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	<title>To Honolulu &#187; Stupidità</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Io non mi sento italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 14:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2010 Renzo &#8220;Trota&#8221; Bossi: Io non mi sento italiano. 2003 Giorgio &#8220;Signor G&#8221; Gaber: Io non mi sento italiano. Trovate le venti differenze. Post similiAl funerale di CarlottaGli sciacalli d'Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un...Grande Fratello 10 (e lode)Oggi inizia la decima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>2010</strong></h3>
<p style="text-align: center;">Renzo &#8220;Trota&#8221; Bossi: <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/60104/renzo-bossi-io-sento-italiano/" target="_blank">Io non mi sento italiano</a><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/04/7926_138349502381_71253357381_3103543_3081430_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2712" title="Renzo &quot;Trota&quot; Bossi" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/04/7926_138349502381_71253357381_3103543_3081430_n.jpg" alt="" width="400" height="330" /></a><br />
</strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>2003</strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong>Giorgio &#8220;Signor G&#8221; Gaber: Io non mi sento italiano.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5aWYkwV-pn0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5aWYkwV-pn0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">
<h2 style="text-align: center;"><strong>Trovate le venti differenze.</strong></h2>
<h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2009/07/al-funerale-di-carlotta-1499.htm" title="Al funerale di Carlotta">Al funerale di Carlotta</a><br /><small>Gli sciacalli d'Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/10/grande-fratello-10-e-lode-1711.htm" title="Grande Fratello 10 (e lode)">Grande Fratello 10 (e lode)</a><br /><small>Oggi inizia la decima edizione de "Il Grande Fratello". Questa è una buona notizia. Perché?
Be', sciocchini, ve lo spiego subito.

	Da og...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/03/pro-luttazzo-960.htm" title="Pro Luttazzo">Pro Luttazzo</a><br /><small>Il 27 febbraio sono stato a vedere lo spettacolo di Daniele Luttazzi "Decameron" al Saschall - un grande teatro fiorentino.
La cosa che mi ...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Softair, idiozia e inadeguatezza sessuale</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 17:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Davanti allo specchio (Riflessioni)]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
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		<description><![CDATA[«Guardi, io non so che dirle. Io sono medaglia d&#8217;argento al valor militare. Ho fatto il partigiano durante la seconda guerra mondiale. Ho fatto la stessa cosa per cui mi hanno dato la medaglia. Era il febbraio del &#8217;44. Fuori si rassegava dal freddo che lei non ha idea. Ero per questi boschi, che dovevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/bosco_gabr.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2577" title="bosco" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/bosco_gabr.jpg" alt="" width="480" height="335" /></a></p>
<p>«Guardi, io non so che dirle. Io sono medaglia d&#8217;argento al valor militare. Ho fatto il partigiano durante la seconda guerra mondiale. Ho fatto la stessa cosa per cui mi hanno dato la medaglia. Era il febbraio del &#8217;44. Fuori si rassegava dal freddo che lei non ha idea. Ero per questi boschi, che dovevo consegnare gli ordini agli altri lassù in cima al monte. E&#8217; una scarpinata di parecchi chilometri ripida così, sa? Una fatica&#8230; Ma allora ero giovane, certe cose le facevo come bere un biccher d&#8217;acqua. Fatto sta che a un certo punto ti vedo un drappello di tedeschi più a valle con gli elmetti in capo e le mitraglie spianate salire verso le case. Lei è giovane, lei, non può immaginare che cosa fossero i soldati tedeschi. Terribili, anche solo a vederli. Con quelle facce d&#8217;angelo giocavano al tiro al piattello coi nostri neonati. Fatto sta che io mi fermo zitto zitto dietro un albero. Avevo il fucile, sa? E non potevo certo permettere a quegli assassini di raggiungere le nostre famiglie! Già nelle valli vicine erano arrivati e avevan fatto strage. Allora presi la mira e pum! pum! Due a terra. E prima che capissero chi gli stava sparando e da dove, più di metà era morta e gli altri erano in rotta. E poi ho consegnato gli ordini! Così mi sono guadagnato la medaglia.<br />
«Io non so poi che cosa è successo l&#8217;altro giorno. Ero in veranda col cane, e ho sentito degli spari venire dal bosco. E non siamo mica in stagione di caccia. Quindi mi sono preoccupato. Sono rientrato, ho preso il fucile e sono andato a guardare. Io qui ci son nato, sarò anche vecchio ma non son punto rincorbellito, ci vedo ancora come quando avevo vent&#8217;anni e mi ci muovo parecchio bene in questi boschi. Proseguo un po&#8217;, mi addentro, e in fondo alla valle vedo dei soldati tedeschi. Ora sì, mi pareva strano che ci fossero dei soldati tedeschi, ma c&#8217;avevano gli elmetti, le mitraglie, armati e vestiti di tutto punto, e vedevo che sparavano a qualcuno. A quel punto che potevo fare? C&#8217;avevo il fucile e gli ho sparato da dietro. Ho fatto in tempo a pigliarne tre, quegli altri anche stavolta sono scappati. E tempo due ore mi ritrovo a casa i carabinieri per arrestarmi. O che mondo l&#8217;è? Ti danno la medaglia d&#8217;argento al valor militare per una cosa e sessant&#8217;anni dopo ti mettono in galera pe&#8217; la medesima. Ma mi dica lei!»</p>
<blockquote><p><strong>Pistoia (PT)</strong> &#8211; <em>Poteva finire in tragedia il gioco di un gruppo di ragazzi in un bosco del pistoiese. Travestiti da soldati nazisti della seconda guerra mondiale, stavano simulando un&#8217;azione di guerra Soft Air. Infatti è stato scambiato per un reale conflitto armato da un ex partigiano che abitava nei dintorni. L&#8217;uomo, professore in pensione e già medaglia d&#8217;argento al valor militare, ha aperto il fuoco col suo fucile contro i ragazzi, indistinguibili dai nemici che coraggiosamente combatté più di sessanta anni fa, ferendone lievemente tre. Arrestato, è stato subito rilasciato vista l&#8217;anziana età e la non reiterabilità del reato a causa del particolarissimo errore. La procura ha comunque aperto un fascicolo per lesioni.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: center;">_____________________________________</p>
<p><strong>Soft Air è un &#8220;gioco&#8221;.</strong><br />
%IRONIC%Persone organizzate in gruppi spendono centinaia di euro in sofisticate armi-giocattolo (riproduzioni fedeli di armi vere), coperture, attrezzatura di sopravvivenza e vanno nei boschi a spararsi addosso.<br />
So che sembra stupido. Infatti lo è. Ma non solo.<br />
Il fatto che centinaia, migliaia di cittadini (mioddio, votano, capite?, votano!) nel nostro Paese si divertano tramite dispendiosi ed elaborati giochi di guerra e violenza -ehm- &#8220;controllata&#8221; mette in luce una vasta categoria di persone che quotidianamente ci stanno accanto ma che sognano, nel tempo libero, di maneggiare un fucile che-sembra-vero in un&#8217;azione di guerra che-sembra-vera sparando in un modo che-sembra-vero ad altezza d&#8217;uomo. Persone non semplicemente idiote, ma che su questa idiozia investono denaro a profusione, che coltivano &#8211; non so se deliberatamente o incoscientemente &#8211; la malatissima e pericolosissima estetica della guerra, e che forse come suggerito da Seth MacFarlane e più o meno ogni sceneggiatore comico che si sia pronunciato a riguardo, tentano di puntellare l&#8217;irrecuperabile debolezza del proprio ego usando bellicosi falli di plastica e metallo. Persone cui fa piacere farsi fotografare come manipoli di soldati veri nella guerra vera. Come se fossero uomini valorosi, grandi guerrieri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/800px-AirsoftWWII.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2573" title="Softair - ricostruzione seconda guerra mondiale" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/800px-AirsoftWWII.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<blockquote><p><em>Guerra non fa nessuno grande. (Yoda)</em></p></blockquote>
<p>Questo &#8220;gioco&#8221; potrebbe facilmente essere visto come un&#8217;onta per tutti i nostri avi che veramente hanno combattuto per la libertà, che hanno sentito davvero il dolore lacerante di una pallottola di piombo incandescente che ti morde la schiena e i polmoni mentre tenti in mezzo a un bosco di tamponare la ferita di un tuo amico fraterno morente stringendogli la coscia con la cintura, sacrificando tutto pur di respingere un invasore che negava libertà, euguaglianza, fratellanza e amore agli uomini che tutti nascono liberi su questa bella terra.<br />
Ci si potrebbe domandare: se esiste impunemente Soft Air, a che valgono tutte le medaglie al valore?<br />
<strong>Io non ho rispetto per la guerra, ma ho rispetto per chi, morendo, mi ha permesso la libertà</strong>. E chi gioca a SoftAir? <strong>Temo il contrario, in troppi casi.</strong></p>
<p>Pur <strong>liberissima la scelta del modo in cui ciascuno debba impiegare il proprio tempo per divertirsi</strong>, ce ne sono alcuni che sono indicativi dell&#8217;animo di chi li sceglie.<br />
<strong>Se conoscete qualcuno che gioca a Soft Air, badate</strong>: nella migliore e fortunatamente più comune delle ipotesi è una persona che pur avendo la buona intenzione di divertirsi scorrazzando all&#8217;aria aperta ha un&#8217;idea non sufficientemente disgustata della guerra e non sa amministrare con proprietà né denaro né tempo &#8211; il che è sempre un male, specie ora che c&#8217;è <em>grossa grisi</em>; in ipotesi peggiori (casi che ho avuto il dispiacere di conoscere personalmente) è una persona che ha decisamente tanta strada da fare per trovare il proprio equilibrio con se stesso e passa il tempo divertendosi e -ehm- &#8220;sfogandosi&#8221; così; in ipotesi catastrofiche (che pure ho conosciuto di persona) tiene nascosto sotto il giubbino un pugnale dal manico nero con inciso sulla lama fredda &#8220;<em>Meine Ehre heißt Treue&#8221; </em>- e fra vent&#8217;anni potrebbe puntare a me o a voi un fucile vero al petto, o ridipingere casa di rosso con una doppietta e la non-più-felice famigliola.<br />
Non necessariamente si tratta di tipi più violenti del normale. E&#8217; gente comune. Soltanto, è malsano permettere l&#8217;accesso alla propria mente all&#8217;immagine di te che spari con un fucile. E temo non siano tante le persone con un tale controllo sul loro pensiero da poter discernere rappresentativamente sullo schermo dell&#8217;esperienza il gioco dalla realtà. Se ti immagini o peggio ancora se ti vedi, se ti senti con l&#8217;adrenalina in corpo, mentre punti quella che sembra veramente un&#8217;arma da fuoco contro un altro essere umano, lo sfortunato giorno in cui le circostanze potrebbero volerlo, se ne avrai la possibilità, punterai e premerai il grilletto. Perché lo hai già fatto, dopotutto, e quindi è meno inconcepibile. E oltretutto troverai più facile associare alla guerra emozioni positive, perché hai vissuto solo l&#8217;estetica della guerra. E la troverai meno ributtante.<br />
<strong>Per la mente tra finzione e realtà</strong> non c&#8217;è una muraglia. <strong>C&#8217;è solo un velo di nebbia</strong>, di quella che svanisce al mattino.</p>
<p style="text-align: center;">*         *         *</p>
<p><em>29/06/2010: Aggiornamento necessario a causa dell&#8217;evoluzione della discussione. Se vedete sotto, si va per i 100 commenti, e si rende opportuno chiarire la nostra posizione autentica.<br />
- Il post è ironico. L&#8217;articolo, una montatura. Il titolo si rifà agli stereotipi più in voga nel mondo comico occidentale per identificare gli appassionati d&#8217;armi, senza malizia né indici puntati. E&#8217; decisamente pesante, ma c&#8217;est la vie &#8211; non mi pare giusto correggere il post originale. Il corpo di questa pagina, adesso, è la discussione in atto.<br />
- Noi autori non critichiamo il gioco del Softair in toto. Accettiamo i risvolti positivi di teambuilding, socializzazione, amore per la natura e vita all&#8217;aria aperta. Critichiamo con decisione gli apetti di simulazione bellica e l&#8217;uso di riproduzioni di armi d&#8217;offesa e l&#8217;interesse per queste.<br />
- Prima di intervenire sarebbe gradito leggere i commenti. E&#8217; una lettura lunga ma ne vale la pena &#8211; e solo così è possibile parlare con cognizione di causa in una discussione in atto. Fuor d&#8217;ironia, la nostra posizione si è evoluta. Sono allo stesso modo gradite apertura mentale, spirito critico, intelligenza viva e fonti attendibili su cui basare le posizioni in discussione.<br />
- Ci piace ridere. Il riso fa buon sangue. Se qualcuno -autori e non- fosse tentato di fare l&#8217;incazzato, è invitato ad andarsi a fare una passeggiata, ora che è bel tempo.</em></p>
<p><em>- Dimenticavo. Questo è un blog. Non un forum. Questo è un blog. Non un forum. Non lasciate commenti multipli consecutivi. Scrivete quanto volete, ma in commenti singoli. Ponderati perbene, magari. Non ci sono regole da forum: basta che scriviate cose intelligenti e non facciate nulla di illegale. Ci riserviamo il privilegio di cancellare commenti realmente realmente ma realmente idioti. Ma sarà successo tre volte in due anni. Non vivamo su questo blog, quindi siate pazienti se non rispondiamo subito.</em></p>
<p><em>12/07/2010</em></p>
<p><em>Dopo più di 120 commenti nati dalla provocazione del post, questa discussione si può ritenere conclusa. A partire dalle nuove premesse maturate verrà scritto a breve un nuovo post che potrà dare il via ad una nuova discussione più presente e matura. Vista l&#8217;esigenza di non frazionare i commenti in discussioni diverse o continuare interventi su posizioni già esaurite, non verranno pubblicati altri commenti a questo specifico post.</em></p>
<p><em>Chi si sia a nostro giudizio distinto per posizioni mature, spirito aperto e riflessioni intelligenti, fertili e produttive di dialettica verrà per quanto possibile avvisato della pubblicazione del nuovo post.<br />
</em></p>
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		<title>Causa-effetto: curarti il setto nasale non ti protegge dalla prossima martellata</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 20:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente è più indicativo delle azioni della Televisione di Stato, per individuare il trend culturale che le istituzioni vogliono dirigere. Azioni tuonanti di esilio e censura contro ciò che questa cultura d&#8217;istituzione e di massa disapprova, di ammisione o silenzio verso ciò che invece è gradito o innocuo. La conduttrice Antonella Clerici conduce una puntata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente è più indicativo delle azioni della Televisione di Stato, per individuare il trend culturale che le istituzioni vogliono dirigere. Azioni tuonanti di esilio e censura contro ciò che questa cultura d&#8217;istituzione e di massa disapprova, di ammisione o silenzio verso ciò che invece è gradito o innocuo.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/02cassano-sanremo-G.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2490" title="Cassano Clerici Sanremo" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/03/02cassano-sanremo-G.jpg" alt="" width="400" height="280" /></a></p>
<p>La conduttrice Antonella Clerici conduce una puntata del Festival di Saremo con <strong>Antonio Cassano</strong>:</p>
<blockquote><p>Clerici<em>: &#8220;Campione fantasioso e ribelle&#8230;&#8221;</em><em><br />
</em>Clerici<em>: &#8220;Bocciato sei volte fra elementari e medie.&#8221;<br />
</em>Cassano<em>: &#8220;Ho scritto più libri di quanti ne abbia letti.&#8221; (</em>Ne ha scritti due e letti uno. Però ne sta leggendo un altro. Che ha scritto lui. Nda<em>)<br />
</em>Cassano<em>: &#8220;Non so leggere tanto bene. Non sono mica un fenomeno.&#8221;<br />
</em>Cassano<em>: &#8220;Ho fatto diciassette anni da disgraziato e dieci da miliardario: mi mancano sette anni per fare pari.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Per la televisione di Stato questi non sono sproloqui inaccettabili da barbari ignoranti. E&#8217; qualcosa di degno di essere detto durante il Festival di Sanremo &#8211; un &#8220;<strong>monumento culturale</strong>&#8220;, come ho sentito dire quando Morgan ne è stato escluso con ignominia.<br />
Evidentemente, alle alte dirigenze istituzionali pare normale.<br />
Pare normale cacciare da un &#8220;monumento culturale&#8221; un artista che faccia uso di droga perché &#8220;ennesimo cattivo maestro di cui fare a meno&#8221;, come disse la ministra della Gioventù, attribuendo un <strong>innaturale ruolo didattico e pedagogico all&#8217;arte e all&#8217;artista</strong>.<br />
Pare normale integrare all&#8217;interno di quello stesso &#8220;monumento culturale&#8221; l&#8217;apoteosi di un atleta cinghiale come Cassano, che balbetta oscenità con la <em>verve</em> di un immigrato clandestino dall&#8217;inizio alla fine. Che ride dell&#8217;istruzione, dell&#8217;educazione scolastica &#8211; nonostante questa sia per tutti noi la <strong>premessa prima e necessaria per una libertà piena e autentica</strong>. Nonostante gli atleti godano a livello storico internazionale dello status di cui godono proprio <strong>in virtù del loro essere modelli</strong>, esempi da seguire.</p>
<p><strong>Dove sta la differenza?</strong> Perché Morgan è un cattivo maestro di cui fare a meno e Cassano no? Perché i poteri che dovrebbero risollevare il Paese non si sono levati anche contro il ridicolo deplorevole e dannosissimo spettacolo di quella bestia di un calciatore? Per fare il quale è stato, fra l&#8217;altro, pagato <strong>duecentomila euro</strong>?<br />
Porto massimo rispetto ai bacchettoni &#8211; purché siano bacchettoni seri. Altrimenti insomma&#8230; meglio tacere e passar per stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio. <strong>Eh, ministra della Gioventù?</strong></p>
<p>Ma devo dire che <strong>questo</strong> è normale. Dopotutto siamo una società che cercando di risolvere i propri problemi <strong>non tiene conto del rapporto causa-effetto</strong>.</p>
<p>Posso disporre di bende, garze, tamponi, medici supremi, paramedici espertissimi, ambulanze pronte e del miglior reparto di chirurgia maxillofacciale del mondo, ma se continuo a tirarmi martellate in volto la mia salute non migliorerà.</p>
<p>Allo stesso modo posso avere il miglior impianto di magistratura, forze dell&#8217;ordine, pubblicità, esperti, campagne di sensibilizzazione, ma se continuo a trascurare deliberatamente la costruzione della cultura, le persone continueranno a drogarsi pesantemente. A livello ideale, si può dire che la potenziale cattiva influenza di Morgan <strong>è effetto</strong> della pessima influenza di mostruosità mentalmente deformi cone Antonio Cassano.</p>
<p>Perché è vero che personaggi famosi che si drogano non sono un buon esempio. Ma quelli stupidi e ignoranti fanno infezione a monte.<br />
Per <strong>un mondo senza piaghe sociali</strong> della portata della droga è <strong>necessario un mondo di cultura</strong>.</p>
<p>E pensare che un tempo la RAI trasmetteva programmi come &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Non_%C3%A8_mai_troppo_tardi_%28programma_televisivo%29" target="_blank">Non è mai troppo tardi</a>&#8220;&#8230;</p>
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Che va a Sanremo. E arriva secondo. Quindi, attenzione.


(In mezzo al trio, Emanuele Filiberto. Sul...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/07/al-funerale-di-carlotta-1499.htm" title="Al funerale di Carlotta">Al funerale di Carlotta</a><br /><small>Gli sciacalli d'Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2008/12/luca-era-gay-303.htm" title="Luca era gay?!">Luca era gay?!</a><br /><small>Io non sono molto informato sull'attualità. Non leggo giornali e non guardo telegiornali - igiene mentale personale. Ma su internet, fra le ...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Al funerale di Carlotta</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 04:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli sciacalli d&#8217;Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un tavolo operatorio con una cannuccia. L&#8217;altro giorno è morta Carlotta Fondelli, una diciottenne fiorentina. Mi limiterò a descrivere asetticamente l&#8217;evento, perché voglio tornarci con maggior dovizia di particolari per fare delle riflessioni circa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sciacalli d&#8217;Occidente si riconoscono dai teleobbiettivi. Spolpano le salme a forza di scatti. Succhiano il dolore come se ripulissero un tavolo operatorio con una cannuccia.</p>
<p>L&#8217;altro giorno è morta Carlotta Fondelli, una diciottenne fiorentina. Mi limiterò a descrivere asetticamente l&#8217;evento, perché voglio tornarci con maggior dovizia di particolari per fare delle riflessioni circa il ruolo dei tutori dell&#8217;ordine in questa società.<br />
La sera del 15 luglio lei era su uno scooter con il suo ragazzo. Hanno passato un incrocio col verde. Un&#8217;auto-civetta dei vigili, senza accendere sirena e lampeggianti in tempo utile, ha bucato il rosso a grandissima velocità. Stavano portando a identificare una puttana. Lo scooter è stato preso in pieno: lui si è rotto una gamba, lei è morta.</p>
<p style="text-align: left;">Io non la conoscevo. Non conoscevo le sue compagnie di amici. Un mio amico però è stato suo compagno di scuola alle elementari, e sabato mattina l&#8217;ho accompagnato al funerale. Mi ha fatto piacere stargli vicino: vanto un ottimo rapporto con la morte.<br />
La cerimonia funebre è stata davvero commovente, in certi punti, anche se io sono fortemente contrario ai funerali tradizionali.<br />
Sì, non sopporto di vedere persone che piangono senza sapere perché. O disperate perché qualcosa è finito &#8211; non commosse perché qualcosa c&#8217;è stato. Come un bambino che venga portato via da Disneyland a metà giornata. Oh, piccola nota interpretativa: non prendetemi per cinico. Ovviamente c&#8217;erano tante, tante persone il cui sincero dolore sgorgava dagli occhi. Però però però&#8230;<img class="aligncenter size-full wp-image-1510" title="800px-Chiesa_dei_sette_santi_3" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/07/800px-Chiesa_dei_sette_santi_3.JPG" alt="800px-Chiesa_dei_sette_santi_3" width="560" height="420" /></p>
<p>Il fatto è che quando si va a un funerale bisogna essere tristi. Niente sorrisi. Niente saluti alle persone che incontri e non vedevi da tanto tempo. Se non sei abbastanza triste da avere gli occhi lucidi, ti devi sentire in colpa. Se piangi, le persone che sono lì per rappresentanza o buona creanza o apparizione mondana impegnata, ti ammireranno. Tutti costoro, infatti, indossano occhiali da sole per nascondere gli occhi sconvenientemente asciutti.</p>
<p>Il prete, dall&#8217;altare, blatera sgomento, dopo aver invano passato la notte a scartabellare i suoi vecchi appunti di <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-1')" title="click to expand/collapse slider Teodicea">Teodicea&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-1"></span> per trovare una giustificazione accettabile per la morte insensata di una diciottenne alla luce della bontà divina. &#8220;<em>Viene da dire: se Tu fossi stato con lei, non sarebbe morta. Ma&#8230;</em>&#8221; giro di parole, questione elusa. Un&#8217;altra vittoria per la casta sacerdotale. Ha la tonaca bianca e i paramenti viola e promette vita eterna in paradiso. Mi chiedo che posso promettere io quando indosso il mio cappotto nero rifinito alla Wilde e la camicia rossa col jabot.<br />
Il prete chiede disperatamente di credere, di credere, affidando al trascendente dogmatico qualcosa che potrebbe tranquillamente restare aldiqua del cielo. Parla di peccati e peccatori: be&#8217;, perdonalo, Padre, perché non sa quello che dice. Le persone, contrite, si percuotono il petto dicendo a denti stretti &#8220;mia colpa, mia colpa&#8230;&#8221;. Curioso che fuori dalla chiesa la colpa sia sempre altrui per tutto. Il prete legge brani della bibbia. Sceglie i classici, Apocalisse e Lazzaro. Con quelli si va sul sicuro &#8211; come a ordinare un Martini bianco con ghiaccio.<br />
Ave Maria di Schubert. La folla riceve l&#8217;ostia e torna al suo posto, e ciascuno tiene una mano sugli occhi, fingendo di tentare di cogliere un mistero &#8211; senza capire che il mistero del pane è il suo esser corpo della terra, sostentamento primo dell&#8217;Uomo, frutto di un bel mondo in cui ogni vita condivide lo stesso respiro e nulla ha bisogno di transustanziare. C&#8217;è così tanta gente che stavolta eccezionalmente riceve l&#8217;ostia da farmi temere. Ci saranno ostie per tutti?<br />
Una volta che il vecchio sacerdote trova il buon gusto per far parlare altri, inizia la parte commovente.</p>
<p>Parla la zia del fidanzato di Carlotta. Fa un discorso molto bello, sottolineando i suoi aspetti maturi &#8211; l&#8217;aveva conosciuta solo una settimana prima al mare. Alla fine si lascia prendere dal sentimento e invoca ingenuamente un Futuro di Giustizia in cui non muoiano diciottenni. Viene bruciato l&#8217;incenso. Fumo e profumo, luci e voci tremolanti. Adoro l&#8217;incenso. Anche se la sua costante presenza ai funerali mi spenge un po&#8217; lo slancio entusiastico nei suoi confronti.<br />
Parlano gli amici, i compagni di classe. Tutto molto sentito, anche se dall&#8217;esterno gli interventi mi sono parsi piuttosto superficiali. Capisco che magari, dopo una simile perdita, non si articolino bene le parole, ma ciò che si prova per una persona &#8211; quello che la persona è stata &#8211; dopo che muore diventa cristallino. E si è parlato di sguardo, di occhi. Non di qualcosa che abbia fatto, non dei suoi sogni, non di quello che in particolare ha trasmesso ai suoi cari, non di come ha migliorato le persone a lei vicine. Ma si sa che comunque il tono commosso commuove.<br />
Parla la sorella gemella. Riesce a stento a pronunciare qualche parola. Dice &#8220;Non te l&#8217;ho mai detto, te lo dico ora: ti voglio bene&#8221;. La bara ha molto apprezzato. In effetti in quel momento mi si è formata in cuore un&#8217;antistima per la sorella davvero vertiginosa. Deve morire, tua sorella, per sentirsi dire da te che le vuoi bene? Se il tuo processo di apprendimento funziona così non ti aspetta un bel vivere. Mi raccomando: evitate che capiti anche a voi di dover dire qualcosa del genere.</p>
<p>Infine, la bara viene portata via. Come Mosè davanti al Mar Rosso, separa la folla in due ali. La seguono i parenti e gli amici più stretti, in una sfilata di dolore cui le altre persone partecipano attivamente modulando un volto ancor più sconvolto. Come chi, per non sfigurare al confronto, va vestito elegantissimo alle sfilate di moda.<br />
Poi, l&#8217;applauso. L&#8217;applauso funebre, il simbolo più sincero della stupidità con cui vengono vissuti i funerali. Un applauso barbaro, oltraggioso, immotivato: la morta non è la protagonista di uno spettacolo teatrale che torna alla ribalta per godersi l&#8217;acclamante scroscio. Comunque inizio a credere che l&#8217;applauso sia un jolly da usare quando non si sa che fare per riemipre un silenzio. Un silenzio che mai come a un funerale è percepito come pesante, perché si resta a tu per tu con pensieri di morte. A quel punto sarebbe meglio cantare&#8230;</p>
<p><strong>Insomma, sì, sono uno stronzo irriverente</strong>. Ma questo tipo di funerale (quello classico) è quanto di più idiota sia stato partorito da mente umana. Il funerale serve a chi resta, non a chi se ne va: e allora perché deve essere una cerimonia desolante? Perché deve portarmi via ogni energia?<br />
In Irlanda, dopo la breve funzione funebre, tutti i partecipanti si ritrovano al pub a bere in memoria del morto e raccontando su di lui aneddoti divertenti e sputtananti a livelli incontrovertibili. Da noi?<br />
I funerali hanno il pregio di radunare molte persone che si vedono di rado. Perché non sfruttare l&#8217;occasione per salutarsi con piacere sincero, con un sorriso? Dirò di più: NON farlo è un oltraggio al morto, alla rete di affetti, amicizie e relazioni che giorno per giorno ha intessuto, rete che è manifestazione tangibile della sua vita.</p>
<p>Io voglio energia, sorrisi, al mio funerale e a quello dei miei cari. Voglio che le persone se ne vadano contente di aver conosciuto chi è morto. Voglio che siano consapevoli di quello che da lui hanno preso. Voglio che festeggino, che ridano raccontando ricordi e che riallaccino rapporti affievoliti. Voglio che vengano suonate le canzoni che abbiamo ascoltato e cantato tutti insieme. Voglio che le persone tristi siano coinvolte da quelle che riescono a trasmettere l&#8217;entusiasmo del momento. Non voglio vedere bare costose o ampie corone di fiori. Voglio vedere bottiglie di vino squisito da bere alla propria salute, e voglio vedere i fiori ornare i capelli delle donne e le giacche degli uomini &#8211; perché tutti meritano di portare un fiore addosso. Anche se morissi presto e in maniera insensata, o se toccasse a qualcuno che amo, vorrei belle parole, sensibili, intelligenti, degne di chi muore ma non rivolte a lui. Voglio che la gente al funerale si senta fortunata. E voglio che la gente balli, perché quando la gente balla la morte non fa più paura.</p>
<p>Nulla di questo ho visto al funerale di Carlotta, morta in maniera insensata e coerentemente onorata con un funerale altrettanto senza senso.</p>
<p>Fra l&#8217;altro&#8230; Durante la cerimonia prendevo appunti. Qualcuno ha avuto da ridire, voleva linciarmi.<br />
A quanto pare scrivere è mancare di rispetto. Be&#8217;, io l&#8217;ho detto che sono uno stronzo irriverente. Ma vi consiglio comunque di ascoltarmi.</p>
<div id="hackadelic-sliderNote-1" class="concealed">Disciplina teologica che analizza il rapporto fra la bontà di Dio e la presenza del male nel mondo. Dal greco, &#8220;Giustizia di Dio&#8221;.</div><h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2009/02/arrivano-i-barbari-819.htm" title="Arrivano i barbari">Arrivano i barbari</a><br /><small>Esistono molti tipi di invasioni barbariche. Di solito le immaginiamo stile invasione dell'Impero Romano: da una parte una civiltà raffinata...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/legge-libera-caccia-2201.htm" title="Legge-libera-caccia">Legge-libera-caccia</a><br /><small>Il nostro beneamato Parlamento ha approvato la deregolamentazione della caccia. Da oggi esiste quindi una legge che prevede la sostituzione ...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/10/il-columbus-day-ovvero-festosa-commemorazione-delluccisione-di-cento-milioni-di-persone-1694.htm" title="Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone">Il Columbus Day &#8211; ovvero, festosa commemorazione dell&#8217;uccisione di cento milioni di persone</a><br /><small>Siamo abituati ai Giorni della Memoria, ai cippi e monumenti commemorativi, ai "Per non dimenticare", ai tragici racconti di gulag, lager, c...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo&#8230; permesso, scusate, devo passare.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 09:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una frase che sta spopolando, ultimamente. : &#8220;Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo permesso&#8220;. Avendo come autrice una donna, è naturale che questa frase sia recepita più naturalmente dal delicato sesso femminile, piuttosto che dal forzuto maschile. E fra i due giganteschi personaggi standard da Commedia dell&#8217;Arte che sono gli &#8220;uomini&#8221; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una frase che sta spopolando, ultimamente. <a href="javascript:;" class="hackadelic-sliderButton"onclick="toggleSlider('#hackadelic-sliderPanel-2')" title="click to expand/collapse slider Eleanor Roosvelt">Eleanor Roosvelt&raquo;</a> <span class="hackadelic-sliderPanel concealed" id="hackadelic-sliderPanel-2"></span>: &#8220;<strong>Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo permesso</strong>&#8220;.<br />
Avendo come autrice una donna, è naturale che questa frase sia recepita più naturalmente dal delicato sesso femminile, piuttosto che dal forzuto maschile. E fra i due giganteschi personaggi standard da Commedia dell&#8217;Arte che sono gli &#8220;uomini&#8221; e le &#8220;donne&#8221;, sono solitamente queste ad avere la caratteristica stereotipata della fragilità (sic).</p>
<p>La cosa che mi ha molto incuriosito è la stupidità interpretativa della gente.</p>
<p>Infatti, la maggior parte delle persone &#8211; perlopiù adolescenti o persone col cervello di adolescenti &#8211; si spiega questa frase pensando (si imposti la voce in tonalità acuta e svenevole) &#8220;<strong>Io sono un regalo preziosissimo da fare soltanto a quei pochi eletti (meglio se uno solo) che io sceglierò, e a cui con totale fiducia permetterò perfino di farmi sentire inferiore, anche se per amore non lo faranno mai; gli altri non ne hanno il diritto</strong>&#8220;. Sulla scia di &#8220;<em>Nessuno merita le tue lacrime, e chi davvero le merita non ti farà mai piangere</em>&#8220;, del peggior Màrquez (appartenete alla scuola dei poeti scadenti dell&#8217;America Latina insieme all&#8217;iperglicemico Neruda, il cui abuso sta falciando all&#8217;altezza del ginocchio &#8211; per poi abbandonare agonizzante sul campo &#8211; la capacità di interpretare i sentimenti delle ultime generazioni).</p>
<p style="text-align: left;">In realtà la Roosvelt aveva due palle di bronzo grandi come pompelmi.<br />
La frase non è del tipo da sventolare come un fazzoletto affacciandosi alla finestra per vedere l&#8217;amato, tutt&#8217;altro. E&#8217; un vero schiaffo in faccia a tutti. Infatti il suo reale significato è: &#8220;<strong>Se qualcuno ti fa sentire inferiore, è perché tu glielo hai permesso</strong>&#8220;.<br />
Cioè, la malainterpretazione ha trasformato una secchiata d&#8217;acqua gelata in pastoso miele colombiano. Ha mutato un invito alla veglia attenta in un ulteriore indirizzo verso l&#8217;annullamento di sé (in qualcun altro).<br />
La stupidità in sé non è pericolosa &#8211; anzi, la trovo molto divertente. E&#8217; quando travolge ciò che è sano che diventa intollerabile. Quando il sonno della ragione genera mostri. Quando ci si appiglia a delle frasi snaturate per giustificare l&#8217;ingiustificabile.</p>
<div id="attachment_1014" class="wp-caption aligncenter" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-1014" title="Orango dubbioso" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2009/03/orango3jy3.jpg" alt="Questo ragazzo sta saggiamente rivedendo le proprie interpretazioni di alcune frasi celebri." width="454" height="412" /><p class="wp-caption-text">Questo ragazzo sta saggiamente rivedendo le proprie interpretazioni di alcune frasi celebri.</p></div>
<p>Eleanor Roosvelt disse anche: &#8220;<strong>Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni</strong>&#8220;.<br />
Quanto sarebbe bello un mondo in cui frasi belle non venissero puntualmente traviate&#8230;</p>
<div id="hackadelic-sliderNote-2" class="concealed"> Nipote del celebre presidente statunitense Theodore Roosvelt e First Lady di Franklin Delano Roosvelt (quello del <em>New Deal</em>, per intendersi), e ardente femminista, fino alla vecchiaia si batté strenuamente per la stesura e la ratifica della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.</div><h3  class="related_post_title">Post simili</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://2honolulu.it/2010/03/io-odio-jim-morrison-2529.htm" title="Io odio Jim Morrison">Io odio Jim Morrison</a><br /><small>Nulla di personale. Ma è così.



Passato alla storia come un artista di supremo calibro, adorato ai limiti dell'idolatria, citato all'i...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/01/poesia-a-encefalogramma-piatto-352.htm" title="Poesia a encefalogramma piatto">Poesia a encefalogramma piatto</a><br /><small>Di recente ho letto un libro - sulla copertina c'era scritto: poesie. Fiera autrice, Martha Lazzeri Ugolini, la quale, con questa sua raccol...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2009/09/e-a-quando-a-quando-un-elefante-bianco-1575.htm" title="&#8230; e a quando a quando, un elefante bianco">&#8230; e a quando a quando, un elefante bianco</a><br /><small>La giostra gira.
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