mag 31 2009

Il giorno prima del Grande Giorno

Capita sempre il giorno prima del Grande Giorno, a tutti.

Che sia un esame, un colloquio, una battaglia, una cerimonia, – uno spettacolo – non importa. Il sentimento che si ha in cuore è sempre lo stesso. Paura ed emozione che variano e si confondono, la testa che riecheggia di pensieri su quel Giorno, energia, sonno più o meno tormentato.
La cosa fantastica è che questi Grandi Giorni sono tutti colpi d’ali che ci permettono di sollevare noi stessi e la nostra condizione verso orizzonti sempre più lontani e magnifici.
La cosa strana è che davanti a questi Grandi Giorni si smette di pensare all’oggi: si è lanciati, pro-gettati su quel Giorno e nient’altro. E si scorda il presente.

In realtà però quel Grande Giorno è la misura del lavoro fatto durante i giorni precedenti. Quei giorni non sono un periodo compresso di notte e luce a vigilia di un giorno più grande. Sono giorni – ciascuno di essi è un giorno – come il Grande che si sta attendendo e come quelli che lo seguiranno. Quindi, se ogni giorno contribuisce ai Grandi Giorni della nostra vita, ogni giorno è Grande, e non esistono, non devono esistere giorni normali. La goccia che fa traboccare il vaso è identica a quella che vi è caduta dentro per prima, e il primo passo fuori di casa è identico all’ultimo prima dell’arrivo – anche fosse un viaggio di diecimila miglia.

Da domani sera, per me e Massimo cambieranno molte cose. Domani è il nostro Grande Giorno. Ma anche oggi lo era.
Se domani, per voi, non è in programa nulla di speciale, be’, sappiate che comunque anche per voi domani sarà il vostro Grande Giorno, così come anche per voi oggi lo era.
Ed è per questo, credo, che ogni giorno il sole sorge: a gloria vostra, e di noi tutti.Alba a Roccella

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 5.0/5 (7 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +4 (from 4 votes)

mag 17 2009

Ancora estate

Come sempre, attesissima, arriva l’estate. Secondo atto stagionale della messinscena annuale. Come sempre, se ne respira il profumo ben prima che arrivi. Si coglie nell’allungarsi delle giornate, nei pollini che viaggiano per l’aria, nel caldo che incede per le vie cittadine. Ed è subito esaltazione collettiva.

Premetto che a me piace molto l’estate. Ne adoro le sere lunghe all’aperto, gli aperitivi, i vestiti leggeri, il sudore, i pensieri più freschi e rilassati portati dalla brezza. Per non parlare del cielo stellato. La notte, d’estate, è più vivibile, e per uno come me, che ama la strana magia che la notte esercita su tutti, è un periodo splendido. Però però però…fredda_estate

Ve ne siete accorti anche voi? O lo dite anche voi?
“Quando sarà estate avrò più tempo per leggere tutti i libri che ho ancora da leggere” “Quando sarà estate ti potrò dedicare più tempo” “Questa estate mi potrò ritagliare un paio di settimane col mio amore” “Finalmente questa estate potrò coltivare le mie passioni” “Questa estate lavoro e mi faccio un bel viaggio” “Questa estate…” “Quando sarà estate…”.
Ve ne siete accorti anche voi? O lo dite anche voi?
Dirle o sentirle dire è normale… ma averle scritte daavanti nero su bianco fa un certo effetto, non trovate?  Si vede con più chiarezza che cosa rappresentano. Questa corsa al soldo per poter scappare via, questo fuggi-fuggi generale che se ne infischia in larga parte degli amici e dei propri cari – nella misura in cui si abbia già compagnia o un partner amoroso con cui fondersi e dimenticare per qualche settimana la vuota vertigine della propria individualità – questo mantra estivo che dà l’illusione di non star buttando via la propria vita – né aspettando l’estate né passandola in un villaggio vacanze del Club Méditerranée.
L’estate in realtà non è un limbo. Non è il luogo delle meraviglie fuori dallo spazio e dal tempo in cui ci si rilassa e i sogni diventano realtà. E’ un semplice periodo dell’anno, come tutti gli altri.
Vi sembro cinico? Be’, sì, può essere. Ma se l’estate fosse solo un paradiso temporale, un porto franco in cui godersi un’ottica diversa – o una stagione così percepita – non ci sarebbero problemi. Il problema nasce nel momento in cui l’estate diventa l’obiettivo, il sogno, la salvezza: questa costante, estenuante attesa di un tempo di certo migliore (fra giugno e agosto), questo aspettare i tartari affacciati dall’oggi sul confine del domani facendo il conto alla rovescia per il solstizio, tutto questo sì che è una piaga sociale.
Fa sì che ci sia un deposito in cui rimandare tutto: passioni, sogni, relazioni. Fa sì che la gente non si spacchi il culo per far sì che l’oggi sia un paradiso – tanto se il paradiso arriva domani… tanto vale aspettare. Diventa una valvola di sfogo che rende (appena) sopportabile la routine annuale a tutti – che quindi la accettano come “inevitabile”.
All’idea di un anno senza estate, chiunque rabbrividirebbe. “E come si fa a resistere?!” Anche se poi, tutto il tempo che questa stagione promette, si finisce per sprecarlo in un’agosto di immortalità, durante il quale ci si chiede “Perché fare qualcosa oggi, quando ho tutto il tempo di farla domani?”. Dopotutto, più si ha tempo, più tempo si spreca.
Ed è solo quando arriva settembre, quando si vedono le persone tristi tornare a casa, che pare quasi di sentire che dentro di sé si stanno gettando a terra in lacrime strappandosi i capelli e graffiando fino al sangue e sbattendo i pugni contro la porta chiusa dell’agosto passato, per dover tornare a scontare un altro anno di pena, senza aver fatto quello che volevano nella loro ora di libertà.

Per parte mia, da adesso mi impegno solennemente a vivere ogni anno come se le stagioni non esistessero.
“Perché?”, mi chiedi ancora?

Perché perché perché perché perché perché perché perché?
Perché perché perché?
Mi sa che voi sulla terra sprechiate il vostro tempo a porvi troppi perché. D’inverno non vedete l’ora che arrivi l’estate, e poi… D’estate avete paura che ritorni l’inverno. Per questo non vi stancate mai di viaggiare, di rincorrere il posto dove non siete. Dove è sempre estate.
Non dev’essere un bel lavoro.
(
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento)

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 5.0/5 (4 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +2 (from 2 votes)

mar 12 2009

Vivere con lentezza

Tre giorni fa era la giornata mondiale della lentezza. Quanti di voi lo sapevano? Non molti immagino; io l’ho scoperto per caso quella mattina trovando uno di quei giornaletti metropolitani abbandonato in autobus, che dedicava una pagina con un’intervista al fondatore del movimento “vivere con lentezza”.

Fare le cose con calma equivale a perdere tempo? Non necessariamente. Forse è meglio fare poche cose a modino, piuttosto che molte ma tirate via. Che vita farà un uomo d’affari che è sempre di corsa, costantemente al cellulare a chiamare quello o quell’altro? Potrà concludere molti affari, però arrivato a serata, dopo 10 ore di corsa, cosa gli rimane? Se invece facesse le cose con più calma, oltre magari ad avere rapporti migliori con le persone, avrebbe anche un rapporto migliore con se stesso. Un po’ di tempo dobbiamo dedicarlo anche a noi stessi!

L’organizzazione “vivere con lentezza” propone a tal proposito alcuni comandalenti, per trovare la giusta velocità nella vita. Cito quelli che ritengo più interessanti.

  • Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
  • Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni.
  • Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer, se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
  • La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
  • Non precipitiamoci; il cinema, la lavastoviglie, l’ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano.
  • E’ scientificamente provato che l’acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?

Smettiamo di continuare a ripetere:”non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

Ci ho messo qualche giorno per pensare come scrivere questo post, alla fine mi sono accorto che non c’era da dire molto. Però l’ho fatto con calma.

Sid

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 4.7/5 (7 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +2 (from 4 votes)

gen 3 2009

A spasso nel Tempo

“Un fiume che scorre senza sosta e inesorabilmente dal giorno della nascita a quello della morte.”

Ecco, questo è a mio avviso il modo migliore per definire il Tempo. Non mi sono mai piaciute troppo certe date, come ad esempio il Capodanno e il compleanno. Che tra l’altro, per me, cadono a distanza di 10 giorni l’una dall’altra.

La fine dell’anno, come occasione per ripulirsi di tutto ciò che è sono stati i 365 giorni precedenti, il compleanno come data in cui si cresce. Viste in questo modo non dicono niente, possono servire invece come 2 date di riferimento, un’occasione per ripercorrere ciò che è successo nell’ultimo anno; come le cose intorno a noi sono cambiate, come noi siamo cambiati. Ma senza fare uno stop e ripartire, nessuna separazione netta: il fiume scorre senza sosta. Leggi tutto…

VN:F [1.9.7_1111]

Ehi, solo un attimo! Dedica un secondo del tuo tempo per votare il post, cosi' sapremo se ti e' piaciuto! Clicca le stelle qua sotto, non serve registrazione!
Rating: 5.0/5 (2 votes cast)
VN:F [1.9.7_1111]
Rating: +1 (from 1 vote)

I problemi del mondo sono ingestibili, riparare a quelli della propria esistenza è come tener su una nave che affonda, si ha continuamente la sensazione di non aver capito nulla della vita, delle persone che ci stanno intorno, dei nostri e dei loro sentimenti, il nostro domani sembra uguale allo ieri, ci si sente in trappola e non si sa come venirne fuori.
Fin qui saremo quasi tutti d'accordo. E qui è dove si ferma la maggior parte delle persone. Per questo nasce To Honolulu.
Partendo da una presa di coscienza su questo disagio comune, il progetto di To Honolulu è un invito ad assumere una consapevolezza maggiore non solo su se stessi ma anche sul mondo in cui si vive e sulle persone che ci vivono insieme a noi, un invito ad essere presenti in ogni scelta che facciamo, attivi e critici rispetto a ciò che ci accade intorno, un invito a stimolare altre persone col proprio entusiasmo a far tutto questo, con la complicità umile di chi ha un destino ignoto ma comune.
Avanti e in alto, To Honolulu!

Finalmente!

Sono cent’anni che ti aspettiamo! E anche se non lo sapevi, ci stavi cercando.

Chi sono questi idioti coi cartelli?
E soprattutto, perché? li stavi cercando?
Leggi qua sopra: capirai.

Iscriviti alla mailing list