Bellezza e selezione naturale
Meglio essere belli fuori o belli dentro? Quante volte ci hanno fatto questa domanda, e quante volte – forse sinceramente, o forse temendo di apparire superficiali – abbiamo risposto belli dentro? E che c’entra la selezione naturale con questa roba?
Cosa sia la selezione naturale all’incirca lo sappiamo tutti. E’ quel meccanismo che fa sì che in una specie vi siano individui che hanno maggiori possibilità di sopravvivenza e che si riproducono di più rispetto ad altri, grazie a particolarità genetiche che si traducono in tratti fenotipici (ovvero roba-che-si-vede). Solitamente pensiamo alla selezione naturale come “sopravvivenza del più adatto” e raramente in termini di “sopravvivenza del più adatto più bello”, ma in realtà la bellezza gioca un ruolo fondamentale. Un esempio molto interessante lo si trova proprio nell’uomo, in particolare negli occhi.
Nella caverna
Inizialmente tutti gli occhi erano marroni (o comunque scuri), colorazione dovuta ad un’alta concentrazione di melanina nell’iride. Immaginatevi in una caverna il clan seduto intorno al fuoco ad assistere alla nascita di un bimbo, che diversamente dai suoi simili, ha occhi chiari. Sarà facile immaginare come una volta cresciuto quest’individuo fosse il più attraente in un gruppo di ragazzi tutti con dei monotoni occhi marroni. E la parte della riproduzione insomma, immaginatevela voi! Fatto sta che questo ed altri caratteri che normalmente verrebbero subito scartati perché non evolutivamente vantaggiosi, sono arrivati fino a noi. Quindi la selezione naturale ci dice che è meglio essere appariscenti e che è cosa buona essere belli fuori, mentre del bello dentro manco se ne occupa.
Oggi
Dalle caverne ad oggi abbiamo fatto enormi passi a livello evolutivo, così grandi da aver praticamente eliminato la selezione naturale per la nostra specie, e da poter controllare quella degli altri viventi. (Guai a chi dice che è sempre andata in un modo e sempre continuerà così: questa ne è una prova.) Con lo sviluppo delle facoltà mentali l’uomo contemporaneo ha capito (forse) che scegliere la compagna con cui passare la vita in base al bel paio d’occhioni blu che si questa si ritrova, non è sempre una scelta azzeccata, soprattutto quando questi stanno incastonati nelle orbite di una decerebrata. Ci troviamo quindi a scegliere un partner in maniera un po’ più equilibrata, valutandone oltre all’aspetto fisico anche la personalità e altre caratteristiche. Personalmente credo che adesso ci sia abbastanza equilibrio tra l’importanza del bello fuori e il bello dentro.
Ma in futuro che succederà? Tra centinaia e centinaia di generazioni ci saranno forse popolazioni di cessi simpaticissimi e alla mano con i quali passare momenti indimenticabili? O forse cessi ignoranti? Perché il bello fuori può essere genetico, ma il bello dentro sfortunatamente no.
Voi che ne pensate: vincerà il bello fuori o il bello dentro?





