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	<title>To Honolulu &#187; Valori</title>
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	<description>E&#039; come guidare di notte. Non vedi aldilà dei fari - ma puoi fare tutto il viaggio anche così.</description>
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		<title>Dell&#8217;Onore</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 21:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo Stato libero di Bananas (Critica)]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando qualcuno offendeva il tuo onore c&#8217;era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che reazioni violente. Nel nostro ordinamento, pur avendo subito delle rilevanti contrazioni (come l&#8217;abolizione del delitto d&#8217;onore), l&#8217;onore resta un valore ben protetto, specie a mezzo delle norme del secondo capo del dodicesimo titolo (&#8220;dei delitti contro la pesona&#8221;) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando qualcuno offendeva il tuo onore c&#8217;era il duello, la rappresaglia, la spedizione punitiva. Niente altro che <strong>reazioni violente</strong>. Nel nostro ordinamento, pur avendo subito delle rilevanti contrazioni (come l&#8217;abolizione del delitto d&#8217;onore), l&#8217;<strong>onore resta un valore ben protetto</strong>, specie a mezzo delle norme del secondo capo del dodicesimo titolo (&#8220;dei delitti contro la pesona&#8221;) del secondo libro del codice penale, intitolato, appunto, &#8220;dei delitti contro l&#8217;onore&#8221;. Ma come sappiamo, la difesa giudiziale di un diritto può purtroppo non essere altro che una violenza legale. <strong>Non si minacciano duelli, ma cause</strong>. Anticipo che queste riflessioni mi sono suggerite dai recenti avvenimenti relativi a Vasco Rossi e al sito Nonciclopedia, e soprattutto dal comma 29 del ddl sulle intercettazioni.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;onore?</strong> Reputazione, fama, sentimento personale legato al proprio intimo valore? Le definizioni possono essere tante, ma alcune sono meno precise di altre. Ad esempio, si può dire che l&#8217;onore sia dignità e rispetto?</p>
<p><strong>La dignità</strong> è il valore intrinseco e ontologico che accomuna ogni umano, che li parifica, che sancisce l&#8217;inviolabilità del suo intimo essere, espresso nelle forme dei diritti, dei doveri e delle libertà. Il diritto alla salute, al lavoro, il diritto-dovere al voto, la libertà di espressione, di pensiero e autodeterminazione sono cifre della dignità umana. Non onori.</p>
<p><strong>Il rispetto</strong> è l&#8217;intimo apprezzamento e il riguardo, la considerazione di una qualità o di un valore o di una persona: rispetto per gli anziani, per le diversità, per la pulizia delle strade, per la natura. Non onore.</p>
<p>E allora che cos&#8217;è l&#8217;onore? Ci dobbiamo <strong>rivolgere a chi dell&#8217;onore ha fatto il suo vessillo</strong>, forse, per capirlo. Magari ai cavalieri cortesi, o a Cyrano de Bergerac. Si tratta quindi della<strong> sintesi coerente di ogni altissimo valore morale</strong>, supremo faro di una vita luminosa? Per certo sarebbe bello se lo fosse, ma un simile onore ha la caratteristica di essere totalmente scollegato alla realtà sociale &#8211; e l&#8217;onore è per certo <strong>dipendentissimo dalla reputazione</strong>.<br />
Ma va ammesso, non si esaurisce nella fama esterna: può essere <strong>considerato un valore anche in sé stessi</strong>, e può essere leso in quanto tale con un&#8217;ingiuria, con un&#8217;offesa: pur se sono mal considerato dalla società, anzi un notorio fetente o coglione, chi mi denigri può ferire il mio interiorissimo e forse non compreso onore &#8211; <strong>come fossi un Don Chisciotte</strong>. Il cavaliere avrebbe lavato l&#8217;onta nel sangue, il cittadino lo fa in tribunale.<br />
Ma essendo stagionato il tempo delle crociate e delle tenzoni, e non sussistendo verosimilmente ad oggi, se non all&#8217;interno di formazioni sociali militari o istituzionali, un generalizzato senso di missione che sta alla base del suddetto tipo di onore,<strong> forse l&#8217;onore si riduce ad una generica autostima</strong>. Ho il diritto di salvaguardare la mia autostima. Anche se come diritto mi pare piuttosto povero, e si tratta più che altro di una responsabilità personale che prescinde dalle onte provenienti da fuori.</p>
<p>Circa l&#8217;onore come fama e reputazione, poteva avere un senso nelle barbare civiltà feudali giapponesi, e può avere un senso nel caso in cui qualcuno svolga <strong>ruoli che richiedano particolare affidabilità</strong> (come per i produttori alimentari, i politici) in virtù della necessità di certezza che la cittadinanza deve avere nei loro confronti. Se racconto verosimilmente che Tizio usa il ddt sulla sua insalata, è giusto che lui mi possa sconfessare istituzionalmente per tutelare il rapporto di fiducia che si è conquistato coi suoi acquirenti e non subire ingiusti danni economici. Parimenti se racconto circostanziatamente che il sindaco Caio si masturba nascosto fra i cespugli della scuola mentre osserva i bambini che giocano, è sacrosanto che lui possa scrollarsi di dosso la falsa infamia davanti agli occhi dell&#8217;intera popolazione, garantendo l&#8217;integrità in virtù della quale è stato eletto.</p>
<p>Ma elementi fondamentali sono a mio avviso la <strong>verosimiglianza e la puntualità del racconto</strong>. Se dico &#8220;Oh, ma lo sai che Tizio usa il ddt?&#8221;, lascio semplicemente tutti nella piena facoltà di fare ulteriori domande o indagini, di accogliere o rigettare la mia informazione &#8211; e come continuamente accade, <strong>ci si rimette alla fonte attendibile</strong>, una volta trovata. Insomma la mia insinuazione lascia il tempo che trova, ammesso e non concesso che l&#8217;intelligenza e la cultura delle persone permetta loro di ricercarla, quella fonte attendibile.<br />
Se invece la mia è una narrazione che porta prove e che vuole essere solida &#8211; cioè, in breve, <strong>se si sta parlando seriamente &#8211; è giusto un confronto giudiziario.</strong></p>
<p><strong>Ricapitolando</strong>, avendo scartato la rilevanza del punto di vista soggettivo (autostima) ammettendola invece in alcuni casi per quello oggettivo (reputazione), e avendo  discriminato i casi seri, verosimiglianti e circostanziati da quelli superficiali, inverosimili e vaghi, si può fare un ulteriore distinguo: l&#8217;<strong>oggettiva rilevanza o irrilevanza della reputazione.</strong></p>
<p>Se si scrive a mezzo stampa, ricostruendo una storia traviata, che l&#8217;adamantino <strong>capo della polizia</strong> &#8211; una vita sacrificata per la lotta alla criminalità &#8211; <strong>è colluso con la mafia</strong>, la di lui <strong>reputazione è rilevantissima</strong>, ed è necessario ripulire il suo nome da ogni dubbio esperendo una difesa giudiziale.<br />
Se si scrive su Nonciclopedia &#8220;<em>V. Rossi è un vecchio bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole e deve la sua fama alla credulità di milioni di rimbambiti fatti e strafatti quanto e più di lui &#8230;. !&#8221;, </em>la di lui reputazione,<strong> essendo artista controverso</strong> sia per la qualità della sua arte che per la qualità della sua vita e del suo messaggio, <strong>è terra di nessuno</strong> su cui possono viaggiare tranquillamente le offese più bestiali come le apoteosi più adoranti. Questo perché? Perché è artista controverso che ha desiderato e ricercato il ruolo dell&#8217;artista controverso. Senza contare che il contesto, ossia Nonciclopedia, è per definizione zona franca da qualsiasi morale, e baluardo della libertà di espressione.</p>
<p>Ma fin qui stiamo già un po&#8217; più tranquilli, visto che <strong>c&#8217;è il filtro della decisione di un Giudice</strong>.</p>
<p>Con il<strong> ddl sulle intercettazioni</strong>, oltre a tentare di uccidere comodamente il mezzo supremo di indagine (sentivo il Procuratore di Torino dire: «Se ai medici dicessero: &#8220;Da domani niente radiografie? O meno radiografie?&#8221;»), il Governo Berlusconi, invece anche solo di tentare di risollevare le difficili sorti del Paese, compie l&#8217;ennesimo, insano, distruttivo gesto: <strong>chiunque, a causa di una pubblicazione sul web, si sentirà leso nella propria immagine</strong> &#8211; ossia in quello strano onore di cui abbiamo fin qui parlato &#8211; <strong>potrà richiederne la rettifica, che dovrà avvenire entro 48 ore</strong>.</p>
<p><strong>Se Cesare Battisti</strong> vede scritto su un blog (questo blog?) che è un infame terrorista, assassino abominevole, mostro ripugnante, che meriterebbe di suppurare nella sua stessa merda per due ergastoli fino a che una lenta e dolorosa morte non lo separi dal corpo, mi potrà mandare una segnalazione, ed io dovrò prontamente rettificare secondo le sue indicazioni.<br />
Ovviamente questo blog è una minuscola entità, ma immaginiamo come è che larghe e serene <strong>entità come Wikipedia potranno venire sbranate in nome della cura della propria fama</strong>. Ed è di questo che si parla, di fama, di visibilità, di immagine: il rampollo partorito dalla recente cultura televisiva (Berlusconi), l&#8217;idolo a buon mercato, di massa, spregevole in ogni sua forma, si è unito in strane e lubrificate sodomie col geriatrico Onore generando una bolgia di bizzarre e terrificanti chimere che vogliono essere intoccabili, concentrate nell&#8217;adorazione e nella sofisticazione di sé secondo le trame che i loro cervelli malformati, rugginosamente, ordiscono.</p>
<p>Nel 2011<strong> l&#8217;onore è reliquia di un passato</strong> dove vi erano classi onorabili o non onorabili, dove si difendeva vittorianamente l&#8217;orgogliosa facciata della famiglia, dove le sconfitte erano disonori da harakiri &#8211; reliquia buona per categorie ristrettissime, e <strong>rimpiazzabile con la ben migliore e più umana affidabilità.</strong><br />
Inoltre, in relazione a questo liso ma comodo valore, specie se incrociato chimericamente con la società dell&#8217;immagine, la generalizzata ed estesa minaccia di querela da parte dei famosi facoltosi, va interpretata come <strong>metadone dell&#8217;eroi(ni)co duello per lavare l&#8217;onta</strong>, con cui l&#8217;azzimato nobilastro uso alle armi, stizzito, minacciava o trafiggeva il poveruomo che non aveva mai tenuto in mano una spada per solo dire che era più grande e noto di lui. E questo, bontà sua, a nessuno ha mai fatto onore.</p>
<p><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/10/gestaccio-vasco-rossi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3381" title="Vasco Rossi" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2011/10/gestaccio-vasco-rossi.jpg" alt="" width="580" height="349" /></a></p>
<p><strong>Ma attenzione: che tutto questo nero serva a ritemprare il proprio sentimento per il proprio Paese e l&#8217;entusiasmo nelle nostre azioni volte alla luce di domani, e non ad atterrarlo in una comoda e fiacca posizione disfattista.</strong></p>
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		<title>Cavallette, Cowboy e sette Samurai: Kurosawa colpisce ancora!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 19:44:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Benjamin Sidney Un calorosissimo saluto a tutti i lettori di To Honolulu! Eccoci qui, ancora a parlare di cinema, in particolare delle influenze cinematografiche del grande regista giapponese Akira Kurosawa. Probabilmente avrete sentito parlare del film &#8220;I sette Samurai&#8221;, ma è molto più probabile che abbiate visto &#8220;I magnifici sette&#8221;, film western del regista John [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Benjamin Sidney</em></p>
<p>Un calorosissimo saluto a tutti i lettori di To Honolulu!</p>
<p>Eccoci qui, ancora a parlare di cinema, in particolare delle influenze cinematografiche del grande regista giapponese Akira Kurosawa. Probabilmente avrete sentito parlare del film &#8220;I sette Samurai&#8221;, ma è molto più probabile che abbiate visto &#8220;I magnifici sette&#8221;, film western del regista John Sturges.<br />
Se questi due titoli non vi dicono nulla, cosa ne dite di &#8220;A bugs life&#8221; della Walt Disney-Pixar? Ovviamente parliamo di tre generi cinematografici molto diversi, ma è curioso notare che la storia è sempre la stessa (leggi in proposito <a href="http://2honolulu.it/2009/12/un-kurosawa-spaziale-la-nascita-del-jedi/">questo post</a> per le analogie tra &#8220;La fortezza nascosta&#8221; e &#8220;Star Wars&#8221;), il capolavoro di Kurosawa colpisce ancora una volta!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/sette-samurai-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2294" title="I sette samurai" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/sette-samurai-2.jpg" alt="" width="256" height="182" /></a></p>
<p><strong>I sette Samurai</strong> è il film giapponese più acclamato dal pubblico e dalla critica cinematografica mondiale, il capolavoro di Kurosawa parla delle vicende di un povero villaggio del periodo feudale. I contadini del villaggio, giunti alla disperazione a causa selle frequenti razzie perpetrate da un gruppo di briganti senza scrupoli, decide di assoldare dei guerrieri Samurai per risolvere la situazione una volta per tutte.<br />
Arrivati in città i contadini cercano di assoldare dei guerrieri, ma si rendono presto conto che il solo vitto e alloggio non bastano come pagamento per un&#8217;impresa così rischiosa. I contadini, disperati si aggirano per il villaggio e assistono attoniti ad una scena che riporta speranza nei loro cuori: un Samurai che rischia la vita per salvare un bambino tenuto in ostaggio da un ladro, travestendosi da monaco. La genialità e l&#8217;abilità del Samurai ispira i contadini, che lo supplicano di aiutarli convincendolo infine ad accettare. Così inizia l&#8217;avventura. La ricerca di altri Samurai per portare a termine l&#8217;impresa porta alla creazione del gruppo composto di Sette Samurai molto speciali, ognuno con le sue peculiarità e abilità.</p>
<p>L&#8217;abilità strategica del Samurai anziano, forgiata <em>dall&#8217;esperienza di tante battaglie perse</em> &#8211; citando il personaggio -, porta alla vittoria in un&#8217;impresa che sembrava impossibile; una vittoria che però costa molto in termini di vite umane. I sette Samurai è un&#8217;opera carica di emozioni travolgenti, che riesce a coinvolgere lo spettatore come solo pochi film sanno fare.</p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/imagnificisette-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2295" title="I magnifici sette" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/imagnificisette-1.jpg" alt="" width="253" height="190" /></a></p>
<p><strong>I Magnifici Sette</strong> è un film Western girato nel 1960 dal regista John Sturges, liberamente tratto dal film di Akira Kurosawa.<br />
Parla della storia di Sette Cowboy di un paese di frontiera fra Stati Uniti e Messico che vengono assoldati dal capo di un villaggio messicano per risolvere una questione con una banda di banditi che uccidono e derubano gli abitanti del villaggio. La storia è pressoché la stessa del film di Kurosawa, il tema centrale rimane il forte sentimento di cameratismo e rispetto che si crea fra i &#8220;combattenti&#8221;; sia i Samurai, che i Cowboy non sono mossi dal denaro, decidono di rimanere a difendere il villaggio, perchè credono nella giustizia.</p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2296" title="Bug" src="http://2honolulu.it/wp-content/uploads/2010/02/images.jpeg" alt="" width="143" height="107" /></p>
<p>Passiamo adesso all&#8217;intrattenimento per bambini, il film &#8220;<strong>A Bug&#8217;s Life</strong>&#8221; diretto dal regista John Lasseter e prodotto dalla Walt Disney- Pixar, trae ispirazione da entrambi i film sopracitati. Questa è la storia di un <em>villaggio</em> di formiche, un formicaio che si trova costretto a pagare un ingente tributo ad un gruppo di cavallette-bandito in sombrero, che vivono in un posto molto simile al Messico di Sturges.<br />
Le formiche cercano aiuto in città, sono alla ricerca di insetti guerrieri per difendere il villaggio, ma quello che trovano è solo un gruppo di simpatici insetti da circo. Il messaggio di questo film di animazione è molto affine a quello degli altri, gli insetti da circo, pur essendo in minoranza rispetto alle cavallette, come i Samurai e i Cowboy rispetto ai banditi, decidono di rimanere e aiutare le formiche, perchè sanno di rappresentare la speranza, sanno che è giusto proteggere i più deboli, anche senza essere retribuiti, conoscono il significato delle parole giustizia e onore.</p>
<p>Buona visione e un caloroso saluto e ringraziamento; che siate pistoleri, valorosi Samurai o insetti da circo.</p>
<p><em>(NDR. Se i post sui samurai di Benjamin vi hanno messo la curiosità di conoscere meglio questi guerrieri, vi consiglio </em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UCNB7JPpKTU" target="_blank"><em>questo speciale di Super Quark</em></a><em> andato in onda a inizio gennaio, che trovate su YouTube!)</em></p>
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Un caloroso saluto a tutti i lettori di To Honolulu!

Questo breve intervento nasce dalla mia passione personale per...</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/01/rashomon-2070.htm" title="Rashomon">Rashomon</a><br /><small>di Benjamin Sidney
Oltre il confine della ragione si trova una dimora sicura, una rocca inespugnabile, circondata dal caos, fiume in piena....</small></li><li><a href="http://2honolulu.it/2010/02/avatar-2309.htm" title="Avatar">Avatar</a><br /><small>Nota introduttiva: "il pensiero rovina la Bellezza". Di seguito troverete riflessioni laterali e originali che potrebbero farvi storcere il ...</small></li></ul>]]></content:encoded>
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