>
<p>Al solito io <strong>temo molto più il sotterraneo del palese</strong>. Mentre il palese è facile disinnescarlo, e quindi le pubblicità e il bunga bunga a mio avviso non rappresentano una minaccia così concreta, il sotterraneo universalmente ritenuto innocuo, o entrato nella cultura generale è pericolosissimo, e vero ostacolo alle affermazioni nuove della donna.</p>
<p>Finché si penserà che è normale per una bella ragazza <strong>alzare un po&#8217; di quattrini facendo la ragazza-immagine</strong> piroettando a culo scoperto perché pecunia non olet, niente cambierà. Finché si penserà che <strong>le sex symbol sono simboli di femminilità a cui rifarsi,</strong> niente cambierà. Finché si penserà che dopotutto <strong>un esercizio di potere legato al sesso in certi casi è accettabile</strong>, niente cambierà.</p>
<p>Uomini e donne sono indissolubilmente legati: <strong>la cultura maschile è specchio di quella femminile e viceversa</strong>. La responsabilità del cambiamento è di entrambi. E ciascuno deve pensare al massimo che può fare per coltivare concretamente una cultura nuova.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/unicorn-sex1-1-499x303.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3295" title="Questa mi piaceva troppo per non metterla" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/03/unicorn-sex1-1-499x303.gif" alt="" width="499" height="303" /></a></p>
<p><strong>Buona festa della donna.</strong></p>
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		<title>Pesci piccoli e pesci grandi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 10:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi a Firenze si è molto parlato dei cinema. In particolare la questione riguarda l&#8217;apertura di un grosso multisala, il &#8220;Multiplex&#8221;, amato e odiato, e la chiusura di un cinema storico, il Variety. Ma non è di questo che voglio parlare. Un paio di settimane fa &#8211; dopo aver rimandato per moltissimo tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi a Firenze si è molto parlato dei cinema. In particolare la questione riguarda l&#8217;apertura di un grosso multisala, il &#8220;Multiplex&#8221;, amato e odiato, e la chiusura di un cinema storico, il Variety. Ma non è di questo che voglio parlare.</p>
<p>Un paio di settimane fa &#8211; dopo aver rimandato per moltissimo tempo &#8211; siamo infine andati al cinema a vedere &#8220;Qualunquemente&#8221; di Albanese. Avendo appena riscosso il pagamento per un lavoro mi propongo di pagare il biglietto, e dico a Eleonora e Giorgio di lasciare il portafogli a casa. Che figo, eh? Quasi come entrare in un bar ed esclamare a piena voce &#8220;Pago da bere a tutti!&#8221;.</p>
<p>Arriviamo al cinema, uno tranquillo, abbastanza centrale, medie dimensioni, probabilmente a gestione familiare. Manca un quarto d&#8217;ora all&#8217;inizio del film, ci mettiamo in coda per il biglietto. Quando arriva il nostro turno, chiedo 3 biglietti e do la carta di credito alla cassiera, in quanto non avevo contanti. &#8220;Carta va bene?&#8221;. Rispondo di sì, anche se di solito propongono anche l&#8217;alternativa Bancomat. &#8220;No, il bancomat non va&#8221;. Fatto sta che dopo 5 minuti di tentativi, non funziona neanche la carta di credito. &#8220;No, e un va&#8221; mi dice scortesemente la cassiera, lanciando un&#8217;occhiata ai clienti in coda. Ora, in un cinema, il sabato pomeriggio, non si può pagare con carta di credito? &#8220;Sono cose che succedono&#8221; e mi guarda come per dire &#8220;Insomma che vuoi fare? Paghi o no?&#8221;. Mancano 5 minuti all&#8217;inizio del film, e usciamo dal cinema per andare a cercare un bancomat. Poi Giorgio propone di tornare dentro a chiedere dove ne possiamo trovare uno. E non è distante fortunatamente. Certo che &#8211; pensiamo &#8211; avrebbero potuto anche essere più cortesi e indicarcelo loro. Stiamo facendo tutto questo casino per cercare di dar loro dei soldi, in fondo. La tentazione di andare in un altro cinema è forte, ma essendo troppo distanti, alla fine torniamo li. Paghiamo, la cassiera non dice una parola, ed entriamo a film già iniziato.</p>
<p>Film molto bello, ma alla gente di quel cinema &#8211; mi dispiace dirlo &#8211; non darò più un euro.</p>
<p>E&#8217; brutto da dire, ma se è così che devono funzionare le cose, ben vengano i multisala. Se il piccolo cinema, o il fruttivendolo non possono darti qualcosa in più rispetto al multisala o al centro commerciale, ben vengano! Ci si lamenta tanto dei piccoli pesci che vengono mangiati dai grandi, ma cosa stanno facendo questi piccoli per offrire un servizio in più? Di certo non possono competere dal punto di vista tecnologico, dei servizi, della scelta. Ma di certo possono competere da un punto di vista umano. Mi aspettavo questo dal piccolo cinema: quello che il ragazzo impaziente di finire il proprio turno probabilmente non può darti, un qualche tipo di relazione umana, insomma quel qualcosa in più che può caratterizzare la piccola impresa e che non può esistere nella grande azienda.</p>
<p>E credo che sia il grosso potenziale su cui le piccole attività dovrebbero puntare tantissimo. Altrimenti, se non possono dare niente di più, verranno giustamente schiacciate.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/02/sala.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3258" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/02/sala.jpg" alt="" width="320" height="230" /></a></p>
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		<title>Svelato il mistero del furto della salma di Mike Bongiorno</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 12:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3245" title="Mike Bongiorno" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno.jpg" alt="" width="460" height="311" /></a></p>
<p>A <strong>venticinque anni</strong> da che la salma del celeberrimo conduttore televisivo Mike Bongiorno è stata trafugata &#8211; inizio della <strong>misteriosa serie di furti delle spoglie di personaggi celebri</strong> della televisione e non solo &#8211; si svela l&#8217;enigma che lega assieme tutti questi macabri colpi.</p>
<p>%IRONIC% Tutti pensammo ad una goliardata, ai tempi &#8211; <strong>era il gennaio del 2011</strong> -, poi ad un furto per ottenere un riscatto, al gesto di un fanatico ammiratore o ad un atto estremo di vandalismo e oltraggio da parte delle frange che accusavano e accusano Mike Bongiorno di aver concorso a minare profondamente la cultura italiana attraverso il vecchio tubo catodico. Ipotesi, questa, che si riaprì quando poco più tardi furono trafugate le salme dei <strong>coniugi Vianello</strong> e quella di <strong>Pippo Baudo</strong>. La magistratura seguì anche la pista politica quando a scomparire fu il cadavere di <strong>Emilio Fede</strong>. Negli anni la lista di questi esecrabili reati si allungava senza che fosse chiara la matrice: <strong>Pippo Franco</strong>, <strong>Alfonso Signorini</strong>. Quello che è apparso subito certo, però, è che <strong>il piano fosse concertato e progettato da professionisti</strong> capaci di non lasciare la minima traccia. Infatti i tentativi di emulazione da parte di bande sbandate &#8211; come con la salma di Enrico Papi &#8211; sono stati sempre puntalmente smascherati dalle forze di polizia.</p>
<p>Tutto si è svelato quando <strong>ieri notte, ad Arcore</strong>, quella che pareva una <strong>violenta scossa di terremoto</strong> ha svegliato la città. <strong>L&#8217;enigmatico <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aF5IiA7qVN0" target="_blank">mausoleo</a> dell&#8217;ex Premier Silvio Berlusconi ha infine dischiuso il suo mistero</strong> quando enormi reattori sotterranei &#8211; di cui niente si sapeva &#8211; si sono azionati con una potenza propulsiva immensa, scrollando dalla terra il faraonico monumento, che si è scoperto, all&#8217;esterno, interamente decorato a specchio, e sollevandolo dapprima lentamente poi sempre più rapidamente verso il cielo, mentre l&#8217;enorme fiammata dei reattori tracciava una scia di fuoco nel cielo notturno. <strong>Attualmente orbita attorno alla terra</strong> &#8211; ed è visibile in tutto il globo ad ogni ora del giorno e della notte, a parte i casi di congiunzione col sole, sotto forma di sfera luminosissima. La meravigliosa villa dei Casati Stampa ad Arcore è crollata rovinosamente, e accanto vi si apre una voragine gigantesca.<br />
Allo stesso tempo è stato <strong>divulgato un video di Silvio Berlusconi, girato nel 2010</strong> e rimasto segreto fino ad oggi, in cui spiega che è stato lui a ordinare di trafugare le salme delle personalità eminenti che <strong>più delle altre &#8211; volontariamente o meno &#8211; hanno contribuito a realizzare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica" target="_blank">progetto</a> della loggia Propaganda 2 prima, e il suo poi</strong>, per accoglierle magnanimamente all&#8217;interno del suo mausoleo &#8211; che sarebbe poi stato elevato alle altezze celesti che giustamente si confanno agli unti dal Signore e agli umili che bene hanno servito il loro carismatico piano.<br />
Il lancio è stato effettuato quando anche l&#8217;ultima salma mancante &#8211; che doveva essere quella di <strong>Gerry Scotti</strong> &#8211; è stata clandestinamente collocata nel proprio loculo del monumento. La lista completa delle salme celebri che sono ospitate nel mausoleo è in via di pubblicazione, ma per certo vi sono anche quelle di <strong>Previti e Confalonieri</strong>.</p>
<p>Le reazioni all&#8217;evento sono state le più variegate, dall&#8217;entusiasmo dei nostalgici all&#8217;indignazione sgomenta degli avversi &#8211; e la politica stessa si divide. I capi di Stato di mezzo mondo, molto obbligati per la vecchia amicizia con l&#8217;ex premier hanno reagito con un contenuto plauso per l&#8217;eterno ricordo dell&#8217;affabile burlone. I capi di Stato dell&#8217;altra metà del mondo ridono a crepapelle.</p>
<p>Su internet è già partita la campagna di donazioni <strong>&#8220;Uno Stinger per Silvio&#8221;</strong>, attraverso cui ciascuno potrà dare il suo contributo all&#8217;acquisto del razzo che <strong>nella notte del solstizio d&#8217;estate abbatterà festosamente il mausoleo volante ponendo fine alla pagina più incresciosa della storia politica e culturale italiana dopo il ventennio fascista.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Firenze, 30 gennaio 2036</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno-funerali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3244" title="Mike &amp; Silvio - che amiconi!" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/01/mike-bongiorno-funerali.jpg" alt="" width="576" height="436" /></a></p>
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		<title>Assetto antisommossa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo. Antefatto e precisazioni Oggi, al Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli, a Firenze, era invitata Daniela Santanchè, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da Studenti per le Libertà, associazione di studenti rispondente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scriverò, e quello che scriverò non piacerà a tanti. Men che meno piacerà a me scriverlo.</em></p>
<h3>Antefatto e precisazioni</h3>
<p>Oggi, al <strong>Polo universitario di Scienze Sociali di Novoli</strong>, a Firenze, era invitata <strong>Daniela Santanchè</strong>, controversa sottosegretaria di Stato per l&#8217;Attuazione del Programma di governo &#8211; invitata da <strong>Studenti per le Libertà</strong>, associazione di studenti rispondente al <strong>PdL</strong>. Tema dell&#8217;incontro: <strong>immigrazione</strong>.<br />
A me la Santanchè <strong>non piace</strong>, ha più volte espresso posizioni xenofobiche, omofobiche, razzistiche e perfino aderenti tout-court al fascismo con cui è impossibile, da persone sensate, concordare.<br />
Vado a raccontare la mia esperienza e le mie riflessioni e le mie domande.</p>
<h3>Arrivo all&#8217;università</h3>
<p>Me la sono presa comoda, arrivo poco dopo le 10. L&#8217;incontro è previsto per le 10:30. Gran fermento e facce conosciute. Vedo un <strong>gazebo della Lega</strong> montato per l&#8217;occasione dirimpetto all&#8217;edificio. Mi dicono che ci sono state delle discussioni. Entro nell&#8217;edificio (il D4), e c&#8217;è una gran confusione. Subito emergono due parole che saranno fra le più usate: &#8220;<strong>Vergogna!</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Inaccettabile!</strong>&#8220;. Dei megafoni spiegano che è una vergogna inaccettabile che una dichiarata fascista entri in un luogo pubblico a parlare, poiché <strong>contro la Costituzione</strong>.<br />
<strong>Prima nota</strong>: <em>mi aggiravo con penna e taccuino, quello che riporto è quello che ho registrato su carta con inchiostro.</em><br />
<strong> Seconda nota</strong>: <em>dire che la Costituzione impedisce a una persona &#8211; comunque si qualifichi &#8211; di entrare in un luogo pubblico e di esercitare la libertà di parola, significa non avere idea di che cosa sia la Costituzione. E dirlo nell&#8217;edificio della facoltà di giurisprudenza è umoristico.</em><br />
Aleggiano cori sui padroni dal delicato sapore veterocomunista; nel mentre io entro nella stanza in cui si terrà il dibattito.<br />
Industriosi affiliati di Studenti per le Libertà avevano <strong>appeso i loro manifesti in tutta la stanza</strong>. Squallidi addobbi. Personcine d&#8217;altra schiatta<strong> li strappavano</strong> lasciandoli a terra, o appallottolandoli e gettandoli nella foresta di sedie &#8211; irrecuperabili. Qualcuno, cavalcando l&#8217;onda di ribellione, <strong>si accendeva una sigaretta nella stanza</strong>. Fuck the Law, il polmone è mio e me lo gestisco io.<br />
<strong> Terza nota</strong>: <em>si protesta contro il fascismo e si impone il fumo in un luogo chiuso fregandosene di leggi conquistate? Gli sfoghi d&#8217;anarchia sono piacevoli come scoregge in ascensore.</em><br />
Anyway il comizio che un megafonante tiene nella stanza non mi interessa: <strong>voglio la Santanchè</strong>. Ma si inizia a vociferare che <strong>l&#8217;incontro sarà spostato altrove</strong> &#8211; altro edificio del Polo. Esco, mi informo e vado.</p>
<h3>L&#8217;attesa e la polizia</h3>
<p>Cammino spedito. Sono lì per sentire la Santanchè e magari, se c&#8217;è occasione, per cercare di farle le giuste domande che palesino le sue agghiaccianti posizioni &#8211; dopotutto <strong>la persona migliore </strong><strong>per screditare qualcuno </strong><strong>è lui stesso</strong>. Non voglio essere scambiato per un attaccabrighe da nessuno, quindi sono vestito di conseguenza. Cappotto, gilet, ascot al collo.</p>
<p>Arrivo in vista della nuova location (edificio D15) e l&#8217;azzurro tenue dei caschi e il barbagliare degli scudi della <strong>polizia in tenuta antisommossa</strong> mi accoglie serenamente. Intanto il corteo di persone che si stanno spostando lì si muove lentamente, in <strong>stile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Quarto_Stato" target="_blank">Pellizza da Volpedo</a></strong>. Sento gridare a qualcuno che doveva essere un responsabile, &#8220;Li mandi via, l&#8217;università è pubblica!&#8221;, riferito alla polizia.<br />
<strong> Quarta nota</strong>: <em>non siamo più ai tempi del Diritto d&#8217;Asilo. Le università sono soggette alla legge, oggi. E laddove a causa di previste contestazioni che non sempre mantengono il loro aplomb sia autorizzato da chi di dovere l&#8217;intervento di forze di polizia in protezione di un pur bruto funzionario statale, be&#8217;, è perfettamente legale &#8211; ed è sacrosanto che lo sia, vista l&#8217;ampiezza di casi che si possono presentare. Anche perché sul posto, davanti all&#8217;edificio, ci saranno stati quindici poliziotti. Forse venti. Insomma, non una divisione dell&#8217;esercito.</em><br />
Arriva il corpo del corteo. E arrivano i cori. <strong>Tanti cori &#8211; e troppi contro la polizia</strong>. &#8220;Servi dei servi dei servi dei servi&#8221;, &#8220;Andate a lavorare&#8221;, &#8220;Via, via, fascisti e polizia&#8221;.<br />
<strong> Quinta nota</strong>: <em>prendersela con le forze dell&#8217;ordine è da idioti. Io non ho astratta simpatia per i militari, e il solo vedere un&#8217;arma da fuoco mi ingombra la mente di angoscia. Intravedere il nero liscio dei manganelli alla cintura mi metteva in fortissimo disagio. Ciononostante, quelli che ricoprono funzioni di polizia di sicurezza e giudiziaria sono cardini della nostra società, che svolgono un lavoro (memento art.1 Costituzione) per giunta malpagato &#8211; ferme le critiche, che <a href="http://2honolulu.it/2009/09/il-potere-e-lo-tzimtzumpappa-1599.htm" target="_blank">abbiamo già avuto modo di fare</a>. Pure, non credo che fra i coristi ci fosse qualcuno che non andrebbe a sporgere denuncia, se gli rubassero il motorino. E auspico che non sia necessaria l&#8217;esperienza di De André, per cambiare idea su &#8220;sbirri e carabinieri&#8221;. E&#8217; così old fashioned&#8230;</em><br />
Comunque la polizia crea un cordone intorno all&#8217;entrata e nessuno viene fatto entrare. Io sono a lato ma in prima fila, come ogni (pseudo)giornalista che si rispetti. Della Santanchè non si sente nemmeno l&#8217;odore. Il tempo passa.</p>
<h3>Manganello mon amour</h3>
<p>I cori continuano. Ancora e ancora. Vedo i poliziotti più anziani guardare in alto con gli occhi tristi di chi li conosce già a memoria. Quelli più giovani hanno una tensione nera sotto gli occhi che saettano qua e là. I manifestanti vogliono entrare e premono. <strong>La tensione da ambo le parti è già ammassata.</strong><br />
<strong> Sesta nota</strong>: <em>chi ha organizzato questo incontro è un coglione. Come si può pensare di cacciare Santanchè e pubblico bipartisan in una sala da cento persone? Abbiamo l&#8217;aula magna di Economia che è titanica. Perché non scegliere quella? Chiaro che non potevano fare entrare. Immaginatevi quattrocento persone che tappano un atrio modesto. Vi ci volete ritrovare in mezzo? Chiaro che così l&#8217;incontro è andato a ramengo perché il pubblico non era rappresentativo, ma l&#8217;errore era organizzativo, a monte. Riflettiamo, prima di pigiare contro le barricate come bovi. Che cosa sarebbe accaduto se avessero lasciato entrare tutti?</em><br />
Una scaramuccia e la tensione esplode. La causa scatenante probabilmente sarà stata di poco conto. Fatto sta che la polizia carica <strong>abbattendo manganellate</strong> meccanicamente. Come se follasse la lana. <strong>Una volta. Poi un&#8217;altra, e un&#8217;altra ancora</strong>. Iniziano nel mentre a <strong>volare oggetti</strong>. Sassi? Boh. Uova di sicuro ma non solo. E durante le cariche vedo i gesti bestiali di persone incappucciate che <strong>brandiscono caschi da motorino</strong> schiantandoli sugli scudi dei poliziotti. Un ragazzo <strong>finisce con la testa rotta</strong>, altri prendono un sacco di botte.<br />
<strong> Settima nota</strong>: <em>qui finisce la civiltà. Persone, umani, che confliggono con violenza. Non si pongono domande, hanno reazioni da bestie. Usano istintivamente il coro e il casco e il calcio per offendere, il manganello è un prolungamento del braccio. La comprensione è svaporata, resta un&#8217;imposizione bilaterale cieca, violenta, violenta, violenta &#8211; l&#8217;altro è nemico, non umano con cui si ha il futuro in comune. La gente fumava nervosamente, e sentivo i giornalisti di idee diverse dettare al telefono &#8220;La polizia ha caricato i manifestanti virgola&#8221; o &#8220;&#8230;i manifestanti virgola che hanno cercato di sfondare il cordone&#8230;&#8221;. Ma la vogliamo piantare? Ogni cosa si può vedere da due angolazioni. Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno non me ne frega. Mi interessa come è che si riempie. La colpa della tensione esplosa è da entrambe le parti. Non ci sono i buoni e i cattivi. Chi lo crede è un coglione. Ci sono gli umani, che davanti alla tensione violenta funzionano tutti alla stessa maniera. E quando sarò chi voglio essere avrò il coraggio di mettermi in mezzo gridando &#8220;Basta!&#8221; e facendo ragionare le persone. Ma sono una mammoletta, ancora, mi veniva da piangere perché è qualcosa di tremendo che non capisco.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3148" title="Scontro a Novoli" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/novoli7.jpg" alt="" width="512" height="362" /></a><br />
</em></p>
<h3>Il tè</h3>
<p>Impossibile entrare, impossibile seguire la Santanchè di persona &#8211; nemmeno aria per restare. <strong>Mi allontano</strong>. Avrò notizia, dopo, dai giornali, del <strong>penoso show della sottosegretaria</strong> &#8211; ma non l&#8217;ho visto, io, quindi non ne parlerò. Avrò notizia delle sorti del corteo, che è uscito dal Polo <strong>infartuando il traffico</strong> di un&#8217;arteria fondamentale della città, ingombrando la strada con cassonetti dell&#8217;immondizia.<br />
Io me ne vado a prendere un tè caldo.<br />
<strong> Che cosa è stato ottenuto con questo tipo di protesta?</strong> Risonanza mediatica, certo, ma positiva? A che cosa è valso creare questa tensione? <strong>E&#8217; stata una protesta intelligente?</strong><br />
Si sarebbe potuto fare qualcosa di <strong>civile e ironico</strong> &#8211; magari capendo anche qualcosa in più di lei e di chi la pensa come lei. Conoscenza sempre utile per maturare il confronto e migliorare il mondo. Si sarebbero potute fare <strong>domande intelligenti, di politica vera</strong>, saggiare le proprie belle idee a confronto con la lordura del provincialismo mentale. In altre parole, da un confronto vero <strong>si sarebbe potuti uscire brillanti come l&#8217;Eldorado, compartecipi di un progetto comune e col cuore pulito da tensioni, aggressività, violenza.</strong><br />
Ma non è andata così. Sono rimasti lividi, incazzature, indignazioni &#8211; un ingrossato scontento generale e (finora) sterile.</p>
<h3>Il criptofascismo</h3>
<p>Estremizziamo il caso. <strong>Il nazista ha diritto di parola?</strong><br />
In un mondo in cui esiste la libertà di parola, sì. Questo perché chiunque ha il sacrosanto <strong>diritto di fare pensieri nazisti</strong>. Altrimenti sarebbe <em>1984</em>. Non ha però il diritto di <strong>fare cose naziste</strong>. Quindi se si aggira con una tanica di benzina e un accendino cercando la sinagoga, be&#8217;, questo non va tollerato.<br />
Uno dei motti della protesta odierna era &#8220;<strong>Intolleranza per gli intolleranti</strong>&#8220;. A parte ricordare occhio per occhio, ci pone una questione. La Santanchè non era venuta a calciare nelle costole dei senegalesi usando le scarpe a punta. Era venuta a parlare.<br />
La parola ha uno status particolare, a metà fra pensiero e azione. Ciò considerato, la volontà di censura è giustificata, nel caso? O il bavaglio non va bene per nessuno?<br />
Personalmente credo che sia sano non imbavagliare in assoluto. Mi ricordo quella citazione apocrifa di Voltaire:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Trovo quel che dici un abominio, ma darei la vita perché tu lo possa dire.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Il rischio reale è quello del <strong>criptofascismo</strong>, come dice un mio buon amico, il <strong>fascismo nascosto</strong>. Quello che ti infetta da sotto<strong>. Quello interiore che ciascuno di noi ha e contro cui ciascuno di noi è chiamato a lottare</strong>. Quello che ti fa venire voglia di far tacere chi non la pensa come te, quello che ti fa venire voglia di menare le mani e importi con la violenza &#8211; manganello o casco non importa. Quello che ho visto oggi. Quello che possiamo imparare ad estirpare.</p>
<h3>Gandhi e gli studenti</h3>
<blockquote><p><em>&#8220;Le agitazioni vanno bene solo per quelli che hanno completato i loro studi. Mentre studiano, la sola occupazione degli studenti dovrebbe essere quella di aumentare le proprie conoscenze.&#8221;</em> Gandhi, Harijan, 7 settembre 1947</p></blockquote>
<p>Oggi i manifestanti sono entrati in biblioteca usando l&#8217;interfono per richiamare alla protesta tutti gli studenti. Che stavano studiando in silenzio. Dal mio punto di vista è un po&#8217; come<strong> interrompere una liturgia sacra</strong>. Oltretutto, è interrompere qualcosa <strong>la cui difesa è lo scopo principale</strong> delle proteste che scoccano lungo lo Stivale. E quanti studenti brillanti lanciano uova contro vetrate? Lo studio dovrebbe proprio servire, collateralmente, a renderci persone migliori, più posate, capaci di <strong>far sentire la nostra voce in maniera efficace e limpida, non arrochita dalle grida</strong> &#8211; quasi fosse una frizione d&#8217;auto che brucia.</p>
<h3>Concludendo</h3>
<p>Non ho stima per la Santanchè né per le sue idee. Ma diavolo, diavolo! <strong>Le cose vanno fatte con il sorriso e con eleganza. E saggezza. Soprattutto saggezza.</strong></p>
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		<title>Chi sono i nostri eroi?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 20:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo le notizie di cronaca, tra mostri e truffatori, politici e assassini è facile perdere la fiducia nel mondo. Ormai è tutto nero, un magna magna collettivo per portare avanti unicamente i propri interessi. Viene da chiedersi, ma esistono ancora gli eroi? Chi sono i nostri eroi, oggi? E mentre rimugino su chi siano questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo le notizie di cronaca, tra mostri e truffatori, politici e assassini è facile perdere la fiducia nel mondo. Ormai è tutto nero, un magna magna collettivo per portare avanti unicamente i propri interessi. Viene da chiedersi, ma esistono ancora gli eroi?</p>
<p><strong>Chi sono i nostri eroi, oggi?</strong></p>
<p>E mentre rimugino su chi siano questi individui dal retrogusto mitologico, nel buio dei miei pensieri ecco che intravedo delle piccole luci che si accedono come timide margherite che sbocciano in primavera.</p>
<p>Vedo professori universitari che insegnano senza percepire uno stipendio; un tizio che si getta sui binari della metro per salvare uno sconosciuto che vi è inciampato; un ragazzo che aiuta una vecchietta a raccogliere la spesa da terra dopo che le si è rotta la borsa. Nessun altro si era fermato.<br />
Ancora, Aung San Suu Kyi: liberata dopo uno dei tanti periodi di arresti domiciliari. Lei che nell&#8217;88 rifiutò la &#8220;proposta&#8221; del regime che le concesse di andarsene dal paese.<br />
E ancora, Roberto Saviano, un uomo che ha rinunciato alla sua vita per fare la cosa giusta. Dev&#8217;essere dura non potersi muovere senza 7 uomini di scorta intorno a te.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/saviano.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3123" title="saviano" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/saviano.jpeg" alt="" width="228" height="238" /></a></p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/imgres.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3124" title="aung san suu kyi" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/11/imgres.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
<p>E gli occhi pian piano si abituano al buio, che in fondo non è così pesto come sembrava. Non si distinguono bene, ma ci sono tante piccole fiammelle più o meno anonime, che messe tutte insieme danno filo da torcere all&#8217;oscurità, e scaldano il cuore.</p>
<p>E allora credo di aver capito chi sono gli eroi.</p>
<blockquote><p><span style="color: #003366;">&#8220;Heroes are ordinary people whose actions are extraordinary. Who act when others are passive, who give up ego-centrism for socio-centrism.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #003366;">Philip Zimbardo</span></p>
</blockquote>
<p>Non si nasce eroi, lo si diventa. E il tutto si gioca in quelle situazioni in cui non si interviene o per imbarazzo o perché &#8220;non si fa&#8221;.<br />
La prossima volta che sentirò questa sensazione penserò che facendo quel che è giusto sarò un eroe. E non per vantarmene, ma perché è la cosa giusta da fare.</p>
<p>E sapete una cosa?, mi piace davvero molto immaginarmi circondato da tanti piccoli grandi eroi. Che siete voi.</p>
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